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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Ricordi di viaggio…

Sul Blog di Quattroruote, il direttore pone una domanda:  qual è il viaggio che sognate? E quale quello già fatto, indimenticabile, magari breve ma pieno di ricordi? E quale la macchina coprotagonista?

Ecco il primo dei  miei ricordi…

Tutto in una notte.

Potrei intitolare così un breve resoconto che racconta la passione di alcuni amici per i rally. 1979 o giù di lì. Un sabato ci si ritrova davanti al negozio di articoli sportivi dove lavorava uno di noi.

Strizzando l’occhio allo zio proprietario del negozio, riusciamo a sgattaiolare via qualche ora prima della chiusura ed ecco che i 3 maschietti ventenni  + 1 fidanzata (proprietaria del Dyane azzurrino) e relativo pastore belga nel bagagliaio, partono alla volta di Torino per vedere la partenza del rally.

Nel corso del viaggio il cielo si oscura, ma ecco le “ultime parole famose” del guidatore: è tutto calore. Dopo pochi chilometri, infatti,  si scatena un nubifragio che ci rallenta la marcia.

Arriviamo alla periferia di Torino, non conosciamo la città, ci avviciniamo ad una persona che, come capita sempre, ci dice: “Non sono di qui”. Vabbè, arriviamo ugualmente al luogo della Partenza e ci si rende conto che le auto sfilano via a 20 kmh e che c’è poco da vedere.

Si risale in auto, direzione San Pellegrino Parmense dove nella notte ci sarà una tappa. Si spreme il Dyane, e si arriva in tempo utile. Si mangia in macchina, panini “vissuti”, qualche lattina ed il thermos di caffè ormai freddo.

Una nottata intensa, il rombo che arriva da lontano, la luce dei fari, potentissimi, i dischi freno arroventati nelle curve prese a manetta, qualche sbandata, qualcuno si ribalta, i flash delle macchine, il cambio rullino tra una pausa e l’altra, sperando che non arrivi una macchina in quel momento.

Chiusi in auto, scomodi, l’odore del cane che riempie l’abitacolo, poche ore di sonno, sufficienti per svegliarsi più stanchi di prima e godersi la migliore alba della mia vita, da ricordare ancora dopo 30 anni.

Ripartire e trovarsi davanti a casa la domenica mattina, alle 8. E tua madre che ti guarda come se fossi un alieno.

Amici che si sono persi per strada, non è stato un epico viaggio “coast to coast”, solo una notte. che ricordo ancora. E sorrido…

Tutto in una notte 2

La domanda del Direttore ha scatenata una serie di ricordi; in questo caso non si tratta di un viaggio che raccomando, ma sicuramente un’esperienza che ha i suoi lati comici. Inizi novembre 1985, un bell’inverno freddo.

Eravamo a Domodossola a casa di un amico e per una serie di contrattempi e partenze anticipate e posticipate rispetto al previsto, ecco che tre di noi devono rientrare a Milano con una vecchia Jeep alla quale il proprietario, per la fretta di partire per la montagna, aveva dimenticato di montare le porte, peraltro di tela.

Il rientro notturno, è avvenuto pertanto con il guidatore ed il passeggero avvolti in coperte ed il passeggero posteriore ricoperto da più strati di abbigliamento. Velocità massima raggiunta: 80 kmh.

Giunti al casello di Milano, la ciliegina sulla torta ovvero il casellante che con un sorriso ci chiedeva se avevamo avuto problemi con il riscaldamento. Spiritosone. Premio Cabaret 1985. A prescindere dal super raffreddore dei giorni seguenti, in ogni caso anche qui scappa il sorriso…

Ed ecco i ricordi dell’amico Francesco:

Due sono i viaggi che più ricordo con piacere per la loro dimensione un po’ avventurosa e per le sensazioni particolari che ancora evoco nel ricordarli. Viaggi che sono stati anche un notevole arricchimento per me.

Il primo è avvenuto nel 1997 in Marocco, dove stetti una quindicina di giorni in dicembre con Teresa, allora mia moglie, e altre persone andando in giro da Marrakech fino al confine con l’Algeria. Un viaggio compiuto su due vecchie Land Rover Defender a passo lungo attraverso le piste di pietra nel deserto.

Un viaggio fatto di sensazioni bellissime, immagini nitide, colori saturi, profumi seducenti. Un viaggio attraverso luoghi deserti, quasi privi di presenze umane: silenzio, spazi immensi, pietra più che sabbia (come io preferisco), spesso lontano dalle mete turistiche e, perciò, chilometri e chilometri senza incontrare nessuno.

E il fascino di quelle due vecchie fuoristrada, le botte prese con la testa sul tetto (si ballava alla grande sulle piste in pietra e se ci si dimenticava di reggersi a dovere…), le strade e le direzioni segnalate da cumoli di pietra che corrispondevano ai nostri segnali stradali…

Il secondo viaggio particolare l’ho compiuto nel 1998, in agosto. Mio fratello, all’epoca, viveva all’Avana e lì girava, tra lo stupore di tutti, con una Range Rover azzurra nuova di zecca, vettura sconosciuta su quell’Isola, che i cubani battezzarono con il nomignolo di “el caballo”.

Grazie a mio fratello, persona molto più avventurosa di me che fa amicizia con tutti e con tutti entra a contatto senza negarsi alcuna esperienza, ho potuto girare Cuba laddove non vanno i turisti, entrare nelle case, nei posti più lontani, cenare nelle capanne dei contadini.

Con la sua Range abbiamo percorso, in quindici giorni, tutta l’isola dalle piantagioni di tabacco di Pinar del Rio a nord di L’Avana fino alla Sierra resa famosa da Castro e Che Guevara e Santiago de Cuba a sud.

Ho ancora negli occhi i colori, le automobili più incredibili, le strade percorse in ogni modo (con automobili, camion che fungevano da autobus, da vecchi autobus americani ma anche vecchi Fiat dell’Atac dismessi con ancora le scritte “Comune di Roma”, motociclette Guzzi e Harley vecchissime, Fiat 600 e 126, Zaz e Trabant, ma anche moderne Citroën AX e ZX oppure Peugeot 406 usate da Polizia e tassisti, oppure le spettacolari automobili americane egli Anni 40 e 50 residuati della Cuba pre-rivoluzione; percorse, però, anche a piedi o con carretti).

Ho potuto, anche, toccare con mano la burocrazia limitante di quel Paese, la mancanza di vera libertà, l’arrendevolezza del popolo e le prime avvisaglie di povertà…

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Questa voce è stata pubblicata il 11 maggio 2009 da in Gli Amici, Il mondo dell'automobile (e non solo), Lo spazio dei ricordi con tag .
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