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Milanesi al volante, pericolo costante

Nota di Pao: Un articolo tratto da  http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano che denuncia quello che scrivo da tempo e che denota la quasi totale mancanza di rispetto delle regole, di civiltà, ma anche di ignoranza delle norme basilari. Per non negarsi niente, qualche imprecisione anche nell’articolo o, forse, un modo errato di scrivere le cose.

Indisciplinati, irrequieti e poco aggiornati rispetto ai cambiamenti del codice della strada. Basta parlare di rotatorie, protagoniste ormai indiscusse della viabilità urbana, di limiti di velocità e di patente a punti per scoprire che c’è chi ancora ignora, ed è più di uno, le regole base del codice della strada. Ecco i milanesi al volante con un piede sempre schiacciato sull’acceleratore, l’imprecazione sulla punta della lingua e una mano sempre fissa sul volante all’altezza del clacson.

Sono quelli che lasciano l’auto in doppia fila per sbrigare quella commissione talmente veloce che non conviene darsi la pena di parcheggiare, un’abitudine dell’82% degli automobilisti, sono gli stessi che trasformano il tragitto casa-lavoro in un rally di Formula Uno. Gli stessi che in assenza di precisi segnali stradali si lasciano andare alle manovre più impensabili. Basti pensare che solo il 24% dei milanesi prima di entrare in rotonda è consapevole di dover dare la precedenza a chi arriva da destra e solo il 52% sa che hanno precedenza assoluta le auto che sono già al’interno della rotatoria. È quanto emerge dall’indagine condotta da Nextplora e commissionata da Direct Line, compagnia di assicurazione auto.

Di poco più incoraggianti i risultati sui limiti di velocità: se è noto a tutti che in città non si possano superare i 50 chilometri orari, più del 10% degli automobilisti non sa qual’è il limite di velocità in autostrada. Il brivido del sorpasso, poi, il milanese d’hoc ce l’ha nel sangue: il 13,3% si concede questa manovra, segnaletica a parte, ogni volta che l’auto davanti è troppo lenta. E se i dati sul traffico urbano sono allarmanti, la situazione non migliora in autostrada dove c’è addirittura chi è convinto (il 6%) di poter sorpassare a destra quando la corsia di sorpasso è occupata.

(Nota di Pao: Giusto per amor di precisazione. Superare a destra è vietato. In taluni casi, per marcia su file parallele e/o in caso di corsia di sorpasso occupata senza motivo, è permesso il superamento a destra, con la massima prudenza. Il problema di fondo è che non si conosce la differenza tra sorpasso e superamento, che non sono la stessa cosa! Vedi: L’art.143 Cds, anche grazie alle modifiche introdotte con la legge 214/03, prescrive che sulle strade a due o più corsie si debba circolare sulla corsia libera più a destra. Le inosservanze sono sanzionate con il pagamento di una somma di € 35,00 e la decurtazione di 4 punti. La manovra di colui che circolando sulla corsia centrale trova l’ostacolo di un veicolo ed effettua il sorpasso a destra è sanzionato dall’art.148,comma 15, Cds con la somma di € 68,00 e la decurtazione di 5 punti. La manovra di colui che prosegue la marcia sulla corsia di destra, nonostante la presenza di veicoli sulla corsia o sulle corsie di sinistra, non integra la manovra di sorpasso a destra, ma solo quella di superamento da destra che non è sanzionata.)

Irrinunciabili gli abbaglianti (57%) per farsi largo nel traffico e sollecitare l’andatura di chi viaggia in terza corsia. Al vertice della classifica infine l’introduzione della patente a punti.

Un incubo per i milanesi pronti a tutto pur di cavarsela soltanto con una multa, poco importa se salata, di fronte all’integrità della patente. Rischia cinque punti chi viene pizzicato al telefono sprovvisto di auricolare o chi guida senza cinture. Ne mette a repentaglio addirittura sei chi non rispetta l’alt del semaforo rosso.

(Nota di Pao: Addirittura? 6 punti per un semaforo rosso ignorato consapevolmente (non parlo di quelli che restano a metà incrocio per qualche intoppo…) sono quasi pochi. Ignorare un semaforo rosso può causare un incidente mortale; e nessuno può saltare un rosso senza immaginare che dall’altra parte arrivi un’altra auto. Sennò a che servirebbero i semafori?)

«Peccato che solo il 9% degli automobilisti conosca il proprio saldo punti – spiega Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line – e che addirittura il 35% dei milanesi non sia al corrente delle modalità esistenti per accertare il proprio credito ed eventualmente recuperare i punti».

Non va meglio con i corsi riparatori promossi dalle autoscuole, considerati dai più come un espediente veloce e poco impegnativo per sanare il debito. «Con dodici ore di lezione – spiega Carlo della scuola guida America – si recuperano 6 punti – La presenza è obbligatoria ma il fatto che a fine corso non ci sia nemmeno un piccolo test da affrontare induce chi li frequenta a seguire le spiegazioni con meno interesse e poca attenzione».

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