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Pringles Hot Spicy: troppi grassi, troppo sale…

Un articolo di Roberto La Pira

Il recentissimo spot televisivo  delle patatine  Pringles   presenta la nuova confezione da 150 g che contiene ben  80 pezzi.

Lo spot non lo dice, ma basta leggere  l’etichetta per rendersi conto che le patatine nel tubo rosso contengono anche  51 g di grassi e oli vegetali. La parola vegetale non deve però illudere, perché quando si usano oli di pregio come mais, girasole e arachide si scrive sull’etichetta.

Quando compare la parola generica “vegetale” vuol dire che le materie prime sono di mediocre qualità come il grasso di palma e cocco. Osservando la lista degli ingredienti si scopre che  le patatine sono ottenute da materie prime in polvere (farina di patate, farina di riso, amido e maltodestrine ricavate dalla farina di frumento).

L’unico additivo è l’emulsionante E 471 corrispondente ai mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari, necessario per amalgamare gli ingredienti con i grassi  vegetali. La porzione di Pringles consigliata dal produttore è di 25 g e copre il 12% del fabbisogno giornaliero di lipidi!

Nelle Pringles Hot Spicy gli ingredienti triplicano: perchè ci sono una decina di sostanze  aromatiche tra cui yogurt in polvere e pomodoro in polvere,  2 coloranti come l’estratto di peperoncino verde piccante e la paprika, e 5  acidificanti tra cui polvere di aglio e proteine del latte.

I nutrizionisti considerano prodotti come le Pringles cibo spazzatura, perchè hanno troppi ingredienti, troppi grassi e troppo sale. Chi però  è irresistibilmente attratto potrebbe orientarsi solo occasionalmente sulle patatine tradizionali: la quantità di grassi e  di sale è simile, ma gli ingredienti sono solo tre: patate vere, olio e sale.

Fonte: http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2009 da in Consumatori & Utenti, Salute & Benessere con tag , , , , , , , .