Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Creme solari a confronto: chi protegge di più?

Il diktat è sempre lo stesso: proteggersi dal sole. Come ogni estate dermatologi, specialisti e autorità del ministero della Salute si “prodigano” in decaloghi, regole ferree che anche i patiti della tintarella dovrebbero seguire. La raccomandazione principale è: schermarsi con una crema solare. In commercio c’è ne sono di ogni marca, prezzo e a diversi fattori di protezione. Quali sono i prodotti più efficaci? E soprattutto, sono applicabili in tutta sicurezza sull’epidermide?

Il Salvagente, nel numero in edicola da domani ha provato a dare una risposta ai due interrogativi pubblicando i risultati di due interessanti ricerche: quella sui filtri solari, stilata dall’Ewg (Enviromental Working Group), il big ambientalista americano che per questa stagione ha analizzato circa 1.400 prodotti tra creme, spray, lozioni per il viso e altri cosmetici e un test sugli ingredienti di 12 solari presenti anche in Italia, realizzato nei laboratori di “Ökotest”, mensile tedesco dei consumatori.

Composizioni sotto la lente
Partiamo dalla composizione delle creme: secondo quanto trovato dagli analisti tedeschi, i 12 prodotti presenti anche sul mercato italiano, tutti con fattore di protezione fra 15 e 20, in troppi casi deludono le aspettative. Troppe sostanze chimiche nella composizione e, in alcuni, lo spettro delle nanoparticelle di  biossido di titanio… Eppure, per una volta, a conquistare i migliori giudizi non sono solo le creme erboristiche o biologiche: in vetta alla classifica, infatti, compaiono anche grandi industrie tradizionali e perfino qualche prodotto di discount.

Le nanoparticelle
Molta attenzione, nel test del Salvagente, viene riservata all’uso di nanoparticelle di biossido di titanio, un filtro solare che serve da schermo per la cute contro i raggi UvA e UvB. La loro dimensione non dovrebbe scendere sotto la soglia dei 100 nanometri, per mettere al riparo dal rischio di penetrazione nel sangue dei nanopigmenti di metalli. “Il problema subentra con elementi non biodegradabili come il titanio biossido appunto”, commenta Luigi Manzo, direttore della Scuola di specializzazione in Tossicologia medica dell’Università di Pavia. “Gli studi sulla possibilità di penetrazione delle nanoparticelle sono tanti, tutti prestigiosi, ma discordanti”.

(A proposito delle nanoparticelle, leggi qui > https://paoblog.wordpress.com/2010/02/25/troppo-zinco-nel-sangue-sotto-accusa-le-creme-solari/ opure digita “nanoparticelle” nella casella di ricerca sulla destra)

Danni per la salute
In mancanza si una risposta univoca sulla nocività, il professore sottolinea che “sarebbe opportuno che il consumatore fosse informato della presenza di questi ingredienti in forma nano, per poter sempre scegliere consapevolmente”. D’altra parte, tuttavia, il professor Manzo sottolinea che “i benefici apportati da questo tipo di prodotti in forma nano sono pochi: permettono, infatti, che la pelle non resti bianca come se si indossasse una camicia.

I danni alla salute invece sono potenzialmente gravi: valutare con criteri conservativi è per ora la scelta più saggia. Come lo è, per precauzione, lavare subito via il prodotto una volta a casa e tenerlo sulla pelle il meno possibile per evitare che venga assorbito dall’organismo”.

La roulette dei filtri
Il rischio maggiore per un solare, però, va al di là di qualche sostanza indesiderata. Il pericolo, infatti, è un filtro poco efficace. E da questo punto di vista i consumatori non dovrebbero sentirsi “sicuri” dopo essersi spalmati una qualunque crema solare. Studi condotti in Francia, Svizzera e Belgio hanno mostrato che chi utilizza prodotti ad alto fattore di protezione ha dei comportamenti che lo espongono maggiormente a rischio, perché prolunga i bagni di sole, e si espone in orari considerati off-limit.

Basandosi sui dati dell’Fda americana, per esempio, il gruppo ambientalista Ewg sottolinea che i test sulla protezione dei prodotti solari sono condotti utilizzando in media una quantità di prodotto almeno doppia rispetto a quella realmente utilizzata dai consumatori, i quali si accontentano di una piccolissima noce di prodotto, e il più delle volte non ripetono l’applicazione.

Per queste ragioni l’efficacia reale delle barriere che spalmiamo sulla pelle è ancora più importante. Eppure non tutti i solari rispettano quanto promettono in etichetta, almeno a giudizio delle analisi statunitensi riportate dal Salvagente.

Ci sono case (comuni anche nel nostro mercato) che garantiscono una protezione ai raggi UvA e UvB che va da buona a eccellente e altre che eccellono nella difesa dai raggi UvB mentre non sembrano schermare adeguatamente i raggi UvA. Differenze, spiegano dal settimanale dei consumatori, da valutare adeguatamente per non rimanere… scottati.

Solari testati
Ecco i solari analizzati dal Salvagente. Tutti i risultati e i giudizi sui prodotti testati sono pubblicati dal settimanale il Salvagente in edicola dal 24 giugno.

Anthelios Spray SPF 20 – Marca: La Roche Posay
Prezzo: 20 euro – Profumo: no – Nanoparticelle: sì

Cien Sun Trasparente Spray Solare SPF 15 – Marca: Lidl
Prezzo: 4,95 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: no

Nivea Sun Light Feeling Lozione Solare SPF 20 -Marca: Beiesdorf
Prezzo: 12,99 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: sì

Lancaster Sun Sport Express Mist Protezione Solare SPF 15 -Marca: Coty Prestige
Prezzo: 22,80 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: no

Clinique Body Spray SPF 25 – Marca: Clinique
Prezzo: 24,49 euro – Profumo: no – Nanoparticelle: no

L’Oréal Solar Expertise Latte Solare SPF 20 – Marca: L’Oréal
Prezzo: 12,99 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: sì

Lavera Sun Neutral Latte Solare SPF 20 – Marca: Laverana
Prezzo: 11,59 euro – Profumo: no – Nanoparticelle: no

Piz Buin Active Lozione Lunga Durata SPF 15 – Marca: Johnson & Johnson
Prezzo: 16,70 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: non dichiarate

Protectyl Vegetal Latte Solare SPF 15 – Marca: Yves Rocher
Prezzo: 15 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: no

Annamarie Börlind Sun-Fluid SPF 20 – Marca: Börlind
Prezzo: 24 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: no

Eucerin Sun protezione Solare Spray SPF 20 – Marca: Beiersdorf
Prezzo: 21 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: sì

Ambre Solare Light & Silky Latte Solare SPF 20 – Marca: Garnier
Prezzo: 12,99 euro – Profumo: sì – Nanoparticelle: non dichiarate

Fonte: www.ilsalvagente.it

2 commenti su “Creme solari a confronto: chi protegge di più?

  1. Pingback: Che cosa ci fa il biossido di titanio nel nostro cibo? E soprattutto: è dannoso per la salute? « Paoblog

  2. Pingback: Triplicano i prodotti e gli alimenti contenenti nanoparticelle « Paoblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: