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Ho guidato la Smart elettrica

Facendo seguito al post di ieri, nel quale spiegava le modalità per provare la Smart ED, oggi Francesco spiega in dettaglio la sua esperienza con la Smart elettrica ED.

In attesa che siano disponibili le foto che gli hanno fatto durante la prova, ne pubblichiamo due che rendono l’idea dello stand e del quadro strumenti caratteristico della ED. (Foto tratte da www.eventolive.it)

Il dono della sintesi non fa parte del Dna di Francesco, tuttavia in questo caso la lunghezza del testo è giustificata,  perché le impressioni da raccontare sono tante…

Prendo confidenza con la ED.

Quando arrivo allo stand dello Smart Urban Stage al Parco della Musica all’orario in cui avevo prenotato la prova, ci sono disponibili quattro vetture, già con il pieno di elettricità, quindi non attaccate alle colonnine di rifornimento e pronte all’uso.

Tra queste, scelgo immediatamente l’unica versione cabrio disponibile, per altro con targa tedesca a differenza delle altre: l’idea di circolare su un’automobile scoperta, capelli 😀 al vento e cielo a portata di occhi esalta ancor di più l’idea di libertà e contatto con l’ambiente che in me suscita il motore elettrico; inoltre il pomeriggio particolarmente caldo sembra anch’esso suggerire la scelta.

Il navigatore che mi accompagnerà nel giro cittadino si chiama Andrea: gentile, sciolto, ma professionale a dir la verità non mostra particolare entusiasmo di lasciare i colleghi con cui sta chiacchierando, seduti indolenti e rilassati all’ombra; visto il caldo e il sole si può anche capirlo. Comunque mi aiuta a prendere confidenza con la vettura.

C’è da dire che io non avevo mai guidato una Smart ForTwo prima: l’immediata impressione, seduto al posto-guida è di notevole comodità, ma salta immediatamente alla mia attenzione la scarsa visibilità posteriore che probabilmente nell’allestimento cabrio, a capote scoperta, è assai maggiore rispetto alla berlina; non aiutano, e me ne accorgerò guidando, gli specchi retrovisori interno ed esterni di piccole dimensioni.

Naturalmente perdo tempo a capire dove infilare la chiave di accensione guardando a destra e sinistra del volante, non immaginando che il posto giusto sia sul tunnel centrale, a sinistra della leva del freno a mano.

E, ovviamente, abituato al cambio manuale mi sento quasi perso per la mancanza del pedale della frizione, lo cerco con il piede sinistro, finendo inevitabilmente e innaturalmente con l’incontrare quello del freno. Andrea se ne rende conto e mi suggerisce: il piede sinistro, oggi, non serve; dimentichiamolo. Facile a parole…

Durante il tragitto, inevitabilmente per i classici riflessi condizionati, più di una volta cercherò quel pedale mancante con il piede sinistro mentre la mano destra incontrerà inutilmente la leva del cambio, soprattutto in fase di frenata quando sono abituato a scalare di marcia o nel ripartire.

L’impressione più sorprendente si manifesta alla partenza. Girata, infatti, la chiave di accensione la Smart è pronta a partire: occorre solo dare gas. La cosa più semplice del mondo che a me, invece, lascia spiazzato. Perché non sento alcun rumore, nessuna vibrazione sotto i piedi o sulla mano che, solitamente, ascolta il motore toccando la leva del cambio; nessun rumore o segnale che mi dica: l’auto è pronta!

Infatti dico ad Andrea: che si fa, come si accende? E lui: è già accesa, devi solo dare gas con l’acceleratore. Solo questo? Così semplice? Dò gas, morbidamente, e la Smart silenziosamente e dolcissimamente parte. Sembra un gioco…

Si parte!

La ED si avvia dolcissima al comando del solo piede destro sull’acceleratore e delle mani sul volante. Pao mi aveva avvertito, ieri: attento che i motori elettrici hanno parecchio spunto nell’accelerazione e la Smart, leggerissima, ci mette poco a schizzare che manco te ne accorgi.

La sento, infatti, immediatamente reattiva e me lo conferma anche Andrea: ti accorgerai che ha un bello spunto, vantaggio dell’elettrico…

È così, ma la cosa non mi spiazza. Probabilmente perché comunque abituato a una automobile dotata di notevole accelerazione. Solo che, con la mia, sono abituato a sentire la reazione del motore in accelerazione dal rumore (notevole) e sulle mani che reggono il volante; qui no: regna il silenzio.

Ti accorgi dello spunto, brillante, in accelerazione solo percependolo con il piede destro sul pedale. Quando rallenti, sembra che il motore muoia sotto il piede, percepisci, immagini visivamente la curva di un diagramma che va giù e ti sembra tutto spento; invece pigi lieve il pedale, per una frazione di secondo ti sembra di restare immobile e poi, invece, il motore prende quota notevolmente.

Io, però, abituato a una guida brillante ma controllata, abituato a domare un motore termico comunque nervoso assai, ho immediatamente preso confidenza con questo comportamento e controllato con eccellente dolcezza l’accelerazione brillante della ED.

Ho, anche, subito notato la notevole efficienza dell’impianto frenante: immediatamente reattivo, potente, con una corsa del pedale cortissima; basta sfiorare il pedale stesso che la ED inchioda senza traumi né fastidio; freni potenti ma dolci al tempo stesso, probabilmente anche grazie alla leggerezza del mezzo.

Il percorso di prova

La prova è durata una mezz’ora o poco meno: il giusto tempo, comunque, per prendere confidenza con il motore elettrico, per conoscerne caratteristiche e reazioni. La cosa importante è che ho potuto verificare la guida su un tracciato misto, con tutte le tipologie di asfalto che si incontrano a Roma, compresi tratti in sampietrino, salite e discese, tratti veloci e altri lenti, strade ampie e altre strette, situazioni di traffico molto intenso e tratti liberi in cui poter lanciare la Smart a velocità più alte.

Partendo dall’Auditorium Parco della Musica, nel quartiere Flaminio, sono salito ai Parioli per poi scendere giù verso Valle Giulia e dirigermi all’interno di Villa Borghese, circolare al suo interno e far ritorno all’Auditorium attraverso il Lungotevere.

Da notare che con una normale automobile non sarei mai potuto entrare a Villa Borghese dove, invece, la ED alimentata unicamente con l’elettricità e quindi a zero emissioni ha libero accesso. E poi c’è da dire che, soprattutto in questo allestimento cabrio nei colori bianco e verde metallizzato, ai semafori la Smart elettrica incontra molti sguardi curiosi.

Il motore elettrico e le impressioni di guida.

Presa confidenza con lo stile di guida della Smart elettrica, pongo alcune domande ad Andrea. Scopro, così, che l’autonomia a carica completa (8 ore di tempo) è di 135 chilometri, che le batterie al litio possono anche essere ricaricate parzialmente, magari solo per 1-2 ore garantendo circa 40 km di autonomia; capisco che, come accade per le vetture ibride, anche la ED sfrutta l’accumulo di energia in frenata per ricaricarsi, seppur minimamente.

Vengo a conoscenza della circostanza, visibile dagli strumenti di cui fra poco parleremo, che guidando regolari e col piede leggero il consumo di elettricità è nullo, pari a zero; che attivare accessori che quotidianamente utilizziamo non incide sul consumo di energia: accendere la radio o l’aria condizionata o i fari non intacca minimamente la riserva di energia e quindi l’autonomia della Smart.

La plancia presenta una strumentazione, del tutto identica a quella delle Smart benzina e diesel, che ho trovato non perfettamente comoda e visibile, forse perché troppo ravvicinata. Questione, evidentemente, di abitudine.

Quel che fa la differenza con le normali Smart a motore termico, sono i due strumenti circolari al centro e in cima alla plancia, dove al posto del contagiri ci sono i dati di controllo dell’energia elettrica.

Nello strumento di destra c’è una lancetta e una scala di colore verde a sinistra e rossa a destra: in fase di marcia tranquilla e regolare, la lancetta è nel mezzo tra i due colori, in posizione neutra perché non si consuma nulla; quando si accelera e si guida su di giri, la lancetta si sposta sul colore rosso indicando che si sta consumando energia; quando si frena, il suo posizionarsi sul verde fa capire che si sta recuperando energia, ricaricando minimamente le batterie.

Lo strumento di sinistra indica il livello di carica, da 100 a zero, della batteria e permette di capire quanta autonomia si ha in termini di chilometri. Io sono partito con la lancetta sul 100, essendo la vettura a pieno carico di elettricità e, tornato dopo mezz’ora, la posizione era invariata.

A velocità più sostenute, il motore si propone brillante; a differenza delle andature basse quando il silenzio è praticamente totale tanto da non rendersi conto che il motore sia acceso, procedendo sui 50 km/h o oltre si avverte il rotolare delle ruote e, soprattutto, una sorta di ronzìo provocato dalla trasmissione. Insomma: si avvertono quei rumori altrimenti coperti dalla meccanica dei motori termici, più simili a quelli di una bicicletta.

Ho anche apprezzato molto la maneggevolezza dello sterzo, leggero e preciso, così come la dolcezza del cambio automatico tale da garantire comoda linearità di guida, senza nessuno strappo o scossone. E, infatti, la Smart elettrica mi è apparsa anche molto comoda in termini di comfort.

Va detto, a onor del vero, che sono abituato a una automobile molto molto rigida, bassa, con pneumatici ribassati e tale da far sentire sulla schiena con molta evidenza le minime asperità della strada.

Comunque ho guidato la ED su tratti di sampietrino, attraversato binari del tram agli incroci, percorso strade un po’ accidentate, soprattutto dentro Villa Borghese: sembrava quasi di non sentire nulla.

Ecco: l’impressione generale è di una vettura facile e comoda come un giocattolo, ma che non toglie il piacere di guida cui si è abituati, almeno nei percorsi urbani.

Il difetto più evidente è la scarsa visibilità posteriore, soprattutto in fase di manovra.

I consumi

I consumi sono quasi nulli, i costi pochissimi. L’Enel ha già approntato delle schede prepagate con cui poter accedere alle colonnine di ricarica che verranno collocate in città entro due anni, quando la Smart elettrica entrerà in commercio, per mezzo delle quali un pieno di ricarica che garantisce 135 chilometri di autonomia costerà 1,40 euro. Lo stesso pieno costerà ancor meno se effettuato a casa propria, collegando la vettura a una presa nel box o nel giardino di casa.

Il mio accompagnatore Andrea mi ha detto che le sei Smart a disposizione delle prove non hanno mai avuto bisogno di dover essere ricaricate durante il giorno, anche quando, all’inaugurazione dell’Urban Stage, hanno circolato a pieno ritmo, una prova via l’altra, tutto il giorno. D’altra parte, una guida tranquilla e lineare permette di allungare molto l’autonomia di servizio garantita dalle batterie a piena carica.

Lo Smart Urban Stage di Roma

Organizzato in collaborazione con Enel, questo evento è approdato a Roma dopo la felice esperienza di Berlino. È un modo per far conoscere ai cittadini e ai turisti romani la Smart elettrica e sondare le reazioni del pubblico in previsione dell’immissione sul mercato che avverrà fra due anni, quando l’Enel avrà attivato una sufficiente rete cittadina di punti per ricaricare le auto.

La Smart si può provare recandosi presso lo stand situato all’interno del Parco della Musica in viale De Coubertin fino al 31 luglio. L’organizzazione mi sembra eccellente, anche se il mio accompagnatore Andrea lamentava la circostanza che la collocazione presso l’Auditorium non sarebbe proprio l’ideale, al contrario di una piazza in pieno centro, nell’area ZTL.

La risposta del pubblico, secondo Andrea, non è stata per ora delle migliori, probabilmente anche a causa del caldo estivo.

Io, comunque, sono rimasto soddisfatto dalla possibilità di prova e dalle esaurienti e competenti spiegazioni offertemi da Andrea, che ha saputo togliermi ogni curiosità e dubbio tecnico, anche se con fare un po’ indolente e non proprio entusiasta, perdonabile per via del caldo: in effetti, non è il massimo stare ad aspettare dalle 4 del pomeriggio sotto il sole persone che cominciano a venire allo stand solo verso sera, se va bene.

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22 commenti su “Ho guidato la Smart elettrica

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  12. Francesco
    6 aprile 2011

    Devo dire che è una bella sensazione cominciare a vedere, in giro per Roma, qualche esemplare di Smart ForTwo Electric Drive: sembra, in qualche modo, di osservare il futuro, di respirare aria di modernità e internazionalità, anche se sempre facendo i conti con il caos delle nostre città.

    Per esempio: una Smart ED la vedo quasi quotidianamente parcheggiata nei pressi di casa mia, il tardo pomeriggio quando torno dall’ufficio. Purtroppo è quasi sempre parcheggiata seguendo quelle poco civili “regole non scritte” di esagerata tolleranza che vigono qui a Roma: di traverso tra le altre automobili. L’altro giorno, addirittura, era posteggiata sulle strisce pedonali: eppure aveva in bella vista, sulla plancia, il segnale che avverte trattarsi di automobile elettrica e, quindi, esonerata dal pedaggio nei parcheggi a strisce blu. In ogni caso: una contravvenzione faceva mostra di sé sotto il tergicristallo; in effetti, ultimamente, nel mio quartiere ho visto un seppur lieve aumento di controlli da parte degli agenti della Municipale.

    Stamattina, invece, una Smart ED targata EF … .. guidata da una ragazza procedeva lentamente in coda – mattina di grande traffico oggi, più del solito e non so perché – incolonnata davanti a me su viale Medaglie d’Oro: mentre io cercavo posteggio, ha girato in direzione di piazza della Balduina.
    Peccato: mi sarebbe piaciuto affiancarla, magari a un semaforo, per scambiar con lei quattro chiacchiere e chiederle le sue impressioni su quella auto elettrica…

  13. Francesco
    28 marzo 2011

    Credo che le tue considerazioni siano razionali e motivate.

    Non ho conoscenze né competenze tali da permettermi risposte certe: posso, però, provare a immaginare che gran parte, non tutta, l’energia che si può consumare per il funzionamento dell’impianto di climatizzazione possa venir compensata dall’attivazione del recupero di energia (il Kinetic Energy Recovery System in uso sulle vetture di Formula Uno) che ricarica le batterie stesse mentre si cammina.

    Ciò giustificherebbe un consumo quasi nullo.

  14. alessio
    28 marzo 2011

    Perdonatemi, ma sono ad obbiettare sul consumo nullo del condizionatore/riscaldatore, e delle utenze elettriche come i fari.
    Un condizionatore per auto assorbe ad occhio circa 800 watt, continui, da dove prende l’energia se non dalle batterie? e se il compressore è trascinato dal motore elettrico, gli richiediamo quasi un cv di potenza, che và ad incidere ovviamente sulla durata delle batterie, se consideriamo poi che d estate è continuo l’uso, il compressore non stacca quasi mai.
    D’inverno la situazione è analoga, per riscaldare l’auto elettricamente è richiesta molta energia.

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  18. Francesco
    16 luglio 2010

    Ieri ho provato nuovamente la Smart Electric Drive.
    Questa volta il tipo di prova è stato un po’ diverso: non solo perché ho guidato la versione coupé, ma soprattutto per la tipologia di percorso che mi ha permesso di testare la vettura in condizioni diverse.
    Fra l’altro siamo andati in due, con un mio amico, con due vetture una al seguito dell’altra.
    Invero, il percorso differente – che fra l’altro ci ha permesso di testare la Smart per un periodo di tempo più lungo dell’altra volta, circa un tre quarti d’ora – è stato dettato da una circostanza particolare: il pilota-navigatore che mi ha affiancato sul sedile passeggero aveva bisogno, per motivi personali, di raggiungere un determinato luogo e ci ha chiesto se ci andava recarci fin laggiù.
    * * *
    Dunque il percorso si è sviluppato sempre in ambito urbano, ma attraverso strade a scorrimento veloce, ora molto intasate di traffico ora libere e scorrevoli, attraverso Corso Francia per poi imboccare la via Flaminia, il Grande Raccordo Anulare e giungere alla periferia Nord di Roma.
    Possiamo dire, così, di aver testato la ED in quello che sarebbe un classico percorso effettuato da un pendolare che vivendo fuori città, nei quartieri residenziali oltre il GRA o nelle borgate limitrofe, compirebbe per rientrare a casa dopo il lavoro.
    Un testa, dunque, particolarmente interessante.
    * * *
    Anzitutto: guidando per la seconda volta la ED, conoscendola, non dovendo chiedere particolari tecnici al pilota-navigatore – meglio; un po’ per carattere, un po’ perché nervoso per motivi personali: non era particolarmente loquace né sereno; per sciogliere la tensione l’ho fatto parlare, togliendomi un po’ di curiosità, del suo lavoro di istruttore di guida sportiva, della sua attività di pilota in competizioni tipo Ferrari Challenger e delle tante super-car che abitualmente guida per lavoro – mi sono goduto la Smart con maggiore disinvolta scioltezza e mi sono sorpreso per la mia acquisita dimestichezza con il cambio automatico, la reattività del propulsore elettrico; meno confidenza, ancora, con la scarsa visibilità posteriore in manovra; molta confidenza, invece, con la facilità di guida data dalle piccole dimensioni.
    Fra l’altro, la giornata calda e la vettura di tipo chiuso mi ha permesso di sperimentare l’impianto di aria condizionata al massimo del freddo, potente ed efficiente senza penalizzare la potenza del motore e le prestazioni.
    * * *
    Nel situazioni di fila, di ingorgo, di traffico la ED si è dimostrata efficiente, reattiva, ottima nella frenata, pronta alle ripartenze.
    Nei tratti veloci si è comportata bene: spingendo a tavoletta non corre come una scheggia, ma quanto basta: si è pur sempre in tratti a scorrimento veloce urbani, non in autostrada.
    Inoltre, al ritorno, giunti sotto il Villaggio Olimpico – l’interessante struttura architettonica progettata ne finire dei Cinquanta da Luigi Moretti per ospitare gli atleti di Roma 1960 e poi divenuto quartiere popolare alle cui spalle sorge oggi l’Auditorium parco della Musica – abbiamo potuto testare le sospensioni su viali alquanto sconnessi e ancora una volta mi son sorpreso per la comodità del comfort della piccola tedesca, molto meno rigida di quanto pensassi.
    Ma, soprattutto, in quei viali a quell’ora deserti ho potuto fare prove di accelerazione spingendo al massimo la ED: accelerazione fantastica; ma, raggiunta la velocità di punta, l’acceleratore sembra morirti sul piede, come se tornasse indietro, perdendo spunto; è il limitatore di potenza che interviene a non far superare i 100 orari e il limite naturale di questo motore che non gode di apprezzabili velocità di punta. Non per viaggiare, dunque: ma ideale – eccome! – per la città.
    * * *
    Siamo partiti con il 60% di carica – era da due giorni che quella vettura lavorava, avendo effettuato svariate prove, senza che venisse messa in carica la notte – e dopo un giro impegnativo, tra code e accelerazioni, siamo rientrati che l’indicatore segnava 55%.
    Anche il mio amico, che ci seguiva – ho notato, guardando dallo specchio retrovisore, che il suo gioviale pilota-navigatore gli spiegava continuamente tante cose: infatti mi ha confermato che si è dimostrato un eccellente guida tecnica – è rimasto molto positivamente sorpreso dalla Smart elettrica e dal suo ideale comportamento urbano.

  19. paoblog
    2 luglio 2010

    Aspetto il resoconto quindi 😉 so che se giro qua e là di cose ne trovo, ma visto che sei intervenuto sul Blog, tanto vale sfruttare un mio lettore …

    Meglio non provarla la Prius, perchè già ora so che se potessi prenderla, sarebbe una scelta vincente … 🙂

    Diciamo che ora come ora sono a metà strada tra la prova di Francesco e la tue esperienza, visto che uso una Smart… e la comodità di un’auto piccola, maneggevole, è impagabile.. e già il cambio automatico provoca assefuazione … con piccoli scontri fra me a mia moglie per l’uso della piccola (solo sulla carta) rispetto a quella che prima era l’auto principale (Toyota Corolla Verso)

  20. Stefjord
    2 luglio 2010

    Nessun problema per il resoconto, anche se in rete esiste già un forum (non voglio fare spam ma basta cercare su google hybrid synergy forum) sul quale decine/centinaia di utilizzatori di auto ibride (non solo prius, ma anche insight, lexus…) scrivono le loro “esperienze”.
    Lascia perdere le opinioni dei giornalisti, non solo sulle auto ma in ogni ambito: possono dare un’idea di massima, ma una prova di un paio di giorni sono niente rispetto all’esperienza di un reale utilizzatore di tutti i giorni…

    Per la positiva invidia, si risolve… basta fare una prova di pochi km da un concessionario: solo provando si può capire che queste auto “sono diverse” da qualsiasi altra cosa tu abbia guidato prima. E se ne compri una non torni più indietro.

  21. paoblog
    2 luglio 2010

    Quando vedo le Prius che procedono a bassa velocità, tipo in un parcheggio, silenziose, senza nuvole di fumo dallo scarico, scatta una sana e positiva invidia. 🙂

    Mi piacerebbe ricevere via mail una bel resoconto circa la Prius, una Prova su strada redatta da un utilizzatore e non da un giornalista che talvolta non sa bene cosa scrive..

  22. Stefjord
    2 luglio 2010

    Ho letto con attenzione questo resoconto e mi dispiace non aver potuto provare anche io la Smart elettrica. Ma guido una prius e so bene cosa vuol dire il piacere di salire in macchina, schiacciare un pulsante e procedere nel traffico nel più assoluto silenzio e nella totale assenza di vibrazioni del motore: quando sei fermo al semaforo il motore si spegne (del resto a cosa serve che sia acceso se non ti muovi?), abbassi il finestrino e senti le auto di fianco a te che borbottano come trattorini, consumando carburante, inquinando e scaldando la strada inutilmente.

    Purtroppo con la prius ogni tanto il motore a benzina si accende, essendo solo ibrida e non totalmente elettrica. Lo sterzo leggero (merito del servosterzo elettrico che non c’entra niente col fatto che sia elettrica l’auto), la comodità del non-cambio (che non è un cambio automatico) ma soprattutto lo spunto impressionante da fermo e tutti i vantaggi della propulsione elettrica non mi farebbero mai più tornare ad un’auto tradizionale. Di tutto questo non te ne accorgi finchè non lo provi…

    Un solo appunto: suppongo che il condizionatore sia elettrico (come sulla prius): su una ibrida l’uso del condizionatore non aumenta il consumo (di benzina) ma fa scaricare più velocemente le batterie (in linea teorica, perchè comunque le ricarichi strada facendo, quindi in pratica il consumo in più è quasi nullo). Suppongo funzioni così anche sulla smart ed.

    Purtroppo dubito che quando inizieranno a circolare per davvero le elettriche il prezzo del pieno di elettricità sarà così basso come ti hanno detto: per lo Stato e le varie lobby dei petrolieri sarebbe il tracollo….

I commenti sono chiusi.

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