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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Boicottiamo le banche? Si, ma facciamolo bene…

Boicottare le banche che impongono la tassa sul contante.

Questo è quanto invitano a fare alcune associazioni di consumatori. Boicottarli chiudendo il conto qua, per riaprirlo là, in realtà comporta notevoli costi aggiuntivi per i consumatori ovvero vien da chiedersi se il gioco vale la candela.

Vero che la maggior parte delle banche prende in carico la gestione dei trasferimenti delle utenze, ma significa anche cambiare carta di credito e bancomat, e quindi pagare nuovi costi per l’emissione delle nuove carte, un tot di spese di chiusura che, in un modo o nell’altro saltano sempre fuori ed infine ci sono alcuni costi collaterali, (sia in perdite di tempo che di denaro) quando hai a che fare, ad esempio, con il Telepass, come racconto qui.

Le banche con questo costo aggiuntivo vogliono spingerci ad usare il bancomat, alleggerendo il lavoro allo sportello?

Va bene, allora facciamo così: andiamo al bancomat a prelevare e poi andiamo allo sportello a farci cambiare le banconote in tagli più piccoli.

Vediamo poi se risparmieranno tempo oppure no. A meno che si inventino il tasso di cambio banconote…

°°°

Un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la “tassa sul contante”. Imposizione dell’importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante.

“Si tratta di una follia – affermano le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – L’idea che un cittadino debba pagare per poter disporre del proprio denaro è un ritorno al Medioevo, e l’esempio concreto di come gli istituti di credito, introducano periodicamente nuovi balzelli il cui unico scopo è quello di salassare i consumatori e arricchire le proprie casse”.

“Gli utenti devono però sapere che non tutte le banche hanno deciso di adottare tale tassa. Invitiamo pertanto i correntisti – proseguono Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – a verificare se la propria banca è tra quelle che applicano la “tassa sul contante” e, in tal caso, chiudere il conto e passare ad altro istituto di credito”. 

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