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Il numero unico per le emergenze? Dillo a questo cittadino…

di Maurizio Caprino

Altro che centri di coordinamento, numeri unici ed effetti speciali vari, tipici delle conferenze stampa in stile Brunetta e Bertolaso: ieri mattina, un cittadino che ha segnalato un grave pericolo legato al maltempo su una strada secondaria ma non troppo ai Vigili del fuoco e si è sentito rispondere che doveva avvisare anche i Carabinieri e richiamare il 115 per confermare che anche l’Arma era allertata!

Il cittadino era il mio collaboratore Gennaro Grimolizzi, che abita in zona. Vi lascio al suo racconto.

Ore 8.50 di oggi. Percorro la Sp 90 che collega i comuni di Barile e Rapolla a Lavello, nel Potentino. A circa tre chilometri dall’imbocco della Strada provinciale, in località “Macarico”, una bella zona ai piedi del Monte Vulture punteggiata da oliveti e vigneti, i segni delle abbondati piogge di questi gio rni sono evidenti. Un albero situato su una piccola scarpata è caduto sulla strada ed invade la carreggiatta opposta alla mia. L’arteria è trafficata da molti tir, che provengono dalla vicina Puglia per caricare materiale in un cementificio della zona.

Avverto i Vigili del fuoco e mi risponde il 115 di Potenza. L’operatore in servizio si mostra subito efficiente. L’intervento per rimuovere l’albero (ce ne sono altri che potrebbero cadere da un momento all’altro) scatta, ma i Vigili del fuoco devono partire da Potenza, a più di cinquanta chilometri dal luogo segnalato (in condizioni di traffico normale ci vogliono non meno di tre quarti d’ora).

A Melfi, città situata a dieci chilometri dalla Sp 90, c’è anche una caserma dei Vigili del Fuoco, ma da quello che mi riferisce l’operatore del 115 l’intervento deve partire dal capoluogo lucano.

Vengo invitato ad avvertire anche i Carabinieri e riferire l’esito della comunic azione. Lo faccio prontamente: chiamo il 112 e mi risponde la Compagnia di Melfi, che a sua volta avviserà la stazione di Barile.

Richiamo il 115 per comunicare anche questo mio passaggio telefonico con la Benemerita. Scatta l’intervento. Speriamo non ce ne vogliano degli altri.

Un costone roccioso, sempre sulla stessa arteria, è inzuppato dalle piogge e perde pezzi. Massi del peso di decine di chili si staccano con frequenza e finiscono in strada (chi risarcirà i danni in caso di incidente?). Altri di qualche quintale si intravedono con la loro minacciosa precarietà. Peccato che il costone sia imbrigliato con reti metalliche solo in minima parte…

°°°

D’altro canto le procedure d’intervento ( e la suddivisione delle competenze) in caso di emergenza sono spesso complicate e difficili da capire dal cittadino che si trova, appunto, in emergenza.

Quando avevo avuto l’incidente con la Smart e serviva un’ambulanza (per l’investitore e passeggero), mio padre che casualmente passava di lì, è andato a piedi (un centinaio di metri) dove c’era la sede della Croce XY chiedendo l’intervento di un’ambulanza; gli è stato detto che loro non potevano intervenire se non li chiamava il 118.

Per cui i feriti sono stati lì ad aspettare che l’ambulanza arrivasse da chissà dove…

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