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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Troppi pazzi nelle auto…

Ieri al fine di evitare il traffico generato da alcuni lavori stradali nelle vicinanze di Cornaredo, avevo pensato di prendere l’autostrada e risparmiare un pò di tempo; purtroppo ho trovato una fila che arrivava sino alla Fiera (di Milano) per cui ho optato per la solita strada, ma ecco che in Viale Caprilli è nato il solito ingorgo impossibile da capire e da gestire.

La viabilità in zona San Siro è quella che è, visti i lavori della MM5, per cui tanto vale mettersi il cuore in pace. Se non fosse per i soliti prepotenti, che arrivano rombanti con le loro Audi & Bmw (non sono prevenuto, mica è colpa mia se usano sempre queste marche…) e pretendono di passare dove non si può. Mica puoi volatilizzarti per dare strada a loro…

Ieri però ho incontrato un tipo, alla guida di un piccolo furgoncino, che merita un TSO come minimo, ma che fa sperare che in futuro sia veramente richiesto un approfondito esame psicologico prima di rinnovare la patente.

Mi sta bene essere in ritardo causa ingorgo, essere nervosi, andare persino oltre le righe, ma fino ad un certo punto.

Nelle vicinanze dell’Ippodromo (del galoppo), subito dopo la rotonda posticcia, la colonna procede a passo di lumaca, su un’unica fila; in teoria ci sarebbe spazio per mettersi su due file, anche se poi si creerebbe l’imbuto dopo poche decine di metri quando la strada svolta verso il Meazza, ma in ogni caso la sosta in doppia fila di molte auto, nelle adiacenze dell’ingresso dell’Ippodromo, rende impossibile la cosa, per cui tutti in un’unica fila.

Ad un certo punto, tutto si svolge in un secondo, ecco arrivare questo furgoncino sparato, in sorpasso (di fatto in contromano) che però si trova davanti un pedone che sta attraversando sulle strisce, per cui frena e si butta sulla destra.

Peccato che sulla destra ci fossi io che, come detto, non posso volatilizzarmi a  seconda delle necessità del cretino di turno. Non so come, ma si ferma di fianco a me, a pochi centimetri, col il suo specchietto davanti al mio. Quasi un incastro, senza peraltro toccarsi, sia pure veramente per un paio di centimetri.

Va da sè che dò un colpo di clacson ed a quel punto il conducente si mette a sbraitare, facendo gesti, facendo dondolare il furgone da tanto si agitava, suonando il clacson, di tutto, di più.

Un folle. Se non fosse che alla fine si è infilato un’auto davanti alla mia, ed ad ogni fermata, ovvero ogni 20 centimetri, riprendeva ad inveire e gesticolare con uno sguardo veramente folle.

Con lentezza si arriva in via Harar, all’inizio di via Novara ed il personaggio accelera con gusto per portarsi sulla sinistra dove, peraltro, deve fermarsi subito al semaforo rosso. Io invece sfilo sulla destra, inq uanto devo proseguire diritto.

Mentre sono fermo al semaforo, mi volto e lo vedo che passa e continua ad inveire (?) e, per completare il tutto, mi mostra il medio… a quel punto colgo l’attimo e picchietto l’indice alla tempia.

Da dove nasce questo post? Dalla necessità di raccontare un episodio che, purtroppo, è simile a molti altri?

No, in realtà l’atteggiamento di quel conducente mi ha spaventato, non per la mia incolumità nello specifico, alla fine ognuno era chiuso nella sua macchina, ma al pensiero che uno così circoli quotidianamente, che ogni giorno posso trovare più ingorghi che accendano la sua rabbia ed il timore che prima o poi esploda generando atti di violenza (in)urbana come quelli commessi da quelli che hanno ucciso l’incolpevole tassista Luca Massari.

Non si può giustificare un tale atteggiamento con lo stress del traffico. Alla base c’è una persona che ha un problema nella gestione della rabbia e dell’approccio con il prossimo e che prima o poi scaricherà sul primo che passa…* * *

Per quanto riguarda gli ingorghi, ho un approccio  (i concerti per violoncello di Boccherini) che mi permette di gestire il nervoso,  anche se ovviamente certe volte ti vengono i 5 minuti, tuttavia non è nel mio carattere pensare ad un atto di violenza per redimere un diverbio…

Un paio di settimane gfa è successo un episodio che ha causato uno scatto d’ira verbale incontrollata, per così dire, che mi ha spinto a pronunciare tre sole parole, piene di rabbia, politicamente scorrette come si suol dire.

Lo raccontavo l’altro giorno alla Signora K, stupito per l’appunto dalla rabbia con le quali le ho pronunciate e dal fatto che in quel momento le pensavo realmente. Ed il bello è che lei, così dolce e tollerante (ma sempre meno) mi abbia detto: ti capisco benissimo.

Nello specifico è successo che mentre attraversavo una rotonda sia sbucato dalla destra un Suv con il conducente al telefono, che non ha preso in considerazione di dare la precedenza, avrebbbe dovuto frenare, scalare la marcia, addirittura mettere la freccia forse, meglio proseguire per il suo cammino, tagliandomi la strada.

Per assurdo comportamenti così sono all’ordine del giorno, mi fanno arrabbiare, mi fanno suonare il clacson, attirare l’attenzione del cretino e poi fargli il gesto del telefono; in realtà non capiscono una cippa, ma almeno mi sfogo in 15 secondi.

Ma questo ha fatto un gesto che mi ha veramente irritato. Un gesto con la mano, di sufficienza, come a dire: ma suvvia … a quel punto, con rabbia feroce, ho esclamato: voi dannati, con sto cazzo di telefono … ma moriste tutti.

In quel momento se avessi avuto un pulsante sul cruscotto, premuto il quale, si sarebbero fulminati tutti gli automobilisti impegnati in quel momento al telefono, lo avrei premuto, anche se nel mucchio avrei perso almeno un paio di amici.

Il fatto è che quella rabbia mi ha spaventato per l’intensità, ma non sono pentito di quel che ho detto.

Voi che telefonate, state nella corsia di mezzo, fregandovene di leggi e buonsenso, bevete e guidate, vi drogate e guidate, che buttate i rifiuti dai finestrini, passate consapevolmente con il rosso, non rispettate gli stop e via dicendo.

Bè non vi reggo più. E vi auguro il peggio.

° ° °

Scrive Siegfried Stohr sul mensile Auto:

Polizia, carabinieri ed ambulanza sono fermi con i lampeggiati accesi in una rotonda vicino a Lecco per assistere una vettura che ha avuto un incidente con un ferito.

Arriva un novello Schumacher a manetta, frena di brutto, ma finisce contro la rotatoria. Gli agenti accorrono prontamente, ma lui ingrana la retro e riparte in tromba travolgendone pure uno.

Una eccezionale scena di pazzia ed alcol o la normalità sulle nostre strade?

A volte mi chiedo se ci rendiamo conto di chi siede al volante di certe automobili. Pensiamoci, saremo ancora più prudenti.

 

 

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13 commenti su “Troppi pazzi nelle auto…

  1. Bosch
    11 maggio 2011

    Non ti incazzare,viviamo in una società governata dall’inciviltà e dall’ignoranza……sembra che siano doti…….

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  7. MB
    27 gennaio 2012

    Sono uno degli amici che bazzica in zona san siro con un audi..spero di sorpassarti presto..sarai sicuramente un intoppo incredibile per la circolazione

    • paoblog
      27 gennaio 2012

      visto il commento, visto tutto..

      se per te “lo sveglio” è quello che sorpassa contromano, in una situazione di traffico complicato, mettendo a rischio i pedoni e gli altri automobilisti…

  8. MB
    27 gennaio 2012

    Grande Paolone sempre in gamba!

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