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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Vado in pensione, anzi lavoro ancora, perchè…

A dicembre avevo incontrato un amico che mi diceva che a gennaio sarebbe andato in pensione e “non vedo l’ora”.

In effetti al 1° gennaio 2026 eccolo in pensione.

Visto ad inizi febbraio, era tutto contento, di avere tempo per sè, per il cane e via dicendo.

Dato che ci dobbiamo vedere per una cosa, gli ho scritto: “visto che sei in pensione, possiamo anche vederci su per settimana…”

E risponde: “l’azienda mi ha chiesto di rientrare ed allora lavoro fino a dicembre….”

Raccontando l’aneddoto su Mastodon ecco che arriva il commento “sbagliato” viziato probabilmente da una visione dove il datore del lavoro è sempre il nemico: “ma una sonora pernacchia all’azienda?”

Come ho detto al commentatore: “non vedo il perché, l’azienda chiede, mica obbliga. E magari chiede perché fa fatica a rimpiazzare. E parlo per esperienza diretta.”

Ed in effetti mi diceva poi l’amico che: “l’azienda ha assunto un giovane ed avrebbe dovuto essere formato da una collega che però è rimasta a casa in maternità, per cui avevano la necessità di risolvere in fretta e vista l’esperienza accumulata dall’amico, gli hanno chiesto in merito. Non ultimo, dato che per ragioni familiari ha usato il TFR ed ora è alle prese con grosse spese condominiali gli fa comodo poter avere un’entrata extra, tanto più che si può gestire i tempi al meglio, lavorando part-time ed in parte anche da casa.”

Quindi si, ci sono aziende poco serie, ma ci sono anche quelle con le quali si instaura una proficua collaborazione reciproca.

A ruota arriva un altro commento: “Fatica a rimpiazzare. Non so più quante volte ho sentito questa frase. Aziende che non trovano personale qualificato da inserire nel mondo del lavoro. Poi vieni a sapere che offrono contratti precari, a termine o con salari talmente inadeguati alle prestazioni richieste che non permettono a nessuno di vivere un’esistenza dignitosa. Possibilmente giovani (così li pagano poco) ma con esperienza pregressa. E quelli che hanno, se si licenziano, non provano nemmeno a tenerseli.”

Anche qui mi tocca puntualizzare, perchè ormai si fa di tutta un’erba un fascio, il che non è; che siano imprenditori o dipendenti, il buono ed il cattivo lo si trova in entrambi: “io parlo di aziende serie, visto che esistono; io ad esempio cercavo una persona sui 40-45 anni ed offrivo 1800 € netti al mese con contratto indeterminato e non ho trovato persone con le capacità richieste.”

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Questa voce è stata pubblicata il 11 giugno 2026 da in Il mondo del lavoro con tag , , , , , .

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