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Io rubo, tu non controlli, l’auto ridiventa “pulita”

di Maurizio Caprino

C’è da riflettere dietro la banale notizia dell’ennesima banda di ladri d’auto sgominata, stavolta nell’alto Salento. Perché questi signori si procuravano in Germania documenti di auto “pulite” dello stesso modello di quelle che avevano appena rubato in Italia.

Quindi, potevano punzonare su queste ultime i numeri di telaio delle prime (che acquistavano presumibilmente a pochi euro, come esemplari incidentati da rottamare), trasferivano le targhe e si presentavano alla Motorizzazione con carta di circolazione tedesca alla mano.

Insomma, apparentemente era una normale pratica di nazionalizzazione, cioè di targatura in Italia di un veicolo già usato all’estero. Una pratica frequente, fatta su richiesta di importatori paralleli, di privati che vanno a comprare all’estero o di connazionali che rimpatriano stabilmente portandosi al seguito l’auto che avevano quando vivevano fuori dall’Italia.

La domanda sorge spontanea: come faceva la Motorizzazione a non accorgersi che, in realtà, quelle che stava ritargando erano vetture rubate in Italia e così riciclate?

Colpa dell’Europa unita, ma non solo: c’è anche un bel po’ di disinvoltura italiana.

Chiariamo subito che stavolta sembra c’entri poco il mancato decollo di Eucaris, la banca dati europea dei veicoli (cui la Motorizzazione è pronta a collegarsi, ma ha ancora difficoltà a estendere il collegamento agli uffici provinciali, quelli che appunto effettuano le nazionalizzazioni): si presume che, interrogandola, vengano fuori solo auto che risultano regolarmente circolanti in Germania e che possono tranquillamente essere importate in Italia (mica si può rintracciare ogni volta l’intestatario tedesco per chiedergli come ha fatto la sua vettura ad arrivare in una qualche provincia italiana, in mano a un italiano).

Il problema vero sembra stia nel fatto che dal 1998, in ossequio al mercato unico europeo, l’Italia ha abolito i controlli fisici (la mitica “visita e prova”) ai veicoli da nazionalizzare, se provengono da un altro Stato Ue e non hanno la revisione in scadenza.

Peccato: quando il controllo viene effettuato da un tecnico competente e appassionato, è possibile accorgersi che…

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