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Messico, la miniera che uccide l’ambiente

Il Nevado di Colima è uno dei vulcani principali del Messico, un massiccio di 4.340 metri la cui cima in inverno si copre con uno spesso manto di neve. Se con un viaggio virtuale con Google earth si sorvola la parte centro-occidentale del Paese, al confine tra gli stati di Jalisco e Colima, si può apprezzarne l’imponente mole e l’estensione rocciosa del cratere, largo 200 metri.

A poca distanza dalla bocca del mostro, addormentato da secoli, appare un’altra macchia quasi della stessa dimensione. Non si tratta di un secondo cratere, né di qualche fenomeno naturale, ma della devastazione ambientale provocata dalla miniera Peña Colorada, dove dal 1968 varie società minerarie stanno estraendo ferro.

La miniera si trova all’interno della biosfera di Manantlán, la riserva naturale più importante del Messico per la sua biodiversità, che presenta un’amalgama unica di specie neotropicali e neoartiche. Luis Manuel Martínez Rivera, direttore di Imecbio (Istituto Manantlán di Ecología e Conservazione della Biodiversitá), ha dichiarato a Lettera43.it che «i danni provocati all’ambiente sono irreparabili perché è una cava a cielo aperto, dove estraggono il minerale dalla superficie sradicando tutta la vegetazione che non potrà più ricrescere su quel suolo».

«Abbiamo constatato», ha aggiunto Martínez Rivera, «che la mineraria non ha effettuato gli studi di impatto ambientale, che in questi casi sono obbligatori, quindi non possiede le autorizzazioni necessarie per lavorare».

Continua la lettura QUI > Messico, la miniera che uccide l’ambiente – Lettera43.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 luglio 2011 da in Ambiente & Ecologia, Animali, natura & via dicendo..., Leggo & Pubblico con tag , , , .
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