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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La morte sospesa

Un libro da segnalare al  Pupo Alpinista… 😉

Nel giugno 1985 due alpinisti britannici, Joe Simpson e Simon Yates, raggiungono la vetta del Siula Grande (6536m) nelle Ande peruviane, scalando per la prima volta la parete ovest.

Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono in condizioni difficilissime; Simpson si frattura una gamba e Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda, complicate dal gelo e dall’oscurità, finché, allo stremo completo decide di tagliare la corda, in senso letterale, lasciando cadere l’amico in un crepaccio e tornando a valle con la convinzione, e il rimorso, che questi fosse morto.

Ma con incredibile forza Joe deciderà di non arrendersi. Questo libro è il racconto di quella incredibile avventura, che introduce in un mondo parallelo, in cui è costretto a vivere colui che può contare solo sulle proprie forze per riconquistare il diritto a sopravvivere. Ipotermia, congelamenti, ferite sono gli aspetti della realtà fisica ai quali il venticinquenne Joe è costretto a far fronte, ma ve ne sono altri che appaiono ancora più insidiosi: solitudine, disperazione, paure primordiali e antichi terrori che riemergono, mentre il concetto di tempo continuamente si dilata e si comprime.

Lo scorrere delle pagine fa diventare testimoni di una catena di eventi, svoltisi sì in un posto preciso della Terra fatto di neve e ghiaccio, rocce, seracchi, pietraie ma allo stesso tempo in un altro luogo, altrettanto vasto, imprevedibile, dalle risorse infinite, quello della mente di un uomo in lotta per la sopravvivenza.

“Tutto tacque. I pensieri turbinavano impazziti. Poi il dolore esplose. Fuoco che scendeva all’interno della coscia, fuoco annidato nell’inguine che montava e montava, fino a costringermi a urlare, a mozzarmi il fiato in un singulto roco. La gamba! Dio, la gamba! Giacevo, testa in giù, sulla schiena, la gamba sinistra impigliata nella corda tesa, la destra abbandonata di lato. Sollevai il capo per guardare. Una grottesca torsione del ginocchio destro costringeva la gamba in un innaturale zigzag. Non collegai quella anomalia con il dolore che mi divampava nell’inguine. Quello non aveva nulla a che vedere con il ginocchio…”

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2011 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .