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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se la Chiesa vuole restare al passo dei tempi…

Non essendo credente, questo post potrebbe sembrare inutile, tuttavia nel corso del tempo mi è capitato di incontrare e dialogare con alcuni sacerdoti che non hanno assolutamente alzato un muro nei miei confronti, perchè non credente,  ma anzi hanno accettato di mettersi in discussione con un pacato e costruttivo confronto.

Va da sè che ognuno è rimasto sulle sue posizioni, ma sono momenti che ricordo con estremo piacere, se non fosse che poi il Vaticano non spiana certo la strada a chi si muove fuori dal seminato, con la comunicazione quale primo obiettivo.

Ieri ho visto, anzi rivisto, due puntate de Il Testimone (su Mtv) nelle quali PIF incontra dapprima una suora che definirei simpaticamente fuori di testa, con una carica di vita addosso, un sorriso contagioso, che ti vien voglia di trovarla anche subito sulla sua strada.

A seguire un giovane prete che racconta come sia arrivato nella sua parrocchia per trovarla quasi deserta e da qui andare in cerca dei giovani, innazitutto, per parlare con loro, la sera, nei locali, presentandosi in abiti civili, in modo da non porre nessuna barriera o preconcetto fra loro. Un 27enne che parla con altri coetanei.

E passo dopo passo li invita in Chiesa, dove le sue messe e sermoni anticonvenzionali, ma che grazie alla grande carica comunicativa di Don Marco aprono un canaledi comunicazione con le persone prima che con i fedeli; sermoni che da una parte scandalizzano i vecchietti, ma attirano grandi masse… ed infatti il Vaticano lo trasferisce.

Vedere la Chiesa gremita di gente, con giovani (e meno giovani) commossi sino alle lacrime alla sua ultima messa è un qualcosa che dovrebbe far riflettere i vertici della Chiesa…

Le due puntate le puoi vedere qui: Suor AnnaDon Marco

E questo è quanto scrive Pif quale presentazione de La vocazione:

Cosa sente chi riceve la “chiamata”? Che vita conduce un ragazzo che decide di entrare in seminario? Com’è una suora prima di mettere il velo?

Due storie di vocazione davvero particolari: a Roma suor Anna, che prima di prendere i voti ballava nelle discoteche, entusiasta del suo dono, la danza, ne fa uno strumento per parlare ai giovani di fede.

A Padova don Marco, dal soprannome simbolico di don Spritz, conquistato sul campo dalla sua attività di oratore nei luoghi di incontro dei ragazzi, i pub per l’appunto. Pif scopre e racconta due modi alternativi e appassionati di testimoniare la fede, provando a sue spese, cosa vuol dire mettersi in gioco fino in fondo.

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