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Il superbollo colpisce i super ricchi? Forse no…

in sintesi un articolo di Maurizio Caprino che puoi leggere integralmente QUI

I modelli colpiti da questo superbollo non sono molti, ma può benissimo capitare che i loro proprietari non siano affatto dei super-ricchi.

(Nota di Paoblog: Premesso che le auto potenti non mi interessano, resta il fatto che come dice Caprino, la potenza non è necessariamente lusso ovvero ricchezza. Tramite Quattroruote ho fatto una ricerca sulle vetture con potenza superiore a 185 Kw ed ho verificato che ci sono 879 modelli di auto, con un prezzo che parte dai 29650 € della Seat Leon 2.0 Cupra che sicuramente è potente, ma non di lusso e costa meno di una  da Bmw 730 da 180 Kw, esente da superbollo, con prezzi compresi fra 88.000 e 107.000 €. Ed in ogni caso, appena sotto i 185 Kw. ci sono numerosi modelli di Audi, Bmw, Mercedes, Lexus, ecc, con prezzi base sui 56.000 € che possono lievitare anche di parecchie migliaia di € pescando nel listino degli accessori.)

Per capire meglio, partiamo dai numeri asettici. La relazione tecnica parla di circa 212mila auto colpite dalla nuova versione del superbollo; il gettito potenziale annuo, ricavato tassando per 20 euro ogni kiloWatt eccedente i 185, è stimato dalla relazione in 168 milioni di euro.

Quindi, rispetto alla prima versione del superbollo, abbiamo una platea poco più che doppia (era appena sotto le 100mila auto) e un gettito più che triplo (prima era di 50 milioni). Se non altro, è un ricavo che giustifica la complicazione di allestire un apposito meccanismo di riscossione e controllo. Anche se questa resta una tassa simbolica, rispetto alla patrimoniale di cui si è parlato per mesi senza poi vararla.

In ogni caso, stiamo parlando di una quota irrisoria sui 35 milioni di autovetture che si stima siano attualmente in circolazione in Italia. Dunque, apparentemente una questione per pochi ricchi: che se lo paghino, il superbollo!

Poi però bisogna pensare che un’auto potente non è necessariamente di lusso.

Sia perché ci sono modelli che puntano tutto sulla potenza del motore tralasciando il resto, sia perché molti modelli blasonati non lo sono abbastanza da diventare da collezionisti, quindi si svalutano molto: i primi proprietari, gente danarosa sensibile alle mode, passano presto all’auto che le soppianta come cult del momento e riescono a rivendere la “vecchia” solo ad appassionati che stringono la cinghia per togliersi uno sfizio e ancor più la stringono dopo, a causa dei costi di manutenzione e dei consumi, senza contare bollo e assicurazione.

Proprio da questo popolo di appassionati sto ricevendo quesiti sul nuovo superbollo, infarciti di giuste lamentele (eccone una Scarica Lettera protesta superbollo).

Del tipo: “Per far mandare giù agli italiani questa manovra, hanno riempito loro la testa con l’equità. Ma questo superbollo è il massimo dell’iniquità: colpisce anche auto vecchie che oggi valgono 10-20mila euro, possedute da poveri cristi. Mentre oggi un ricco che spende 70-80mila euro per una suv tremila a gasolio (tipo Audi Q7, Bmw X6 e Porsche Cayenne) non deve pagare alcun superbollo“.

Si può ribattere che proprio perché l’auto è vecchia non è giusto concedere uno sconto, anzi andrebbe mantenuta anche sul superbollo la differenziazione tariffaria che penalizza i modelli conformi alle direttive europee antinquinamento meno recenti. Il principio è “più inquini più paghi“. Giusto, ma spessissimo le auto di cui stiamo parlando stanno in garage intere settimane, se non mesi: consumano tanto , la manutenzione è onerosa e l’assicurazione non ne parliamo. Insomma, tutti ottimi motivi per non andare in giro con vetture del genere, che quindi sono poco utilizzate e nei fatti inquinano meno di quel che sembra.

Purtroppo, non è facile trovare alternative: ai molti che invocano una tassa commisurata al valore dell’auto, bisogna rispondere ricordando tutti i precedenti tentativi di tassare le suv e le supercar. Infatti, non è facile determinare un valore, almeno per quanto riguarda l’usato.

Sono convinto che queste mie considerazioni serviranno a poco, di fronte ad altri problemi che toccano milioni di italiani. A cominciare dalle pensioni. Dunque, nessuno piangerà per qualche decina di migliaia di appassionati non ricchi che ora saranno spennati dal fisco, venderanno la macchina (a due soldi) o la intesteranno a qualche prestanome straniero per farla targare all’estero.

Ma, per favore, si ammetta che l’equità è un’altra cosa. Tanto più che nella prima, confusa bozza della manovra c’era una modulazione secondo l’età della vettura: segno che qualcuno il problema se lo era posto.

Poi che cosa è successo?

3 commenti su “Il superbollo colpisce i super ricchi? Forse no…

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