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Monti dice no alle Olimpiadi. Grazie.

Ieri la notizia che il Governo ha detto NO alle Olimpiadi 2020: “Non vogliamo che chi governerà l’Italia nei prossimi anni si trovi in una situazione di difficoltà e non vogliamo che la situazione possa essere compromessa da improvvisi dubbi circa la finalità di risanamento finanziario del Paese”.

Alemanno ha detto la sua: Monti  ha dato motivazioni molto chiare sebbene non condivisibili… Rinunciare a una candidatura vincente, sostenuta da un progetto di ottimo livello tecnico e di grande sobrietà economica, significa non scommettere sul futuro dell’Italia.

Ho delle perplessità circa alcune decisioni del Prof. Monti e del suo esecutivo, in questi frangenti, sebbene sia chiaro che per lo meno Fanno invece che parlare e litigare, fermo restando che il momento è critico e servono decisioni altrettanto critiche.

Alemanno, invece, con queste affermazioni ha dato maggior forza al pensiero di Luigi Einaudi:  “Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni.”

(Senza peraltro che la decisione di Monti faccia di lui uno statista, beninteso.)

E’ ormai chiaro, da anni, che le Olimpiadi (o l’Expo, ahimènel 2009 i conti erano già in rosso...) NON sono una grande opportunità economica e di lavoro. Basti pensare ai Mondiali del 1990, alle speculazioni, alle colate di cemento, a strutture mai finite, ai conti in rosso.

Leggevo l’altro giorno un articolo di Enrico Mentana (su Vanity Fair) nel quale spiegava, ad esempio, che il rischio default della Grecia parte dalle Olimpiadi 2004.

Scrive Mentana: Le spese superarono del 300% il bilancio preventivo andando a scaricarsi sul bilancio statale. La Grecia si era appena agganciata all’area dell’Euro ed aveva accettato i parametri stringenti a cui tutti dovevano attenersi. Per non finire dietro la lavagna truccò i suoi conti e nascose l’enorme debito. E vediamo tutti come è finita.

Se il Paese deve fallire, ed io insieme a lui, solo per stimolare l’Ego di Alemanno, io non ci sto.

I sostenitori a favore delle Olimpiadi parlano di una ricaduta positiva sul Pil dell’1,4%, di come lo Stato non perederebbe un centesimo, oltre al fatto delle infrastrutture create per l’evento, ai posti di lavoro…

Vero, ma tutto sulla carta e visti i precedenti, le speranze di un esito economico postivo sono poche, tanto più in momenti come quelli attuali.

Continua Mentana: Gli inglesi hanno fatto le cose per bene, eppure il costo di Londra 2012 è triplicato in 8 anni e l’affluenza prevista è purtroppo segnata dalla crisi: dovrà essere il governo inglese a ripianare il buco.

L’edizione 2004 di Atene costò 13 miliardi di € contro i 4,5 previsti; quella di Sidney 2000 finì con una spesa di 6,5 miliardi di $ australiani; il preventivo era di 3…

Per quelle di Roma si stimava un costo di 10 miliardi di €… se nel resto del mondo le spese di triplicano, qua da noi sarebbe una fortuna se fossero il quadruplo, con grande gioia di speculatori ed infiltrazioni mafiose. E senza riuscire ad avere altro che lavori incompiuti o cattedrali nel deserto.

Spendiamoli meglio questi soldi che, d’altro canto, neanche abbiamo…

°°°

Giusto quale esempio, ecco un ricordino che i Mondiali del 1990 hanno lasciato a Milano…

Uno degli ecomostri più famosi in Italia è il Mundial di Ponte Lambro, una grande struttura alberghiera (300 stanze su sette piani) costruita in occasione del Mondiale di calcio del 1990 e destinata a ospitare turisti e tifosi della manifestazione.

Del progetto, però, è rimasto solo un enorme scheletro di cemento, visto che cambi societari e problemi finanziari non ne hanno mai permesso la realizzazione. Tra le proposte per recuperare la struttura, la riconversione in polo sanitario, centro ricreativo giovanile o caserma. A novembre 2011, però, il Comune di Milano ha deciso di demolire l’ecomostro.

7 commenti su “Monti dice no alle Olimpiadi. Grazie.

  1. Bosch
    15 febbraio 2012

    Ha fatto bene Monti a non partecipare, sono contento che abbiamo qualcuno che usa la testa……..

  2. il Testimone
    15 febbraio 2012

    meno male, saggia decisione

  3. IlPrincipeBrutto
    15 febbraio 2012

    Contesto l’affermazione che gli inglesi abbiano fatto le cose per bene.
    Ho vissuto a Londra per sette anni, fino al settembre scorso, ed ero gia’ un cittadino londinese quando fu lanciata la candidatura della citta’ alle olimpiadi del 2012. Nessuno ha mai chiesto ai londinesi cosa ne pensassero. Le legittime perplessita’ sui costi e sulle troppe omissioni nel bilancio di previsione sono sempre state ignorate o spazzate via con rassicurazioni di prammatica da parte del comitato organizzatore, Lord coe in testa.
    I londinesi pagheranno le olimpiadi due volte: con la council Tax, e con la tassazione generale.
    Per alcune settimane dovranno subire restrizioni pesanti al traffico, perche’ sulle strade principali ci saranno corsie riservate al movimento di atleti e funzionari del CIO.
    Gli obiettivi di inclusione e di partecipazione allo sport sono stati uno ad uno dimenticati, come la promessa fatta ai quartieri di Newham e Stratford di poter ospitare il percorso della maratona: La maratona si correra’ in centro, perche’ il centro vende meglio in TV.
    Lo stadio olimpico costera’ quasi 500 milioni di sterline, e dopo le due settimane di giochi non si sa ancora cosa farne. Una gara per darlo in uso aveva come candidati principali il Tottenham (che voleva rifare lo stadio senza pista di atletica) ed il West Ham, che per prendere lo stadio avrebbe ricevuto un prestito agevolato dall’autorita’ locale. Quindi uno stadio costruito con soldi pubblici che viene venduto per meno del costo di costruzione a squadre di calcio private.
    Last but not least, ai londinesi e’ stata anche negata la priorita’ sui biglietti.
    L’intera operazione e’ stata condotta senza mai interpellare la popolazione e senza che nessuno dei responsabili del clamoroso sforamento del budget (da meno di 3 miliardi ad oltre 9) abbia mai dovuto risponderne.
    .
    sicuri si diventa, ride Safe.

  4. Poppea
    15 febbraio 2012

    Per una volta sono d’accordo con Monti, i soldi andrebbero a ricadere su di noi alla fine e , chi ci guadagnerebbe sono appunto le ditte Mafiose, ci sono opere iniziate e mai completate con giri di soldi spaventosi, ha fatto benissimo a dire no.

  5. Pingback: Il Giappone dello tsunami un anno dopo « Paoblog

  6. Pingback: Avete voluto l’Expo, ma forse serviva un pò di realismo | Paoblog

  7. Fabio
    24 settembre 2016

    A rischio di sembrare il “solito” italianuccio a cui piace soprattutto dire di no – ma così non è perché cerco di ragionare alla luce dei fatti – apprezzo la decisione della Sindaca Raggi ed i pareri di chi è concorde.

    Eventi simili del passato sono costati lacrime e sangue al contribuente a causa degli interessi cinici e spropositati dei protagonisti, avallati dalla comprovata incapacità di controllo (quando non la complicità o il cointeresse) da parte di chi amministra la cosa pubblica in generale.

    Andreottianamente, pensare male è brutto ma ci si prende sempre. Mi pare che le mangiatoie ordinarie pesino già a sufficienza sulle spalle del cittadino e che non ci sia bisogno di crearne altre. Benché io possa essere fuorviato dal pregiudizio, mi basterebbe quello che è stato detto da una fonte molto più autorevole di me “non ci indurre in tentazione”.

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