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Tornano i Lacuna Coil: atmosfere gotiche e suoni metal.

a cura di Francesco

A tre anni dal precedente lavoro, Shallow Life, il 23 gennaio scorso è uscito in pubblico il nuovo album del più celebre gruppo metal italiano, i milanesi Lacuna Coil famosi per le atmosfere gotiche che infondono alla propria musica rock.

Dark Adrenaline, questo il titolo, era molto atteso dai fan, dal pubblico, dalla critica. Perché è il primo lavoro che il sestetto milanese presenta dopo aver raggiunto un discreto successo popolare finalmente anche in Italia, all’apice di una carriera iniziata nel 1994 che ha visto loro primeggiare negli ambienti rock-metal europei e statunitensi senza mai sfondare in patria.

Anni di lavoro e riconoscimenti internazionali, a cominciare dalla indiscutibile fama ottenuta dalla voce femminile del gruppo – la carismatica Cristina Scabbia, sempre perfettamente in equilibrio tra solarità mediterranea e appeal decisamente dark, un metro e cinquantasette centimetri esplosivi, capace di affrontare con disincantata ironia tutta italiana il ruolo di “voce metal più sexy del mondo” riconosciutole da tutti gli addetti ai lavori internazionali – unica donna a salire sul palco dell’Ozzfest, il raduno rock-metal statunitense più ambito al mondo, e a ottenere le copertine di mensili specializzati come Revolver, Terrorizer, Metal Hammer oltre a vantare collaborazioni artistiche di ampio respiro con gruppi e artisti quali Megadeth, Franco Battiato, Dave Mustaine, L’Aura, Rezophonic.

Dopo un ascolto ormai prolungato e ragionato di Dark Adrenaline, posso evidenziare anzitutto due caratteristiche. È, sicuramente, un album molto coinvolgente e attraente: infatti è più di un mese che non ascolto praticamente altro. È, come prospettato dalle “voci” che ne hanno anticipato la pubblicazione, una sorta di ritorno alle origini per la band milanese: ovvero suoni più metal ben armonizzati con le atmosfere dark e maggiore forza melodica, a tratti quasi lirica, della voce femminile.

Il perfetto dialogare tra la voce seducente e melodica di Cristina Scabbia e quella assai più profonda e sporca di Andrea Ferro è uno degli elementi caratterizzanti di Dark Adrenaline, evidenziato in tutte le dodici tracce dell’album. Ma soprattutto nella sorprendente cover di un classico del rock, la celebre “Losing My Religion” dei REM, dai Lacuna Coil restituita con una originalità che non ne tradisce lo spirito, partendo assai lentamente per salire di livello in una atmosfera intensa e sofferta.

Atmosfere intense, cariche di sofferenza, riflessive, a volte oscure: si percepiscono nell’intero percorso di Dark Adrenaline. Inevitabile, come spiegano Cristina e Andrea in una intervista rilasciata a MetalItalia.com: i mesi che hanno preceduto e accompagnato la lavorazione dell’album sono stati ricchi di eventi dolorosi e faticosi, a volte anche luttuosi, per – chi più, chi meno – tutti i componenti dei Lacuna Coil. Ciò ha influenzato le atmosfere e, soprattutto i testi. E in casi di testi più “positivi”, come quello della terza traccia (“Kill The Light”), le parole sono comunque accompagnate da atmosfere musicali molto gotiche.

Ma tutta questa sofferenza che è alla base delle dodici tracce di Dark Adrenaline non deve trarre in inganno: qui non si respira negatività. Tutt’altro. Come evidenzia anche il titolo dell’album, dalle atmosfere oscure prende avvio una forte scarica di adrenalina: tutto l’album è pervaso da molta energia positiva, sferzante, stimolante. Una risposta vitale attraverso la quale affrontare la sofferenza. Arrivando, addirittura, a una quasi invisibile ma profondamente percettibile linea gioiosa di positività.

A rendere assai coinvolgente questo lavoro, contribuiscono i molti ed entusiasmanti assolo delle chitarre di Marco “Maus” Biazzi e Cristiano “Chris” Migliore, presenti in più tracce: come nelle coinvolgenti “The Army Inside” e “Fire” o nel lungo finale strumentale della struggente e intensa ballata “My Spirit” che chiude Dark Adrenaline.

Tra le altre tracce, decisamente accattivante “End Of Time” e davvero bella “Intoxicated” in cui la voce di Cristina Scabbia gioca con virtuosismi mai sopra le righe.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 marzo 2012 da in Cultura - Arte - Musica con tag , , , , .
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