Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se l’etichetta energetica non dice il vero…

Lo scorso anno avevo pubblicato un articolo de Il Salvagente intitolato: L’imbroglio delle etichette energetiche dove si spiegava che Più della metà dei frigoriferi in commercio è accompagnata da un’etichetta energetica bugiarda. A certificarlo è Atlete, un gigantesco test comparativo che in due anni ha portato in laboratorio 80 apparecchi acquistati in vari paesi europei.

La cosa devo dire non mi stupisce molto, soprattutto considerando che nonostante negli ultimi anni i vari elettrodomestici acquistati a casa fossero sempre della miglior Classe energetica disponibile, mai inferiore ad A, i consumi siano aumentati.

Siamo sempre in due, le abitudini familiari sono consolidate, eppure…

In questi giorni ho letto un articolo, questa volta su Il Portale dei Consumatori, che ritorna sull’argomento:

Chi più spende più guadagna? Dipende. Che valga la pena spendere qualcosa in più per avere un prodotto migliore è un ragionamento che sentiamo spesso.

Un frigorifero di classe energetica A+++, ad esempio, costa diverse centinaia d’euro più di uno classificato B. Spesso è il caso investire, considerando le prestazioni e il risparmio energetico che si traduce in bollette meno salate. A meno che ciò che è scritto sull’etichetta energetica non sia falso.

E questa ipotesi è tutt’altro che improbabile, visto che in molti Stati europei, tra cui l’Italia, non esiste un vero e proprio sistema di controllo delle etichette energetiche degli elettrodomestici.

È quanto abbiamo scoperto chiedendo a chi in Europa di queste cose se ne occupa e ricevendo delle preoccupanti conferme. Prima di tutto, però, va spiegato come funziona la procedura in tema di etichettatura.

Esiste una direttiva europea, varata nel 2005 e successivamente aggiornata, che si chiama Ecodesign e stabilisce gli standard minimi di consumo energetico per qualsiasi dispositivo in commercio in Europa. Al momento, però, solo per poche categorie di apparecchi sono state completate le procedure per gli standard di consumo, tra cui appunto frigoriferi, lavastoviglie e lavatrici.

In base a questi standard vengono messi fuori commercio i modelli obsoleti. Gli altri devono esporre un’etichetta energetica con i principali dati di prestazione, soprattutto la classe di consumo. E in che modo vengono divise le fasce che determinano la classe di consumo energetico lo stabilisce un’altra direttiva europea, l’Ecolabel.

Ma questo sistema, come è ovvio, per essere affidabile dipende dai controlli sulla corrispondenza tra quanto dichiarato in etichetta e i consumi reali.

Stéphane Arditi è il coordinatore del gruppo di lavoro su Ecodesign presso l’European Environmental Bureau, che include oltre 140 organizzazioni ambientaliste e lavora insieme alla Commissione europea per le politiche energetiche.

Dal suo, qualificato, punto di vista conferma i nostri dubbi: “La vigilanza del mercato è una competenza che spetta agli Stati membri, che dovrebbero compiere verifiche periodiche e non lo fanno. Peggio ancora, si rifiutano di coordinare gli sforzi come potrebbero fare, portando a un uso non ottimizzato delle risorse per le attività di sorveglianza del mercato”.

L’accusa è senz’altro dura, e l’abbiamo girata a Milena Presutto, che per l’Enea si occupa di efficienza energetica degli usi finali, tra cui alcune azioni di supporto al ministero dello Sviluppo economico e alla Commissione europea per la sorveglianza del mercato: “I controlli possibili sulla conformità del mercato sono di due tipi: un controllo formale della presenza dell’etichetta energetica sui modelli di prodotti esposti alla vendita e uno sostanziale che verifica la conformità dei parametri dichiarati nell’etichetta per il singolo modello e gli stessi parametri misurati per quel modello. In questo caso il prodotto è portato in un laboratorio di prova e provato secondi le condizioni di prova stabilite nello standard”.

Fra i parametri che si verificano c’è ovviamente il consumo energetico e da esso indirettamente si risale anche alla classe di efficienza energetica.

Questo sulla carta, ma cosa succede in pratica?

L’esperta dell’Enea ammette: “È  vero, purtroppo i controlli fatti dagli Stati membri sono stati e sono insufficienti, sia quelli di tipo formale che quelli di laboratorio. Per fortuna sembra che le cose stiano cambiando con una maggiore presa di coscienza dell’importanza delle verifiche di conformità e una serie di progetti cofinanziati dalla Commissione europea”.

Milena Presutto si riferisce al progetto Atlete (www.atlete.eu), la prima azione europea di sorveglianza sul mercato dei frigoriferi e congelatori, effettuata lo scorso giugno e ampiamente riportata dal nostro giornale. I risultati furono eclatanti: meno della metà (il 44%) dei dati da test coincidevano con quanto affermato nella descrizione energetica che ogni venditore deve esporre per gli elettrodomestici.

Certo, in media i frigoriferi venduti in Italia sono un po’ più veritieri nelle performance promesse, con un 60% di dati realistici, ma siamo ancora lontani dai risultati necessari per tranquillizzare il consumatore, come conferma anche la Presutto: “La conformità totale dei prodotti è troppo bassa e non accettabile”.

La Commissione europea adesso ha finanziato il progetto Atlete II che testerà le lavatrici. Una buona cosa, sicuramente, ma ancora un’iniziativa una tantum, dipendente dai finanziamenti estemporanei della Ue, ben diversa da un programma di controlli sistematici e stabili, che in teoria dovrebbero già esistere, ma in pratica non ci sono.

Articolo correlato QUI

6 commenti su “Se l’etichetta energetica non dice il vero…

  1. Pingback: Case super efficienti: il software WWF che abbatte i consumi | Paoblog

  2. Pingback: I consumi (dichiarati) dei frigoriferi sono come quelli (omologati) delle auto: sottostimati | Paoblog

  3. Pingback: Anche quest’anno riesco a “razzolare come predico”… | Paoblog

  4. Pingback: Pneumatici: quando l’etichetta dà il massimo dei voti ma non è vero « Paoblog

  5. Pingback: Stop ai frigoriferi che consumano di più « Paoblog

  6. Pingback: Arrivano le prime gomme con l’etichetta europea. Attenti ai falsi. « Paoblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 marzo 2012 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: