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Un libro: Maus

Un padre e un figlio di una famiglia ebraica cercano di unire nella stessa trama i fili del passato e del presente. Il padre, sopravvissuto ad Auschwitz, racconta la sua esperienza in un graphic novel dove i topi sono gli ebrei, i gatti i nazisti.

Una recensione di Silvia Passini

Il padre di Art, Vladek, è sopravvissuto alla tragedia dell’Olocausto. La sua vita è stata dolorosamente segnata, molti parenti sono morti, così come il suo primo figlio; sua moglie, la sua amatissima Anja che ha condiviso con lui gli orrori della persecuzione, si è suicidata senza lasciare nulla di scritto. Sono rimasti lui e il figlio Art.

Art fa il fumettista e decide di farsi raccontare dal padre ciò che ha vissuto durante la guerra per poterne scrivere un libro. Spera che con quest’opera potrà capire e dare un senso al rapporto con quell’uomo così lontano da lui, per età, abitudini, stile di vita ed esperienze. Quell’uomo inevitabilmente segnato dalla storia.

MAUS è un’opera straordinaria, ha vinto lo Special Award del Premio Pulitzer ed è un graphic novel autobiografico dove i personaggi sono rappresentati sotto sembianze animali: gli ebrei sono topi (Maus in tedesco significa proprio topo), i polacchi maiali, i nazisti gatti, i francesi rane, gli americani cani.

Questa forma narrativa rende le vicende ancora più vivide, le atmosfere più reali: in alcuni passaggi amplifica la dolcezza, in altri il terrore, la paura, la morte. La forma visiva infatti attraverso un’impressionante semplicità veicola una spaventosa atrocità, mantiene il pathos a livelli altissimi e la memoria sempre accesa.

Nel libro si alterna il racconto dell’oggi, negli Stati Uniti, dove Vladek si è trasferito dopo la guerra e dove è cresciuto Art, a quello di ieri, delle vicende prebelliche e della tragedia della Shoah. Privato e pubblico si saldano perché dove c’è la storia del rapporto tra un padre e un figlio, c’è anche la ferita della Storia che non si cicatrizza.

I movimenti, anche grafici, tra il passato e il presente rendono più evidente la difficoltà dell’inquadrare una vicenda che non solo è stata dolorosa, ma che lo è ancora e che lo sarà nel tempo. Che soprattutto è importante non dimenticare.

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Un commento su “Un libro: Maus

  1. francesco67
    23 maggio 2012

    Art Spiegelman è un grandissimo.
    “Maus” è davvero un capolavoro: per i contenuti così come per la grafica.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 maggio 2012 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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