Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Sigarette all’arsenico: così i clan avvelenano i mercati meridionali

Le sigarette fanno male e l’abbiamo capito. Quelle di contrabbando fanno peggio, e abbiamo capito anche questo, per via delle modalità di stoccaggio e di trasporto che ne alterano la composizione.

Quel che a dispetto di allarmi e denunce non tutti sembrano aver capito, invece, è che le sigarette di contrabbando posso essere anche false. Già, proprio così. Pezzotte. Contraffatte come un paio di occhiali Prada o una borsa Louis Vuitton.

Chi se ne accende una, sappia dunque che può star fumando in ordine sparso questa roba: peli di topo, uova di insetti, zanzare, filamenti di metallo, pesticidi, veleni per topi, arsenico, segatura, coleotteri, escrementi, plastica, capelli e piombo.

Tutti residui trovati dai tecnici della British American Tobacco (multinazionale del settore), che hanno analizzato le sigarette nei laboratori di Southampton della Anti illicit trade intelligence unit e hanno messo su un dossier da brividi. .. (segue) …

viaSigarette all’arsenico: così i clan avvelenano i mercati meridionali – Corriere del Mezzogiorno.

4 commenti su “Sigarette all’arsenico: così i clan avvelenano i mercati meridionali

  1. paoblog
    3 agosto 2012
    Avatar di paoblog

    per leggere ho letto, seppur velocemente che il tempo è quello che è, oggi…

    non avevo colto l’impostazione che mi dici, rileggerò… 🙂

  2. victuar23
    3 agosto 2012
    Avatar di victuar23

    se leggi il nostro blog vedrai che l’impronta editoriale è molto satirica e scherzosa, nell’articolo si critica il citato CIMOXANIL più che i diserbanti nel pueblo…. leggi fino in fondo 😉

  3. paoblog
    3 agosto 2012
    Avatar di paoblog

    in realtà il post citato ha un taglio un pò aggressivo e poco preciso, in quanto si scrive che “il famigerato tabacco da rollo Pueblo, sia infarcito della peggior specie di diserbanti”.

    Dal test de Il Salvagente è emerso che un campione del tabacco citato è si senza additivi, ma contaminato da 15 pesticidi; un secondo campione invece è in regola.

I commenti sono chiusi.