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Il Blog su Facebook, una foto, un momento di riflessione

Nella testata del Gruppo Facebook “Paoblog & i suoi Bloggers” (N.d.R.: ora chiuso) c’è questa foto da alcune settimane

quando l’ho messa ho scritto questo commento: quando mi abituerò a foto come queste, vorrà dire che ho “perso la strada”

Ieri il Testimone mi ha scritto per dirmi che: …. so che è una foto di denuncia ma io quella manina secca non riesco proprio a guardarla…è un pugno nello stomaco … è veramente devastante

Ora, sebbene il Blog (su Facebook) sia una struttura democratica gestita da un dittatore, 😉 ho messo la cosa ai voti e questa è la domanda che ho posto ai Bloggers e ad alcuni simpatizzanti: Devo sostituire questa foto con qualcosa di minor impatto emotivo oppure no?

Il risultato del referendum è stato questo:

(aggiornamento voti:  Tenere passa al 79%)

La mia opinione in merito è sintetizzata nella frase scritta inizialmente, ma la integro con parole scritte ad uno di voi:

sono realtà che fanno pensare quando ci sbatti il muso, sennò, non perchè non si sia sensibili o meno, si passa oltre… io stesso quando vedo certe immagini, sul momento sono colpito, ma poi la vita va avanti.. questa immagine invece, ogni giorno, mi ricorda che la mia vita va avanti, ma quella di molti finisce ancor prima di cominciare….

Queste le motivazioni dei singoli (in ordine di arrivo):

il Testimone: io voto per foto a minor impatto emotivo, so che è una foto di denuncia ma io quella manina secca non riesco proprio a guardarla… è un pugno nello stomaco.

Nadia: secondo me… sì!

Francesco: è vero che si tratta di una foto forte e perciò comunicativamente molto efficace, però capisco quanto il nostro amico dice… Io credo che la sostituirei, anche se si dovesse perdere in impatto ed efficacia.

Bosch: No, quello che esiste, esiste! Solo che questa è una vergogna per il genere “Umano”……

Nancy: Lasciala.  Fa male, ma in mezzo a tanta fuffa ci vuole qualcosa che impatti e muova gli animi e il cuore delle persone. quella manina mi spacca il cuore ogni volta…

M.C.: penso che le immagini forti spesso servono a sensibilizzare l’opinione pubblica. Purtroppo io stessa a volte non riesco a trovare la forza di guardare certe immagini shock, però mi rendo conto che spesso sono necessarie per far capire la gravità di quello che si vuole rappresentare. C’è da dire che la sensibilità dovrebbe essere una dote innata e non sarà certo una foto a far cambiare l’animo delle persone….

Ele di Milano:  Per me lasciala (anche se è veramente forte e si stringe il cuore), ma è un monito per il nostro egoismo.

Paolino2: Io la lascerei…..d’altronde nel mondo esistono tante persone più sfortunate di noi ed è inutile che nascondiamo la testa sotto la sabbia…magari riusciamo anche a riflettere qualche istante sui nostri extra e su quanto siamo crepuloni.

Ida: Per me no…..con quella foto è la realtà che ci parla, anzi uno degli aspetti della nostra realtà umana…so che sono “banale”, ma guardarla potrebbe aiutarci a tornare con i piedi per terra

Pok-Anna: Se penso a quanto ci sentiamo tutti così in bilico per la situazione economica del paese! Solo a volgere lo sguardo poco più in là mi sento lo stomaco stretto in una morsa perchè sono parte di quel mondo opulento che non pensa mai a quelle tante manine essiccate.

Ele di Siena: Assolutamente no… Lo scopo delle immagini forti è proprio quello di scavare nella sensibilità delle persone e far rimanere impressa l’immagine per stimolare il cervello e la coscienza… Per me lasciarla è la migliore soluzione e la tua frase è giustissima. Mai abituarci…!

Diana: se la togli non vuol dire che si dimentica o non le si da il giusto peso… sono realtà che fanno pensare. dal mio piccolo penso che bisogna vedere a cuore aperto..e si per me ora si può togliere..e far vedere anche il lato positivo di questo crudele mondo.

Spugna: Anche se capisco che per qualcuno possa essere troppo forte, secondo me non devi toglierla. Purtroppo è un’amara realtà che va affrontata.

Lory: Io sono d’accordo a lasciarla…

Poppea: Secondo me no, se la realtà è quella….non bisogna fare gli struzzi

Miro: La foto andrebbe tolta se fosse un falso. Ma se é vera dobbiamo affrontare il fatto che questa é la realtá.  Ieri ti ho risposto sinteticamente dal blackberry, l’argomento in realtà è molto interessante e secondo me andrebbe sviscerato bene.

E’ una cosa alla quale penso da parecchio: capita spesso purtroppo di incontrare persone con handicap molto gravi, magari in posti o situazioni dedicate al puro divertimento. 

La mia reazione alla loro vista è sempre la stessa, un senso di pietà, di pena infinita (sia verso il diversamente abile che verso il parente che se ne fa carico) mista a una rabbia verso la natura o qualsiasi cosa sia che causa certe sofferenze.

Poi subentra una forma di vergogna: per un attimo penso a quando mi sento abbattuto per un po’ di sovrappeso o perché non miglioro a tennis o anche per banali questioni economiche e mi sento fortunato e nello stesso tempo stupido e aumenta la mia ammirazione per chi porta per tutta la vita fardelli del genere.

Subito dopo il mio mio egoismo riprende il timone e, lentamente, quasi simulando indifferenza, distolgo lo sguardo per tornare ad occuparmi di ciò di cui mi stavo occupando fino a trenta secondi prima. Stesso atteggiamento coi tg, tendo sempre a cambiare canale quando il discorso verte su persone che soffrono.

Ecco il discorso è questo: per affrontare certi problemi bisogna arrivare a costringere l’uomo comune, tipo me, per esempio, a non distogliere lo sguardo ed a non cambiare canale. Ed a prendersi i suoi pugni nello stomaco.

Gigi: Sinceramente vedendo la foto della MANINA, questa mi rattrista molto, nello stesso tempo mi fa riflettere. Mi viene voglia di farla vedere ad alcuni genitori che per far contenti i loro bambini capricciosi, ordinano di tutto e di più, sapendo che non mangeranno niente. È un’immagine che mi rimarrà impressa nel cuore.

Elena: Sono d’accordo sull’esito “referendum”

Aggiungo una cosa che mi ha raccontato stamane Paolino2:  ieri sera i bambini facevano un pò di capricci perchè dopo aver mangiato primo, secondo, frutta volevano anche il gelato.. ne hanno avuta una piccola porzione ed hanno detto che ne volevano di più.. a quel punto ho tirato fuori lo smartphone e gli ho fatto vedere la foto dicendo loro che quel bambino forse non aveva neanche un pugno di riso al giorno… scioccati è dire poco, sono stati zitti e buoni ed improvvisamente sazi.

7 commenti su “Il Blog su Facebook, una foto, un momento di riflessione

  1. Mauro I.
    27 luglio 2012

    Grazie Paolo, il mio pensiero credo che sia sintetizzabile in: senza essere sconvolgente, deve colpire e lasciare un segno, altrimenti si passa oltre.

  2. Nancy
    27 luglio 2012

    Quella foto ci ha cambiato nel profondo, ieri mentre guardavo la TV ho visto una pubblicità credo di fette biscottate e nella scenetta (stupida, fra l’altro) lei butta via il panino e incita al suo compagno di alimentarsi per bene con quelle fette.

    La manina di quel esserino mi è apparsa immediatamente e ho pensato a lui e a chi come lui oggi sta patendo la fame.

    Grazie per averci fatto vedere quella tenera manina santa.

  3. Bosch
    27 luglio 2012

    Non e’ per tacitare le coscienze, o per sentirsi piu’ buoni, ma perche’ non facciamo qualcosa,intendo noi del Blog, per fare stare un po’ meglio questa gente?

    non so, magari appoggiandoci a qualche organizzazione seria, non di sciacalli o avvoltoi, che speculano sulle disgrazie.

    Potremmo fare qualcosa , invece che commiserare , non trovi?

    Il Blog potrebbe fare anche queste cose di solidarietà’…

  4. Paoblog
    27 luglio 2012

    nel mio piccolo con le raccolte di firme evidenziate in home page e la collaborazione con alcune organizzazioni che mi mandano materiale per promuovere le loro iniziative faccio quel che posso..

    in teoria si dovrebbe tirare su soldi per poi girarli a gente affidabile, ma a quel punto sono cose che uno può fare anche da solo, se vuole… come faccio io, quando posso….

    diciamo che tengo la tua proposta in caldo ed in futuro ci studio su…..

  5. Fulvio D.
    27 luglio 2012

    Buongiorno Sig. M., la leggo sempre con interesse, anche se poi non le scrivo ogni volta per dirle che la penso come lei.

    In questa occasione faccio un’eccezione: mi ritrovo assolutissimamente nel commento di Miro sopra riportato.

    Grazie per il suo impegno.

  6. Marina D.
    30 luglio 2012

    Ho letto tutti i commenti e posso dire che la foto è giusto tenerla; ovviamente è una delle tante foto agghiaccianti che si potrebbero pubblicare (sono altrettanto agghiaccianti le foto dei bambini che sniffano colla in Brasile oppure che si fanno di crack e tanto altro, purtroppo).

    In ogni caso anche questa è realtà; nel mio piccolo cerco di fare qualcosa (anche se è pochissimo) ma vorrei che tutti lo facessero, anche quel poco (io ad esempio ho adottato due gemelline in Brasile grazie a una Suora di Melegnano e sono contenta perchè sono certa che i miei soldi vengono veramente utilizzati per loro, per farle andare a scuola e per comprare loro le cose necessarie – sono già 3 anni che le ho in adozione).

    Il poco comunque passa anche dall’aiutare una persona cara che soffre, un vecchietto che deve attraversare la strada, una signora che al supermercato vorrebbe prendere qualcosa in più ma non può e deve accontentarsi di un pacchetto di pasta (l’ho visto io). Insomma, quello da cui dobbiamo scappare è il “culto dell’indifferenza” in generale: è ovvio che ognuno di noi non si può far carico di tutti i mali del mondo (peraltro mali causati comunque dall’avidità dell’uomo) ma basterebbe essere meno indifferenti e pensare di più.

    Poi, ben venga se la foto è utile ad insegnare a qualche bambino che ha già tanto a non chiedere di più: in ogni caso, se tutti (MA PROPRIO TUTTI) fossimo meno indifferenti, fossimo coscienti di quello che possediamo, agissimo di più (anche piccoli gesti vanno bene), facessimo esercizio di umiltà in tante occasioni, pensassimo di più alle conseguenze di certe nostre azioni, il mondo sarebbe senz’altro migliore e anche noi ci sentiremmo più partecipi e meno “solidali a comando”, semplicemente guardando la foto e poi dimenticandocene subito dopo.

    Grazie.

  7. Muna
    3 agosto 2012

    Caro Verdino,

    di solito sono abbastanza contraria alle immagini strappalacrime, anche quando vogliono attirare l’attenzione su argomenti interessanti o delicati, la trovo una strategia un po’ “cheap”.

    Ciò premesso non credo tu debba cambiare l’immagine, nel momento in cui ti rappresenta ed è contestualizzata, va bene.

    Inoltre trovo molto rispettoso in fatto di mostrare mani invece di volti sofferenti, il messaggio arriva comunque e mi sembra ci sia un maggiore rispetto per le persone coinvolte.

    Per me in realtà l’impatto non è nemmeno alto, come sai mi sono abituata a lavorare a contatto con certe realtà… fa sempre male, ma non mi apre gli occhi su nulla di nuovo…

    Grazie comunque per gli spunti di riflessione,

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