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All’Esselunga le clementine trattate con 3 additivi, ma non solo…

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

lente alimentiAlcuni giorni fa eravamo all’Esselunga e ad un certo punto la Signora K mi chiama e mi fa notare il cartello relativo alle clementine (Origine: Italia) sul quale oltre al prezzo era scritto che erano state trattate con 3 additivi; mi sono informato in merito tramite la Banca dati di Altroconsumo e questo è quanto:

E 901 – Cera d’api, bianca e gialla – Categoria: Agente di rivestimento, Supporto per additivi – Giudizio: Sconsigliato – Allergia: additivo suscettibile d’indurre allergie o reazioni di ipersensibilità

E 904 – Gommalacca – Categoria: Agente di rivestimento – Giudizio: Accettabile Allergia: additivo suscettibile d’indurre allergie o reazioni di ipersensibilità

E 914 – Cera polietilenica ossidata – Categoria: Agente di rivestimento- Giudizio: Accettabile  Allergia: non sembra provocare allergie o reazioni di ipersensibilità

Oltre agli additivi, c’è poi l’Imazil che a quanto leggo è un pesticida: L’Imazil si deposita soprattutto sulla buccia anche se è possibile rinvenirlo all’interno della polpa.

Gli effetti? Colpisce prevalentemente fegato e sistema nervoso. Resta a lungo nel suolo e nei frutti.

Ed infine il Tiabendazolo (E233) del quale leggo queste caratteristiche: Il tiabendazolo è un conservante sintetico fungicida, antiparassitario ed antimuffa, spruzzato sulla superficie di alcuni tipi di frutta, soprattutto su agrumi e banane, per permetterne la conservazione per tempi prolungati.

Inoltre, il tiabendazolo può essere un componente delle soluzioni acquose nelle quali i frutti vengono immersi.

Il tiabendazolo viene idrolizzato nel fegato ed eliminato dai reni. Alle concentrazioni ammesse giornalmente, sembra non presentare effetti collaterali tossici per la salute dell’uomo.

Aggiornamento del 12 dicembre 2012:

Il Fatto Alimentare ha pubblicato la mia lettera, integrandola con la risposta di Corrado Vigo autore del blog Vigopensiero:

Gli agrumi italiani sono trattati dopo la raccolta con cere per dare lucentezza ai frutti.

Secondo la legislazione nazionale, il confezionatore deve indicare in etichetta se e quale tipo di cera ha usato per le arance, (diciture che la norma non prevede per gli altri frutti).

L’Europa non la pensa così, per cui i confezionatori degli altri Paesi possono utilizzare cere e prodotti fungicidi non autorizzati in Italia, ed esportare da noi i frutti confezionati e trattati con questi additivi. È un paradosso, ma è così.

In etichetta compare la dicitura “buccia non commestibile” quando gli agumi sono trattati con additivi ammessi dalla legislazione nazionale. Se però si usa cera d’api per lucidare la parte esterna allora la scritta non compare.

Mi preoccuperei più per la frutta estiva che si mangia con la buccia. Nel caso degli agrumi, c’è  tutto il tempo necessario affinché i fitofarmaci irrorati siano degradati dal sole (alcuni sono fotolabili), dalla  temperatura, dalla pioggia, e non ultimo dalle piante stesse che ne elaborano le sostanze e le smaltiscono con gli essudati radicali.

Gli agrumi, insieme alle angurie, sono i frutti di cui si ci può fidare di più, ma i consumatori non sempre lo sanno.

 

 

9 commenti su “All’Esselunga le clementine trattate con 3 additivi, ma non solo…

  1. Daniele
    2 gennaio 2014

    La risposta dell’esperto mi pare quantomeno superficiale: se l’agrume viene trattato dopo la raccolta, gli additivi arrivano in tavola integri. Inoltre nonostante la buccia non si mangi, quando sbucciamo il mandarino le mani si impregnano delle sostanze aggiunte alla buccia e con le stesse mani tocchiamo le fette e le portiamo alla bocca. O qualcuno si lava le mani dopo aver sbucciato un mandarino e prima di mangiarlo?!

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  4. Paoblog
    27 novembre 2012

    aggiungerei una cosa, però…

    e se l’industria proponesse al consumatore un prodotto sano, in regola, e lo ponesse di fronte al bivio: o compri questo o t’arrangi?

    invece che usare i poteri forti per educare il consumatore a consumare al meglio, rispettando qualità e giusto prezzo, le industrie fanno il contrario, il consumatore, per pigrizia ed ignoranza, si adegua e via andare, sempre peggio….

  5. Nadia
    27 novembre 2012

    Giusta riflessione……

    infatti l’industria si è… come dire, industriata proprio in base ai “vizi” del consumatore medio (cioè tonto)

    I prodotti biologici sono meno belli ma più gustosi (vedi le mele del trentino per fare un esempio)

    Meno male che c’è sempre di più gente come noi che usa il cervellino e compra con cognizione.

    Un abbraccio e non te lo dico mai ma….. grazie per tutte le informazioni che passi!

  6. Paoblog
    27 novembre 2012

    il che conferma che il consumatore medio è tonto…

    così come per le noci, che le comprano sbiancate ….

  7. Nadia
    27 novembre 2012

    sono utilizzati per evitare la comparsa di muffe e per rendere la frutta più brillante.

    (Il consumatore compra ciò che alla vista è più bello)

    La dichiarazione non è ancora obbligatoria

  8. Paoblog
    27 novembre 2012

    che Esselunga sia stata corretta sono d’accordo, mi chiedo però la necessità di questi additivi e come mai su tutti gli altri prodotti agrumi non siano evidenziati.. non ci sono o non vengono dichiarati?

  9. Nadia
    27 novembre 2012

    solo per dirti che i 3 adittivi sono quasi sempre presenti negli agrumi come i mandarini e le arance, è quindi normale che ci siano e corretto da parte di Slunga dichiararlo (se non obbligatorio tra un paio di anni).

    Per quanto riguarda i pesticidi invece solo se compri BIO puoi ben sperare che non ci siano altrimenti si tratta di frode.

I commenti sono chiusi.

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