Secondo voi, lo scandalo della carne di cavallo “abusivamente” messa nelle lasagne preconfezionate è solo un’eccezione o è la normalità?
Guardando la foto qua sotto, relativa ad un carico intercettato dalla Polizia stradale sull’A10, nei pressi di Savona, si direbbe che è solo uno dei tanti sotterfugi di chi risparmia o fa profitti sulla nostra pelle.
Qui è importante notare che la scoperta di questo carico è stata casuale, ma non troppo: se vi sembra che spesso la Stradale o altri corpi di polizia non facciano nulla per fermare chi viola il Codice della strada, a volte è perché in qual momento il compito degli agenti è un altro.
Come, appunto, controllare i mezzi pesanti e i loro carichi.
Considerando che la Stradale ultimamente sta anche facendo controlli sistematici sul trasporto degli animali vivi, c’è da chiedersi se abbiano abbastanza tempo per punire le infrazioni al Codice della strada.
Ma, d’altra parte, la sorveglianza dei corpi specializzati (tipo Guardia di finanza e Noe Carabinieri) non può essere capillare, soprattutto in autostrada. Viceversa, Gdf e – soprattutto – Carabinieri spesso vigilano sulla violazioni stradali.
Il comunicato: Erano circa le 22:00 di giovedì quando una pattuglia della Polizia Stradale di Genova Sampierdarena ha intercettato al casello di Savona (Genova – Savona è infatti uno degli itinerari autostradali pattugliati dagli agenti genovesi) un furgone frigorifero.
Il conducente, un autista cinquantenne dipendente del salumificio proprietario del mezzo e del carico, aveva una certa fretta perché doveva effettuare delle consegne a diversi supermercati del ponente genovese. Era partito dalla sede della ditta, vicino Cuneo, da circa un’ora e le temperature previste per quel tipo di trasporto erano rispettate.
Ma un controllo accurato prevede anche l’ispezione del vano carico e dopo alcune titubanze alternate ad un sincero imbarazzo l’autista spalancava il portellone posteriore agli agenti già con le torce luminose in mano.
Lo “spettacolo” che si parava davanti era sconcertante: il carico, stivato in maniera approssimativa, con quarti in parte appesi ed in parte appoggiati su casse e su confezioni di plastica e cartone, era pressoché totalmente privo delle marcature di provenienza e controllo che consentono di risalire la filiera “allevatore – macello – manifattura – prodotto finito”.
Molti tagli erano buttati lì alla rinfusa ed alcuni addirittura già lacerati e le stesse scatole non erano certo integre ma squarciate o sfondate.
L’interno del furgone appariva come un grosso frullatore dove erano stati buttati alla rinfusa pezzi di carne suina e scatole, il tutto con buona pace delle regole per questo tipo di trasporti che vietano ciò proprio per evitare contaminazioni e garantire pulizia ed integrità.
Venivano ovviamente interessati i medici del servizio veterinario della ASL di Savona che rimanevano anche loro sbigottiti di fronte a quel, mai espressione fu più appropriata, macello!
L’esito vedeva la Polizia Stradale affibbiare all’autista una multa di circa 1000 Euro per le irregolari condizioni di trasporto ed i medici della ASL sequestrare le carni non timbrate e quelle mal conservate che, almeno stavolta, non finiranno sulle nostre tavole.