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“Chi” o “cosa” stiamo ascoltando? Una persona, semplicemente…

antonyNon guardo mai Sanremo, non è snobismo, ma semplicemente non mi piace. Casualmente prima di spegnere la tv, una sera di metà febbraio, la Signora K ha sentito l’esibizione di Antony and the Johnson ed il giorno dopo mi ha chiesto informazioni in merito. Mea culpa, non lo conoscevo, anche se sicuramente lo avevo già sentito.

Un breve giro sul web ed abbiamo recuperato i suoi video. Più lo ascolto e più mi emoziona.

Come sempre le opinioni sono personali e quindi condivisibili o meno,  tuttavia mi ha dato fastidio leggere su un quotidiano (che non cito di proposito), circa il cantante  Antony Hegarty e la sua esibizione a Sanremo: “la platea è stregata, ma un senso d’iinquietudine rimane: che cosa e chi abbiamo ascoltato?

Magari ho frainteso io il senso della domanda, anche se sarebbe un dovere per un giornalista farsi capire, tuttavia quale sarà, per il giornalista, il problema?

Che Hegarty sia sovrappeso? Oppure che il fatto che  cantante con un corpo piuttosto imponente canti con un timbro vocale particolare, delicato, emozionante?

O forse ho inteso bene e l’inquietudine nasce da una presa di posizione omofoba?

Resta il fatto che alla domanda  “cosa o chi stiamo ascoltando” io risponderei che stiamo ascoltando una persona.

Che poi sia gay oppure eterosessuale o dedito alla castità, poco importa.  Canta, suona, emoziona. Una persona tra l’altro che, sebbene la prima impressione possa essere errata,  ha uno sguardo buono che mal si sposa con il pregiudizio fine a se stesso e l’ignoranza.

Ma essere un giornalista, non implica necessariamente essere un “buon giornalista”, capace di raccontare, informare, spiegare, accantonando i suoi pregiudizi.

Ironico il fatto che sullo stesso quotidano, nel 2009, sia stato pubblicato un articolo su Antony Hegarty, nel quale si afferma che:

“Non è semplice spiegare cosa aspettarsi da un concerto di Antony and the Johnsons. Non è facile limitarsi a dire chi sia Antony Hegarty, che al progetto dà voce, corpo e anima. Dunque, questo articolo non vi aiuterà a capire cosa vedrete domani all’Auditorium. Di questi tempi si abusa della parola «emozione». Ma l’emozione vera si vive raramente.

Ciò premesso, è lecito affermare che imbattersi in Antony and the Johnsons è un’esperienza emozionante. Per la voce eterea e per la presenza scenica del frontman, per le splendide canzoni che porta in scena. A dirlo non sono appassionati e fan ma anche star del mondo della musica, che difficilmente si smuovono davanti a un collega.

È il caso di Lou Reed, che dopo aver ascoltato Antony ammise di non essersi mai commosso così tanto per un cantante. È il caso di Laurie Anderson, che considera Antony «la cosa più raffinata che possiate ascoltare nella vostra vita». È il caso di Franco Battiato, che ha tradotto una sua canzone, duettando con lui. Anche il regista Paolo Sorrentino trova ispirazione nella sua musica: ha inserito il brano My lady story, tratto dal disco I am a bird now, nella colonna sonora del film L’amico di famiglia.”

pinktrP.S.Ci stupiamo dei ragazzi presi in gìro (se non peggio) ed emarginati a scuola, si arriva a sentire (a Forum) un padre che vuole impedire ad un compagno di scuola del figlio 17enne, suo ottimo amico, di frequentarlo, perchè avrebbe un influsso negativo…ma ricordiamoci anche del triangolo rosa che identificava gli omosessuali rinchiusi nei lager nazisti.

E le basi di partenza, sono le stesse, una stupida presa di posizione nei confronti di chi semplicemente vive la sua vita in maniera diversa dalla tua. Io posso anche essere in disaccordo con una persona, il suo stile di vita, le sue idee ed allora, non la frequento, ma sicuramente non la discrimino.

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