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Il pirata della strada in bici e il pedone che non lo sente

Nella settimana consacrata in tutto il mondo alla protezione dei pedoni, a Milano, Italia, è successo che un ciclista è riuscito a trasformarsi in pirata della strada dopo aver investito una giovane donna che andava proprio a piedi.

Fa impressione pensare a un utente della strada considerato debole (perché “protetto” solo da una bici) “cannibalizzi” un pedone, che è il più debole di tutti. Tanto più se scappa nonostante la presenza di testimoni, come un qualsiasi pirata la cui privacy è protetta da un abitacolo.

Ma l’episodio serve anche per imparare una cosa molto importante, che quando siamo pedoni spesso ignoriamo o dimentichiamo: non dobbiamo fidarci solo delle nostre orecchie. Dobbiamo anche guardare bene, in tutte le direzioni.

Infatti, il fatto di non avere un abitacolo o un casco c’illudono di poter sentire sempre e per tempo se arriva qualche veicolo nelle nostre vicinanze. Così – complici la pigrizia, la stanchezza del camminare o le distrazioni da smartphone – se percepiamo silenzio con le orecchie, non giriamo né la testa né gli occhi per capire se siamo veramente “soli”.

Del problema si è parlato molto in relazione alle auto elettriche. Che però sono ancora pochissime e comunque sono o saranno dotate di cicalini per attirare l’attenzione dei pedoni (il problema c’è semai per le ibride, nei pochissimi chilometri che percorrono usando il solo motore elettrico).

Dimentichiamo che molte di più solo le biciclette, soprattutto con la crisi. Con l’aggravante che spesso ce le ritroviamo pure sul marciapiede.

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Credo sia necessario portare l’attenzione anche ad un altro aspetto, che riguarda sia i pedoni sia gli automobilisti, ovvero il fatto che in molti comuni i ciclisti sono autorizzati ad andare contromano, anche in strade che in logica non avrebbero caratteristiche per permettere tale pratica.

Ad esempio nel mio comune ci sono strette vie a senso unico con pista ciclabile in senso contrario che portano a situazioni potenzialmente pericolose quando si intersecano con altre vie, in quanto all’incrocio l’automobilista non si aspetta una bici in “contromano” e soprattutto il ciclista non si ferma mai, non dico per dare la precedenza*, ma almeno per assicurarsi che non arrivi qualcuno

(* che poi, in un caso simile, se la bici arriva da un contromano autorizzato e l’auto da destra, sarebbe logico pensare che l’auto abbia in ogni caso la precedenza, anche se nella realtà…)

in seconda battuta, ci sono altre vie dove il divieto di accesso è corredato da un cartello che “esclude le biciclette”. giusto, sbagliato, non entro nella questione… tuttavia credo che sarebbe a quel punto corretto (e sicuro) mettere un altro cartello all’inizio della via, dove è segnalato il senso unico, in modo da avvisare l’automobilista che contromano possono arrivare delle biciclette.

e come detto altre volte, la Signora K è ciclista 6 mesi all’anno, pioggia permettendo, ed è caduta in paese causa automobilista che non ha rispettato uno stop… per cui come sempre cerco di vedere le cose sotto tutti i punti di vista…

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In questi giorni ho sentito spesso parlare di utenti deboli ed automobilisti aggressivi (ed entrambe le defizioni spesso sono veritiere) tuttavia non si parla mai, per tutte le parti in causa, di rispetto delle norme e del buonsenso. Ovvero di coesistenza e di civiltà.

Sento frequentemente dire che in fondo se un ciclista va addosso ad un pedone gli farà un pò male, e se va addosso ad un’auto gli righerà il paraurti.

Un punto di vista superficiale. Se un ciclista stende un pedone e questo batte ta testa, si va al Pronto Soccorso in Codice Rosso, come abbiamo visto. Oppure spacca un femore ad un anziano che vedrà la sua vita quotidiana compromessa.

Leggete quante vite ha rovinato uno scontro tra due biciclette, peraltro su una pista ciclabile.

Se il ciclista va contro un’auto i fattori da considerare sono due:

1 – basta uno specchietto rotto per causare un danno degno di nota e spesso i ciclisti poi se ne vanno, sgusciando nel traffico, dopo averti mandato aff, anche se sono loro ad averti urtato, facendo magari zig-zag tra le auto in colonna.

2 –  e se il ciclista, per colpa sua, finisce sotto le ruote? I testimoni, se ci sono, spesso non sono attendibili, in quanto in genere si vede sempre la conclusione dell’incidente e non l’intera sequenza (è stato dimostrato da un’inchiesta)  e, in ogni caso, anche se il ciclista muore per colpa sua le rogne, siano esse legali, economiche o psicologiche, ricadranno in pieno sul conducente, per cui è meglio essere costruttivi quandi si affronta il problema.

Oggi un ciclista che procedeva sul marciapiede, arrivato all’incrocio e nonostante il rosso, ha fatto per attraversare, se non fosse che in quel momento è arrivato un camion dell’Amsa che ha iniziato a svoltare. Frenata del ciclista, che ha perso l’equilibrio ed è riuscito ad afferrare il palo della luce.

E se fosse caduto tra le ruote del camion?

Cosa avrebbero scritto i giornali?

Ciclista attraversa con il rosso e viene investito oppure Camion dell’Amsa investe ciclista sulle strisce?

Aggiornamento del 20 marzo 2015

Leggi anche questo articolo di SicurAuto: Come andare in bici rispettando le regole e gli altri?

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