un articolo che leggo su Altroconsumo
“Per fortuna c’è prosciutto di Parma, poco sale, niente conservanti… difende la qualità della vita, almeno a tavola”. È questo il messaggio della pubblicità del prosciutto di Parma.
Uno slogan nutrizionale, “poco sale”, che però in questo caso non può essere utilizzato.
Il sale contenuto nel prodotto, infatti, è al di sopra dei valori indicati dall’Unione europea per gli alimenti che possono essere definiti a basso contenuto di sale.
La legislazione europea parla chiaro: l’indicazione sul basso contenuto di sale di un alimento è consentita solo se il prodotto contiene meno di 0,12 grammi di sodio (che corrispondono a 0,3 grammi di sale) per 100 grammi o 100 millilitri.
Il contenuto di sodio/sale nel prosciutto di Parma, invece, è ben al di sopra di tale valore. Come si può leggere sul sito internet dell’azienda, il sale è pari al 4,4% nel prosciutto e al 5,1% in quello sgrassato. Percentuali confermate anche dal nostro ultimo test sul prosciutto di Parma.
Un contenuto di sale pari a 4,4 grammi su 100 di prodotto è quindi incompatibile con l’affermazione “poco sale” riportata nella pubblicità. Per questi motivi abbiamo inviato la segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
In Italia consumiamo mediamente 10-11 grammi di sale al giorno. Decisamente troppi. Il suo consumo infatti è direttamente legato alla nostra salute: aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come l’ictus.
È bene quindi sapere quanto ne assumiamo ogni giorno > Scopri quanto sale consumi.