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Due morti sul Gra, tamponati da un drogato. Ma se fosse distrazione causata del gestore della strada?

di Maurizio Caprino

Fa bene l’Asaps a dire che chi guida sotto l’effetto di droghe quasi sempre viene beccato solo dopo che ha ammazzato qualcuno e che quindi bisogna cambiare norme e procurarsi attrezzature per fermare questa gente prima che faccia disastri (Download CS – GRA Controlli antidroga sulle strade. Pochissimi 27.9.2013).

Come quello dell’altra notte sul Raccordo anulare di Roma (Gra) al 23enne ciociaro che ha ammazzato un appuntato napoletano dei carabinieri e sua moglie, lasciando orfani due bimbi di quattro e otto anni.

Ma togliamoci dalla testa che tragedie del genere possano accadere sempre e solo per colpa di chi guida: tamponamenti come quello costato la vita alla coppia campana possono accadere anche per colpa del gestore della strada. Che però si salva dall’indignazione popolare che non troppo di rado meriterebbe al pari del drogato alla guida: sempre di omicidi parliamo.

Mi spiego meglio. Un tamponamento nasce soprattutto perché qualcuno non riesce a frenare in tempo per evitarlo. Non fa in tempo perché non ha frenato bene o perché non ha percepito adeguatamente il pericolo o per tutte e due le cause messe insieme. E la percezione inadeguata nasce non solo dai riflessi alterati da alcol e/o droga: c’è anche la “banale” distrazione.

Sulla distrazione cadiamo in un altro errore culturale.

Troppo spesso – come su “L’Automobile” di questo mese – scriviamo che dilaga perché dilagano gli smartphone (peraltro c’è pure gente che si sente “costretta” a utilizzarli anche mentre guida perché la crisi ha espulso dalle aziende quegli angeli di segretarie e fattorini che prima mandavano i fax per conto di noi comuni mortali che non abbiamo il diritto a segretarie personali e inamovibili).

Dimenticando che segnaletica assurda e pubblicità abusiva – che erano le principali cause di distrazione quando i telefonini non esistevano – nel frattempo non sono state affatto debellate. Anzi.

Nell’ultimo decennio abbiamo aggiunto sulle strade un profluvio di pannelli a messaggio variabile.

Indispensabili quando ci sono problemi di traffico o di meteo, rovinosi se li si usa per fare pubblicità. E in questi giorni questo è ciò che accade proprio sul Gra, dove l’Anas promoziona il film “Sacro Gra”, che prende spunto proprio dal Raccordo romano.

Ci sono passato di persona martedì scorso e devo dire che la grafica è spiazzante, col simbolo del Leone d’Oro. Che bisogno c’era di creare questo nuovo potenziale pericolo?

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E perché i gestori delle strade sui pannelli a messaggio variabile si sentono svincolati da qualsiasi norma che limita la pubblicità sulle strade?

Perché autorizzano anche pubblicità altrui in posizioni pericolose, come fa per esempio la Provincia di Milano, che questo mese “Quattroruote” è tornata a denunciare sulle sue pagine milanesi?

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