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“Compra l’auto e restituiscila dopo 2 anni”, ma spesso il trucco c’è

un’ampia sintesi di un articolo che leggo su E-R Consumatori

“Non aspettare domani per avere quello che vuoi” (Mercedes). “Liberi dall’inizio alla fine” (Mini). “Ti piacerebbe avere un’auto sempre nuova?” (Ford). “Il piacere di scegliere in piena libertà” (Renault).

Sono alcuni dei messaggi pubblicitari pensati dalle case automobilistiche – Alfa Romeo, Mercedes, Ford, Smart, Volkswagen, Mini per citarne qualcuna – per scongiurare la crisi di settore e invogliare all’acquisto di una vettura nuova, ammaliando con l’idea che dopo appena due o tre anni si possa riconsegnare l’auto.

Abbiamo cercato di vederci chiaro per capire “dove sta il trucco” di queste formule di vendita che nascondono non poche insidie per i consumatori.

Guardando più da vicino ci si accorge che si tratta di un meccanismo simile al leasing. Si versa un anticipo, variabile a seconda del modello e dell’importo complessivo, cui segue il pagamento delle rate mensili (24, 36 o 48).

Al termine del periodo di finanziamento l’automobilista ha – così recitano gli spot – tre possibilità: restituire la vettura al concessionario; tenerla pagando una maxi rata finale (anche detto riscatto); cambiarla con una nuova attivando un nuovo finanziamento.

Facciamo due conti.

Con Progetto Valore di Volkswagen (valido solo per Golf) la media tedesca con motore 1.2 Tsi Trendline da 105 cv costa 17.800 euro. Il cliente paga un anticipo di 5.340 euro; rimangono 12.460 euro cui vanno aggiunti 300 euro di pratica, 3 euro per ogni incasso rateale e 31,15 euro per l’imposta di bollo. Totale: 13.799,50 euro.

Il finanziamento con Taeg del 5,7% prevede 35 rate da 176,61 euro (6.181,35 euro). Allo scadere dei tre anni si può decidere di riconsegnare l’auto, cambiarla con una nuova o tenerla pagando una maxi rata finale di 7.476 euro.

Stesso schema per Alfa Romeo, ma con qualche differenza. Con Alfa Free viene proposta una Giulietta (1.4 Turbo da 105 cv) al prezzo promozionale di 16.810 euro. Il cliente versa un anticipo di 5.591,50 euro.

Rimangono da pagare 11.218 euro cui vanno aggiunti 300 euro per la pratica, 14,62 euro per il bollo e altri 694,89 euro per il Prestito Protetto, una polizza sul prestito facoltativa (in caso di disoccupazione, mobilità, invalidità, decesso del cliente) che andrà a pesare sul totale: 12.228,03 euro.

Sarà questa la cifra da finanziare con un Taeg del 7,61% e 36 rate mensili da 189 euro ciascuna. Ma le rate non coprono l’intero importo. Quindi trascorsi i tre anni, per riscattare la vettura l’automobilista dovrà pagare altri 7.040 euro. A conti fatti quindi l’auto verrà a costare 19.435,50 euro con una differenza di 2.625 euro (+15,6%).

Va sempre valutato con attenzione cosa prevede il contratto: si va dalla manutenzione ordinaria da 1 a 3 anni all’estensione di garanzia, fino all’assistenza stradale. Non è invece compresa la polizza Rc-auto che è possibile integrare nel finanziamento a patto di veder lievitare la rata mensile.

Questo tipo di soluzioni infine impone quasi sempre un chilometraggio massimo di percorrenza: dai 15mila km l’anno per un’Alfa Romeo benzina ai 20mila per una Mercedes, fino ai 25mila per una Golf diesel.

In caso di superamento si paga un extra per ogni km percorso oltre il limite previsto dal contratto. Diecimila km in più di percorrenza possono costare altri 500 €.

Nell’ipotesi in cui il cliente abbia difficoltà nel pagare le rate, inoltre, non è possibile vendere il veicolo privatamente, essendo la vettura “oggetto del contratto di finanziamento”.

Da non dimenticare anche che la vettura deve essere restituita in perfette condizioni, altrimenti scattano le penali.

Non rimane quindi che riscattare la vettura sborsando una somma importante, anche questa nuovamente finanziabile, oppure cambiare nuovamente auto attivando un nuovo contratto.

È questo il vero obiettivo dei costruttori che, da un lato, spingono l’automobilista a cambiare dopo poco tempo, risucchiandolo nel meccanismo del finanziamento e, dall’altro, a fidelizzarlo per un lungo periodo. Peccato che in questo caso la valutazione dell’auto che abbandoniamo sia, a occhio e croce, molto inferiore a quella del mercato dell’usato.

Per riconsegnare la vettura al concessionario è necessario seguire una serie di indicazioni, pena il pagamento di penali. È un meccanismo che vale per tutte le case.

Di seguito riportiamo a titolo esemplificativo le condizioni previste da Idea Ford, la soluzione della casa tedesca.

  • Eseguire la manutenzione prevista presso un centro autorizzato.
  • Rispettare il chilometraggio previsto dal contratto.
  • Riparare il veicolo in presenza di danni (righe/graffi/bozzi) alla carrozzeria, ai vetri o ai gruppi ottici.
  • Riconsegnare la vettura pulita sia internamente che esternamente. La presenza di macchie che non possano essere rimosse nonché l’eventuale deterioramento della tappezzeria saranno considerati danni.
  • I pneumatici non devono avere un’usura superiore al 50% (ruota di scorta inclusa).
  • Tutti i fori derivati dall’installazione di sistemi vivavoce, altoparlanti, microfoni non di serie saranno considerati come danni se i lavori non vengono effettuati da un centro autorizzato. Ogni parte mancante, piegata o rotta dovrà essere ripristinata.
  • Restituire la vettura completa della sua dotazione originaria: accessori (radio ecc.), doppie chiavi, libretto di manutenzione, libretto di circolazione, manuale d’uso della vettura, manuale d’uso del sistema audio, copia della ricevuta del bollo annuale.

Tasso di interesse, prezzo promozionale, ma con permuta iniziale, chilometraggio limitato e costi extra in caso di sforamento, condizioni stringenti per la restituzione della vettura.

Come abbiamo visto sono molti gli aspetti da tenere in considerazione se si vuole un’auto nuova sfruttando le formule di acquisto “alternative” proposte dalle case.

Ma convengono davvero rispetto a quelle tradizionali?

Per scoprirlo basta fare un paragone fra le due tipologie di acquisto, naturalmente per la medesima vettura.

Nel caso dell’Alfa Romeo Giulietta (1.4 turbo benzina da 105 cavalli) il prezzo promozionale della casa è di 15.900 euro in caso di permuta, cioè 910 euro in meno del prezzo che si avrebbe con Alfa Free.

Il tasso annuale effettivo globale proposto dalla finanziaria è del 2,55% contro il 7,61% di Alfa Free; con il “leasing” la stessa vettura viene a costare 19.435,50 euro dai 16.810 euro iniziali, ossia il 15,6% in più.

Insomma, se nuovo deve essere, tanto vale scegliere la strada tradizionale.

Se il confronto con le formule di finanziamento classiche non regge, viene naturale chiedersi: a chi si rivolgono queste offerte?

“A chi ha voglia e può cambiare l’auto ogni 3-4 anni”, spiega l’ingegnere Enrico De Vita, esperto del settore. “Ma per farlo ovviamente serve un reddito medio-alto che consenta di stornare una somma di 2-300 euro dal proprio stipendio mensile a questo scopo. E non tutti sono in grado”.

Non a caso molte di queste formule sono dedicate a marchi premium e modelli ricercati (Smart e Mini ad esempio) o comunque a vetture di fascia alta nel proprio segmento (come Alfa Romeo Mito e Giulietta, Volkswagen Golf, Mercedes Classe A, B e superiori o Bmw).

leggi anche: Auto, quell’ingannevole prezzo “a partire da…”

2 commenti su ““Compra l’auto e restituiscila dopo 2 anni”, ma spesso il trucco c’è

  1. andrea
    19 ottobre 2013

    – l’insidia peggiore (=che è facile…sottovalutare) è proprio quella delle condizioni in cui deve essere restituita l’auto; piccoli segni “da parcheggio” o normale usura della tappezzeria fanno lievitare di molto il costo “mensile” effettivo;
    – intendiamoci, anche il leasing ed il NLT hanno problemi simili;
    – nel 2007 avevo fatto un confronto tra le varie opzioni possibili per il modello che intendevo comprare: soluzione…ho aspettato 2 anni in più, ho messo “da parte” i soldi ed ho preso una km zero nel 2009;
    – risparmio stimato, circa 100 euro al mese…

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