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Strage di Acqualonga: le domande “scomode” dei grillini al Ministro Lupi

di Maurizio Caprino

Torni a bordo, ministro Lupi.

Nella giornata in cui le cronache ripercorrono la celebre frase legata al naufragio della Costa Concordia perché Francesco Schettino e Gregorio De Falco si sono ritrovati faccia a faccia al processo di Grosseto sulla tragedia della nave, molto più in sordina Michele Dell’Orco, deputato del Movimento 5 Stelle, richiamava il ministro alle sue responsabilità su un’altra tragedia.

Più grave e recente, ma già dimenticata: l’incidente del bus precipitato il 28 luglio dal viadotto Acqualonga dell’autostrada A16, facendo più morti della Concordia (40 contro 32).

Dell’Orco guida un gruppo di colleghi dell’M5S che ha posto ieri a Lupi una interrogazione a risposta in commissione Trasporti della Camera.

Le domande sono scomode e coincidono con quelle che su questo blog poniamo da quest’estate: “La barriera di contenimento che ha ceduto in occasione dell’incidente sull’autostrada A16, all’altezza del viadotto Acqualonga, causando la caduta di un pullman e 39 vittime, era a norma? Poteva o doveva essere sostituito? Per accertare le cause dell’incidente è stata avviata una commissione interna al ministero dei Trasporti?”.

Ma c’è pure dell’altro, su cui qui avevamo sorvolato per carità di patria.

I deputati grillini chiedono se nell’eventuale inchiesta ministeriale svolga “un qualche ruolo” Mauro Coletta, “oggi Direttore della struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali ma, fino al settembre 2012, in capo alle attività di vigilanza dell’Anas sull’esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e di controllo della gestione delle autostrade”.

La domanda non è fuori luogo.

Perché Coletta è un dirigente di lungo corso, che sicuramente conosce il settore e – dunque – anche le sue magagne. Tanto che era stato lui ad accompagnare Lupi nel sopralluogo fatto sul viadotto il giorno dopo la tragedia. E incredibilmente, mentre era a pochi metri dal guard-rail che ha ceduto, il neofita Lupi davanti ai microfoni dei giornalisti lanciava strali sulle revisioni.

Apparentemente senza che l’esperto Coletta richiamasse la sua attenzione sulle condizioni del guard-rail, che già in quel momento erano tali da far sorgere almeno qualche sospetto.

Abbiamo le foto che lo dimostrano, immagini che Lupi e Coletta avevano appena visto dal vivo.

Allora perché Lupi ha taciuto? Ha voluto farlo lui o è stato sviato da Coletta? A che scopo?

E perché nei giorni successivi Lupi ha fatto muro di gomma nelle audizioni parlamentari in cui direttamente o indirettamente si è parlato della tragedia?

Non so se la Procura di Avellino, che indaga sulla strage, si spingerà a rispondere a queste domande. Ma, come cittadini e utenti delle autostrade a pagamento, abbiamo il diritto e il dovere di porcele e di porle allo Stato.

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