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Quattroruote, i videopoker in autogrill e le critiche troppo scomode per Autostrade

Da tempo Quattroruote non è la rivista di riferimento per il settore auto, se non fosse che di valide alternative in giro non ne vedo ovvero siamo al livellamento verso il basso; questa volta non posso raccogliere l’invito di Caprino e leggere in prima persona l’editoriale del direttore, dato che Fourwheels mi ha fatto girare le scatole una volta di troppo.

di Maurizio Caprino

L’ansia di celebrare, a volte, fa brutti scherzi. Leggetevi l’editoriale con cui il direttore di “Quattroruote” ha celebrato il 700esimo numero del mensile, arrivato in edicola in questi giorni.

Per valorizzare le tante battaglie fatte dalla rivista nei suoi 58 anni di vita, ha scelto un esempio a dir poco infelice: il “lodevole” protocollo di responsabilità sociale proposto da Autostrade per l’Italia ai “suoi partner” (che gestiscono le aree di servizio, ndr), per impegnarli al “miglioramento continuo della qualità, al contenimento dei prezzi, alla sicurezza per i viaggiatori e così via”.

Certo, tutte cose che “Quattroruote” chiede da sempre e talvolta denuncia quando non ci sono. Dunque, se oggi ci sono, il merito sarebbe della rivista.

E, se poi accade che in un’area di servizio si vede un videopoker accanto ai manifesti che pubblicizzano il protocollo, secondo il direttore c’è ancora molto da fare e quindi “Quattroruote” ha ancora molto da denunciare, per cui “col nostro e il vostro impegno sono sicuro che cancelleremo anche queste perniciose negatività”.

Così il direttore mostra di non sapere che queste “perniciose negatività” dipendono anche dal fatto che Autostrade per l’Italia ha con “i suoi partner” un rapporto bifronte: da un lato ci fa protocolli di responsabilità sociale, dall’altro si fa pagare cospicue royalty per permettere loro di gestire le aree di servizio.

Si sa che questo è una delle cause del caro-panino in autostrada e che con la crisi il caro-panino, assieme al calo del traffico, porta la gente a spendere sempre meno negli autogrill.

Dunque, il videopoker – assolutamente deteriore e da eliminare, sono d’accordo – serve per cercare di far quadrare i conti, aldilà dell’ipocrisia delle dichiarazioni ufficiali.

Stupisce che il direttore di “Quattroruote” non conosca le cause del problema. Tanto più che dovrebbe averlo approfondito oltremodo: lavora a “Quattroruote” da cinque anni e già all’epoca la rivista sedeva autorevolmente nella Consulta per la sicurezza e la qualità del servizio, costituita da Autostrade per l’Italia, che vi ha invitato varie associazioni (soprattutto di consumatori) e, appunto, “Quattroruote”.

La Consulta ha trovato il tempo di esprimersi su tante cose, compresa la collocazione dei Tutor, sulla quale peraltro ha dato un’interpretazione che ha consentito ad Autostrade per l’Italia di vincere (tra contestazioni di cui un giorno forse parleranno le cronache giudiziarie) la gara bandita dall’Anas per il controllo della velocità media su pezzi delle statali Aurelia, Domiziana e Romea.

Sembra strano che non si sia invece fatto nulla sul fronte delle royalty e che il direttore di “Quattroruote” non ne scriva nel suo editoriale che così tanto si avvicina all’argomento.

Sarà che al direttore è capitata una distrazione analoga a quella in cui cadde nel 2002 il suo precedessore, quando – come mi toccò scoprire personalmente – lasciò che la dirigenza della sua casa editrice promettesse ad Autogrill che sarebbe stata avvisata nel caso in cui la rivista avesse condotto un’inchiesta sulla qualità delle aree di servizio?

Sarà che invece per avere l’onore di stare seduti nella Consulta non bisogna esprimere in pubblico critiche che vadano oltre un certo livello di scomodità fisiologicamente tollerato? O sarà solo semplice ingenuità?

Io mi auguro sia solo la terza. Per il bene di tutti.

 

Un commento su “Quattroruote, i videopoker in autogrill e le critiche troppo scomode per Autostrade

  1. andrea
    2 gennaio 2014

    Sul fatto che gli “apparecchi da gioco” siano…diseducativi, non ci piove.
    – Aggiungo che spesso, quando si paga il caffè in autogrill, la cassiera propone insistentemente l’acquisto di un “gratta e vinci”; ed anche questo significa far leva sulla debolezza umana;
    – non il massimo come esempio di “responsabilità sociale”.
    – In autostrada (a parte il pedaggio) spendo solo per il caffè, tutti gli altri prodotti hanno prezzi…fuori mercato (in primis il gasolio)!

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