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Sono andato in edicola ed ho comprato “Fourwheels” … ma che dico? Quattroruote!

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Tempo fa raccontavo di come ultimamente certi post prendano spunto da riflessioni condivise , in modo più informale, sul Gruppo Facebook, per poi concretizzarsi in articoli più approfonditi che vengono pubblicati sul Blog.

Altre volte, come succcede oggi, dapprima c’è una riflessione condivisa via mail con alcuni Amici e poi, da cosa nasce cosa, capisco che l’argomento interessa anche ad altri, ed allora eccomi qui a scriverne.

Quello che leggerete in questo post, in origine sarebbe stato inserito in un altro, che aggiorno nel tempo, intitolato: Io insisto, perchè non parlare italiano agli italiani?

Ora i lettori abituali capiranno dove sto per andare a parare e quindi potranno saltare a piè pari la breve premessa, doverosa per i nuovi lettori:

Non sono contrario a priori all’utilizzo di termini stranieri che magari possono essere intraducibili in italiano e/o scomodi da utilizzare, tanto più in certi ambiti lavorativi, tuttavia siamo arrivati all’abuso, il che fa danni due volte, sia perchè non si riesce a capire quello che si sta leggendo, sia perchè sempre più parlano un cattivo inglese, senza neanche saper parlare un buon italiano.

Torniamo a noi. Sul post citato, qualche settimana fa ho scritto:

Leggo su Quattroruote di Ottobre 2013 un’intervista a Charles Morgan, proprietario dell’omonima casa automobilistica inglese; una delle risposte è stata scritta in questo modo:

Quelle voci sono state frutto di un misunderstanding, perchè abbiamo nominato un nuovo amministratore.”  Misunderstanding?

Scrivere Malinteso, Equivoco o Incomprensione non era fattibile?

Sempre sullo stesso numero ecco che si parla della soddisfazione del driver .. che ovviamente possiamo benissimo tradurre in conducente, guidatore o autista.

Al netto del mio punto di vista sulla questione dell’abuso di termini stranieri, peraltro condiviso da molti, c’è da notare che siamo arrivati al punto che si infarciscono gli articoli di parole italiane di uso comune tradotte in inglese.

Ma perchè?”

Avevo quindi scritto a Quattroruote lamentandomi dell’abuso di termini inglesi in certi articoli e l’autore del pezzo mi aveva cortesemente risposto spiegando il suo punto di vista che rispetto come tale, ma che non condivido.

pensieri parole

Apro una parentesi. E’ necessario fare autocritica ovvero avevo pubblicato la risposta ricevuta via mail senza chiedere il permesso al mittente, che si è lamentato della cosa; da parte mia è stato sicuramente un errore di forma del quale mi scuso e per questa ragione ho eliminato il passaggio e le mie osservazioni in merito.

Nessuna giustificazione, ho sbagliato, ma una spiegazione la vorrei dare in quanto è vero che errare è umano (appunto), ma di solito sto molto attento; quanto pubblicato, pur senza permesso, non era altro che un legittimo punto di vista che ritenevo utile anche quale contraddittorio alle mie obiezioni.

dillo in italiano

L’altro giorno, come detto, ho comprato Four wheels (In italiano: Quattroruote) ed ho trovato un articolo sulla Ferrari 458 Speciale che, sarò sincero, è stata una lettura fastidiosa.

La foto in apertura è corredata dalla scritta Crazy horse.

A seguire: …la striscia bicolore non è il massimo dell‘understatement – a dispetto di un look assai simile … – migliorare un’automobile che è già un benchmark… – vuole dare sfogo alle velleità corsaiole passando i weekend nei track-days… – consente di ottenere drift pressochè automatici – … si schizza fuori dalle curve a velocità warp.. – bisogna dire che controlli on o controlli off … – se il fanatico vuol verificare day-by-day i propri miglioramenti…- il sound rauco…-

Resta il fatto che io non ho capito cosa significhi che la Ferrari “schizza fuori dalle curve a velocità warp”; sarà anche colpa mia che pur conoscendo l’inglese quanto basta per dialogare con i miei contatti stranieri, non sono certo ad alti livelli nella conoscenza dell’inglese, ma dover consultare un dizionario “inglese-italiano” per comprendere appieno un articolo pubblicato su una rivista italiana, non mi rende piacevole la lettura.

Anche in altri articoli, di diversi autori, è un fiorire di pneumatici “four seasons” oppure “all wheater”, perfettamente traducibili in “quattro stagioni” così come di “daylights” (ma perchè non luci diurne?).

Parecchi anni fa mi ero anche abbonato a Quattroruote, poi avevo desistito causa il disservizio postale, ma l’ho comprato per anni; nel 2010, dopo la combine con Citroen, la rivista, ai miei occhi, ha perso credibilità e la condanna dell’Antitrust, arrivata nel 2011, aveva confermato che le cose non erano affatto limpide.

Era perciò scattato il distacco da Quatroruote, con l’acquisto saltuario in agosto e dicembre ovvero quanto ho dei tempi morti da riempire. Negli ultimi anni ho notato una perdita di attendibilità e precisione ed i tagli subiti a causa della crisi dell’editoria sicuramente non aiutano.

Nonostante tutto, avevo ricominciato a comprarlo, anche se non tutti i mesi, in quanto trovo spesso spunti utili per il Blog, ma adesso ritorno sui miei passi; mi piace meno a prescindere, ma questa impostazione di scrittura la trovo fastidiosa e quindi tanti saluti a Fourwheels.

* * *

Leggo in questo articolo che fa riferimento alle parole di Tullio De Mauro circa il fatto che “il 71 per cento della popolazione italiana che si trova al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura di un testo di media difficoltà”:

“Non bisognerebbe mai dimenticare che la conoscenza della lingua madre è il fondamento per lo studio delle altre discipline scolastiche e delle altre lingue, così come è alla base della capacità di orientarsi nella società e di farsi valere nel mondo del lavoro.

Sembrano constatazione banali, ma non lo sono affatto in un contesto in cui l’insegnamento dell’italiano nelle scuole soccombe all’anglofilia diffusa e la lettura, sul piano sociale, è nettamente sacrificata rispetto all’approccio visivo, comportando vere mutazioni psichico-cognitive.

Se ciò risulta vero, non è eccessivo affermare che l’emergenza culturale, nel nostro Paese, dovrebbe preoccupare almeno quanto quella economica.”

Consiglio anche la lettura di questa pagina di NoKappa



Fonte: facebook.com/lepixellatedelmike,

Fonte: facebook.com/lepixellatedelmike

3 commenti su “Sono andato in edicola ed ho comprato “Fourwheels” … ma che dico? Quattroruote!

  1. andrea
    10 dicembre 2013

    meglio fourwheels…online

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