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Auto con guida a destra vendibili in tutta Europa

di Maurizio Caprino

Vi ricordate certi veicoli del dopoguerra, con la guida a destra nonostante sulle nostre strade sia molto meglio averla a sinistra?

Se è vero che certe cose sono praticamente sparite, è altrettanto vero che giuridicamente non è cambiato nulla: continua ad essere permesso vendere veicoli con posto guida dal lato opposto a quello che sarebbe opportuno dato il senso in cui si circola. Lo ha confermato giovedì scorso la Corte di giustizia Ue, con le due sentenze che hanno chiuso le cause C-639/11 e C-61/12.

In entrambi i casi, la Commissione Ue ha citato in guidizio due Stati membri, la Polonia e la Lituania. Motivo: le loro leggi nazionali che impediscono di immatricolare veicoli – nuovi o usati – con guida a destra.

Dal punto di vista pratico, sembra una cosa da nulla: quanti volete che siano gli esemplari concepiti per circolare nel Regno Unito e in Irlanda che vengono esportati in Polonia e Lituania per ragioni commerciali o perché il loro proprietario si trasferisce in questi Paesi baltici?

Però il problema si è posto e la Corte ha interpretato le direttive tecniche sui veicoli (la 2007/46, detta anche “direttiva quadro” e la 70/311) in modo orientato a garantire più la libertà di movimento e commercio che la sicurezza.

In sostanza, i giudici di Lussemburgo hanno ritenuto che le disposizioni tecniche sugli organi di sterzo non si spingano a imporre da quale lato dell’abitacolo va messo il volante.

In effetti, non potrebbero nemmeno: in caso contrario, dovrebbero specificare che per gli esemplari destinati all’immatricolazione nel Regno Unito vale la regola contraria. Ma questa specificazione non c’è e comunque se ci fosse vincolerebbe i costruttori.

Le autorità lituane e polacche hanno provato a resistere e, tra le altre cose, hanno portato in giudizio le statistiche sugli incidenti. Ma i giudici hanno ritenuto che non siano significative.

D’altra parte, non avrebbero mai potuto esserlo: quanti sono i veicoli “inglesi” che circolano in Polonia e Lituania o in un altro Paese europeo?

Sempre pochi per creare pericoli significativi. Ma se, per una qualsiasi ragione per ora teorica, aumentassero a dismisura, le statistiche cambierebbero.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 aprile 2014 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico con tag , , , .
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