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Controlli automatici sulle strisce pedonali. Ma per ora è solo un test

di Francesco Mignano Comunicazione Visiva

di Francesco Mignano Comunicazione Visiva

un articolo di Maurizio Caprino

A Castel Bolognese e a Bolzano si sperimenterà da questa estate e per sei mesi il telecontrollo dei passaggi pedonali. «Troppi incidenti sulla via Emilia, a danno dei pedoni», dicono nel Comune romagnolo.

Succedono anche di sabato sera e non solo per colpa di giovinastri su bolidi lanciati come impone l’immaginario collettivo: pochi mesi fa, un tranquillo fuoristrada guidato da un agricoltore di mezza età ha fatto volare un’anziana in pieno centro, uccidendola sul colpo sotto gli occhi di un’amica. E di una telecamera di sorveglianza, che è servita solo da supporto per identificare l’investitore, allontanatosi senza fermarsi.

Il problema, quindi, esiste. Non esiste, invece, la soluzione: quella più scontata, il controllo automatico della velocità, è vietata per legge. Così bisognerebbe tenere un vigile vicino agli apparecchi (i box per ospitarli ci sono pure) 24 ore su 24.

“Castrati” dal Codice della strada sul fronte autovelox, a Bolzano e Castel Bolognese hanno pensato – assieme a un produttore altoatesino di apparecchi di rilevazione infrazioni, da cui è partita l’idea, e col supporto dell’Università di Padova – di sfruttare pieghe, ambiguità e incompiutezze del Codice stesso per arrivare al telecontrollo dei passaggi pedonali.

La chiave sta nella riforma del 2010, che ha autorizzato controlli automatici per vari tipi d’infrazione. In più di un caso, non si capisce bene nemmeno come questi controlli possano essere tecnicamente realizzati e infatti il ministero delle Infrastrutture non ha ancora dato alcun ok a nuove apparecchiature.

Uno dei casi più difficili è quello dell’articolo 141 (velocità inadeguata), che …

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