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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un film: La memoria degli ultimi

CARTOLINA_LMDU

Alcuni giorni fa ho letto un’intervista (di Laura Danieli per Vanity Fair) a Laura Wronoski,  91 anni, che a vent’anni diventò partigiana, perchè come racconta “è stata una logica conseguenza della mia educazione e del mio temperamento.Ce l’avevo nel sangue. Avevo vent’anni e uno spirito di adattamento notevole. Amavo il rischio, ero una donna anomala per l’epoca.”

Le faceva compagnia la paura: “il pane delle nostre giornate, quella paura che ti azzera la salivazione e ti torce lo stomaco, ma ti fa diventare adulta.”

La sua storia è raccontata nel documentario La memoria degli ultimi, che raccoglie le testimonianze di sette ex partigiani combattenti. Il dvd non l’ho ancora preso, ma lo farò prossimamente.

Ho la fortuna di essere appassionato di storia, per cui vedrò immagini, sentirò testimonianze, che raccontano anni bui che conosco bene, ma sono certo che avranno un’impatto emotivo simile a quello del dvd Io mi ricordo di Memoro.org (La banca della memoria) altro progetto estremamente interessante che probabilmente nei prossimi mesi rientrerà fra i dvd itineranti del Blog che al momento ha due documentari (Trashed e – 100 chili) in viaggio per l’Italia.

Scrivono sulla pagina del sito dedicato al documentario:

Partendo dal difficile contesto odierno del nostro Paese, questo racconto sprofonda nella memoria della Guerra e della Resistenza, attraverso le vite e gli sguardi di sette ex-partigiani combattenti: gli “ultimi” non solo per anagrafica ma anche per riconoscimenti storico/sociali da parte del nostro Paese.

Sono loro i protagonisti di un viaggio nel passato e nei luoghi che hanno segnato per sempre il loro animo, pagine di vita vissuta, dolorosamente intima, ma parte di ognuno di noi.

Ritratto indiretto, dunque, di un presente tragico e amaro che sembra aver dimenticato le origini della propria Storia e perduto il senso di quei valori, fondamenta del cammino di un popolo.

Laura Wronoski, che ancor oggi va a parlare nelle scuole, quando la invitano, dice in proposito che:

I ragazzi non sanno quasi nulla, e nemmeno gli adulti. Il 25 aprile è diventata una festa di bandierine e cortei. La Resistenza non è mai entrata nel Dna degli italiani. Eravamo certi di cmabiare non l’Italia, ma il mondo. Pensavamo in grande. Ma all’Italia non interessava.

In chiusura ancora le sue parole nelle quali, va da sè, mi riconosco totalmente:

Oggi vale la pena di combattere per riconquistare la nostra dignità di cittadini, per l’ambiente, per i diritti delle donne. Contro la mafia e contro la corruzione. Ormai in questo Paese non si rispettano più neanche le regole elementari.

 

 

 

 

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