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Etilometri ancora fermi. Stavolta manca chi li rispedisce alle forze di polizia dopo la revisione

Tu chiamala Spending review, se ti va, anche se Tagli alla spesa sarebbe ben più comprensibile; resta il fatto che taglia qui, taglia là, il buco di bilancio non si chiude di un millimetro, ma in cambio il sistema, già vacillante per conto suo, sta collassando…

un articolo di Maurizio Caprino

Domenica scorsa l’Asaps ha lanciato l’allarme su un possibile ritorno delle stragi del sabato sera .

Non è detto che sia proprio così: i dati non tengono conto della stagionalità e finora risulta alto solo il numero delle vittime e non quello – più significativo – degli incidenti gravi (il totale dei morti dipende anche da quanti passeggeri c’erano a bordo).

Però la denuncia dell’Asaps è molto importante, perché nelle pieghe fa emergere il problema nascosto di questi mesi: in giro sono rimasti pochissimi etilometri.

Pensate che il mese scorso persino i controlli ormai di rito all’uscita del Vinitaly di Verona sono stati pochissimi, proprio per questo motivo. Ed è assurdo che sia andata così persino in un evento-simbolo, di quelli in cui si fa anche ciò che poi non si riesce a fare tutti i giorni.

Com’è possibile? Il problema è che gli etilometri stanno troppo a lungo fermi per le revisioni obbligatorie (le cosiddette “visite periodiche”). Ma non era un problema risolto, per i cospicui investimenti fatti dalla Motorizzazione per banchi prova automatici?

Certo, ma innanzitutto può accadere che i banchi prova si guastino. Inoltre, quando va tutto bene dal punto di vista tecnico, ci pensa la cronica carenza di personale della Motorizzazione: non ci crederete, ma mancano gli addetti che provvedano a imballare e spedire gli etilometri dopo la revisione.

Effetti collaterali della spending review, che sta mettendo in ginocchio una struttura già debilitata da vari problemi. Come nel caso degli etilometri: addetti alla spedizione non ce n’erano già prima, ma adesso la carenza è diventata macroscopica.

Come mai?

Prima il “buco” era coperto da dipendenti privati mandati da aziende che noleggiano e gestiscono etilometri in uso ai Comuni: sono corrieri e in questo caso si occupavano anche dell’imballaggio.

Adesso – immagino per comprensibili ragioni di sicurezza delle procedure – non è più consentito loro di lavorare negli spazi dei laboratori di prova. Dunque, possono solo presentarsi ai cancelli e prelevare gli scatoloni già pronti.

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