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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Anche alla Scala bisogna adattarsi agli incivili…

di Francesco Mignano

di Francesco Mignano

Non riesco a capacitarmi del fatto che, una volta di più, debba essere la maggioranza silenziosa a doversi adattare alla maleducazione ed alle intemperanza degli incivili.

Capisco il problema evidenziato, collegato alla sicurezza del personale, tuttavia così facendo si dà il segnale sbagliato: tu fregatene del prossimo e delle regole, tanto saranno gli altri ad adattarsi ai tuoi comodi.

E sono certo che nella situazione opposta, questi personaggi saranno i primi a chiedere il rispetto delle regole, se a loro farà comodo.

Leggo sul Corriere che:

Finora la puntualità degli spettacoli alla Scala era proverbiale: a sipario aperto vietatissimo entrare in platea, e i ritardatari venivano messi «in castigo» nel foyer ad aspettare la fine del primo atto.

Ma è arrivata la svolta epocale: d’ora in poi ci sarà un pizzico di tolleranza. Una sorta di «resa» al fatto che non c’è più l’educazione di una volta?

Sta di fatto che i milanesi nevrotici del ventunesimo secolo non la prendono con signorilità, come un tempo accadeva, ma aggrediscono verbalmente – e fisicamente – le maschere che li bloccano all’ingresso.

E quindi, ora il regolamento è cambiato. Se all’università c’è il quarto d’ora «accademico», alla Scala da sabato 13 dicembre sono in vigore i cinque minuti «teatrali».

Gli spettacoli hanno inizio previsto alle 20 e continueranno ad averlo nei programmi di sala. Però un ordine interno prevede che l’avvio effettivo sia cinque minuti dopo.

In un mondo perfetto, che non è quello in cui sto vivendo, gli intemperanti verrebbero prima messi alla porta, a costo di affiancare ai commessi dei buttafuori con stazza adeguata ed educazione superiore a quella dell’incivile e successivamente inseriti in una Lista nera per 5 anni. 😉

Va da sè che il classico Lei non sa chi sono io sarebbe un’aggravante tale da essere banditi a vita…

Aggiornamento del 18 dicembre 2014: Ore 20.00 di martedì sera, alla Scala c’è il Fidelio di Beethoven. La protesta pacifica contro i cinque minuti teatrali inizia da un palco: qualcuno urla «Noi ci siamo», due spettatori applaudono. In pochi secondi, il battimani si diffonde. Il messaggio del pubblico è piuttosto chiaro, o almeno così lo interpretano i professori d’orchestra già in buca: iniziate a suonare, il Piermarini non aspetta i ritardatari.

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2 commenti su “Anche alla Scala bisogna adattarsi agli incivili…

  1. Paoblog
    15 dicembre 2014

    c’è da dire che con quello che si spende per il biglietto, ci si possa anche aspettare che lo spettacolo inizi puntuale

    a questo punto, al cinema, che si paga meno, che inizino anche mezz’ora dopo?

  2. Morbida Dolcezza
    15 dicembre 2014

    C’è da dire che con quello che si spende per un biglietto, 5 minuti di tolleranza ci possono stare.

I commenti sono chiusi.

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