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UBERPOP: favorevole o contrario? Rete Consumatori Italia chiede la tua opinione

leggo & pubblico e vi invito a partecipare al sondaggio

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Le associazioni di Rete Consumatori Italia (Casa del Consumatore, Assoutenti e Codici) stanno valutando se intervenire davanti al Tribunale di Milano per sostenere la richiesta di Uber di poter continuare il servizio UBERPOP.

Per decidere, le associazioni hanno deciso di affidarsi al consenso popolare, lanciando un sondaggio al quale invitano tutti a partecipare. Sarà l’esito del sondaggio a decidere se intervenire in favore di Uber oppure no.

Si avvicina infatti il secondo round della sfida taxi/Uber: il 2 luglio si discuterà davanti al Tribunale di Milano il reclamo proposto da Uber contro la recente decisione dello stesso Tribunale, che ha ordinato la sospensione del servizio UBERPOP (quello in cui a guidare sono semplici cittadini e non autisti professionisti).

Siete quindi tutti invitati a partecipare al sondaggio, che si chiuderà il 30 giugno prossimo.

Per partecipare al sondaggio basta una visita di un secondo QUI.

10 commenti su “UBERPOP: favorevole o contrario? Rete Consumatori Italia chiede la tua opinione

  1. IlPrincipeBrutto
    26 giugno 2015

    >> Se è scorretto tu per prrimo divresti isolarlo e condannarlo…
    .
    Nessun branco o clan funziona cosi’.
    Al contrario, i membri del clan si difendono a prescindere, perche’ sanno che solo la fedelta’ assoluta al branco garantisce che, quando saranno loro ad essere in difficolta’, gli altri verranno in loro soccorso.
    .
    E’ un comportamento secondo me viscerale, uno di quei meccanismi innati che non e’ per nulla facile cambiare; direi e’ un istinto animale, proprio di qualsiasi specie di animali ‘sociali’.
    .
    Per modificare un comportamento del genere serve, secondo me, una leadership molto carismatica e autorevole, che faccia capire ai membri del branco che si puo’ continuare a rimanere membri dello stesso, con tutte le protezioni del caso, e al tempo stesso ostracizzare chi non segue standard di comportamento adeguati.
    .
    E’ un compromesso molto difficile da raggiungere, e non mi stupisce quindi che nella maggior parte dei casi, qualsiasi categoria si chiude nella difesa a prescindere dei propri membri.
    .

    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

    • paoblog
      26 giugno 2015

      se un’associazione di categoria funziona come “un branco oppure un clan” va da sè che l’errore parte dalle fondamenta.

      rivoltando il tutto sulla Famiglia, che è poi l’ambiente dove in linea di massima si forma ognuno di noi, nel bene e nel male, se un figlio sbaglia in genere scatta il meccanismo del “mio figlio è un bravo ragazzo, non fa certe cose” da applicare a prescindere, anche se lo hanno preso con le mani nel sacco….

      vedi i soliti ragazzi della Milano-bene (chiamala così, se ti va…) con le scatole di cellulari rubati ai compagni del liceo e nascosti sotto al letto…

      ma l’approccio più corretto, quello che farebbe crescere meglio i figli sarebbe quello di aiutarli a superare le difficoltà della vita, fermo restando che chi sbaglia paga…

      sappiamo bene che non funzionano così le famiglie, non le associazioni di categoria e meno che mai il mondo del lavoro, sia nel settore pubblico, ma anche privato…

      l’importante è pararsi il culo e se c’è da tapparsi il naso, così sia…

      lo so bene, ma come sempre non mi adeguo e non lo accetto.

      dopo di che lamentiamoci della mafia e dell’omertà, quando poi i comportamenti dei singoli, nel quotidiano, sono gli stessi…

    • paoblog
      26 giugno 2015

      un’aggiunta…

      d’altro canto chi è che fa carriera in queste associazioni? Il più equo e meritevole oppure quello che ha più consensi, non per le sue qualità, ma per come tutela chi non se lo merita?

      della serie: Un politico (in Italia) non viene rieletto per quello che ha fatto, ma per quello che ha impedito di fare…

      e nel momento in cui è più forte una base elettiva composta da “furbetti” si è già capito come gira il mondo e quali siano le vere priorità …

      • IlPrincipeBrutto
        26 giugno 2015

        Non vorrei ci fossero fraintendimenti, ma giusto per ribadire: mai detto che sia una situazione ideale. Ma e’ la situazione sul campo, con la quale occorre fare i conti.
        .
        sicuri si diventa, Ride Safe.

      • paoblog
        26 giugno 2015

        tranquillo, nessun fraintendimento …

        tu nel complesso mi avrai preso le misure e sai bene che ho ben presente la realtà dei fatti che si scontra quotidianamente con quella che purtroppo è l’utopia di vedere che le cose funzionano, con onestà, professionalità ed un impegno che, tutto sommato, non sarebbe neanche esagerato, visto che essere onesto o civile non costa fatica

        dopo di che i tuoi commenti ed argomentazioni sono utili ai lettori di passaggio per approfondire e quale spunto di discussione (civile) e di riflessione…

    • paoblog
      1 luglio 2015

      un aggiornamento sul sondaggio in corso: 100.000 risposte in 4 giorni – Nelle prime ore di questa mattina il sondaggio, dopo le alterne vicende di questi giorni, vede in leggero vantaggio i sostenitori del servizio UBERPOP, al 51% contro il 49% dei contrari.

  2. IlPrincipeBrutto
    26 giugno 2015

    I tassisti sono i proprio peggiori nemici, visto che hanno troppo spesso comportamenti censurabili (mi tengo sul diplomatico). Inoltre, non sembrano rendersi conto di quanto arroganti e odiosi appiano come categoria agli occhi delle persone normali (un tratto condiviso da parecchie categorie di lavoratori in proprio).
    .
    Detto questo, ho votato No, perche’ UBER Pop e’ peggio, e’ il primo passo verso una giungla senza alcuna regola, il cuneo che serve a rimuovere lo stato e qualsiasi tutela da ogni aspetto della vita lavorativa.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe

    • paoblog
      26 giugno 2015

      i problemi nascono non solo da regolamentazioni del settore che non sono al passo dei tempi e che pongono limiti a certi e lasciano la briglia sciola ad altri e, vale per i tassisti come per molte altre categorie, dalle associazioni che tutelano a prescindere i loro associati, applicando quindi una politica conservativa all’eccesso, cosa questa ostacola oltre misura ogni cambiamento, anche se migliorativo…

      ed infatti più di una volta, dopo aver criticato il comportamento di un singolo tassista ecco che mi è arrivato il commento, spesso incivile ed aggressivo … che senso ha difendere il comportamento scorretto di un collega?

      Se è scorretto tu per prrimo divresti isolarlo e condannarlo…

  3. Lorenzo
    25 giugno 2015

    È una situazione in cui un “sì” o un “no” possono avere molte facce. Cioè: uno può votare “sì” perché è contro i tassisti, o perché appoggia la libera concorrenza, ma così facendo in quest’ultimo caso passerebbe oltre le questioni legali che attualmente sono contro Uberpop.

    Oppure può votare “no” proprio per quest’ultimo motivo, e non perché appoggia lo status quo del servizio taxi, perché invece voterebbe “sì” se le normative fossero chiare, complete e ben rispettate; oppure può votare “no” solo perché simpatizza con i tassisti.

    Insomma, vorrei un sondaggio in cui si andasse oltre la risposta dicotomica… 🙂

    • paoblog
      26 giugno 2015

      Il ragionamento di fondo non fa una grinza; per quel che mi riguarda ben venga l’innovazione, sia nel servizio sia nel modo di gestirlo, ma resta il fatto che tassisti e guidatori di UberPop giocano la stessa partita con regole diverse, il che crea una concorrenza sleale.

      Non usando nè taxi ne Uberpop, in questo caso mi tiro fuori ovvero non ho votato al sondaggio che peraltro è limitato ad una sola questione: supportare o meno Uberpop in Tribunale, in nome dei consumatori?

      Va da sè che il voto risentirà del fatto che si pensa per primi ai nostri interessi e non all’equità del sistema che, a parer mio, in questo caso non c’è.

      Poi, certo, c’è da dire sui tassisti furbetti che ci sono, non sono pochi, e che di certo non fanno un buon servizio alla categoria e via dicendo…

      Come sempre bisognerebbe riscrivere le regole, ma in tempi rapidi, il che è cosa difficile in questo paese…

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Questa voce è stata pubblicata il 25 giugno 2015 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Persone & Società con tag , , , , .
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