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Se i TG la smettessero di fare da cassa di risonanza ai terroristi…

pensieri parole

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Sono mesi che nei TG passano continuamente i filmati ed i proclami di quelli che neanche citerò tanto sappiamo di chi si parla ed ogni volta mi chiedo come mai nessun direttore dei TG o dei quotidiani online si sia soffermato a pensare che, così facendo, si fa il loro gioco.

Finalmente ieri ho letto in un articolo queste parole:

Serve ripensare al ruolo dei media. Dalla televisione ai social. Che troppo spesso amplificano le gesta dei jihadisti

Parole che peraltro non provengono da un’autocritica di qualche giornalista italiano, ma fanno riferimento a quanto detto da François Jost, semiologo, collega di Umberto Eco, docente alla Sorbona di Parigi, direttore del Laboratorio di comunicazione, informazione e media e del Centro degli studi mediatci sull’immagine e i suoni.

Resta il fatto che diffondere a ripetizione le immagini, anche se censurate, delle esecuzioni, mostrando questi incappucciati che recitano le loro minacce ed i proclami, e via dicendo, non si fa altro che dargli visibilità.

Non sarebbe meglio dare sinteticamente le notizie per dovere di cronaca, evitando filmati ed immagini?

Ed ancora di più evitare lo sciacallaggio che porta agenzie stampa e quotidiani a pubblicare notizie inesatte se non false, pur di andare a caccia di qualche click sul web.

Leggi a questo proposito questo articolo di Paolo Attivissimo: Attentati a Parigi, attenzione alle false notizie. Anche quelle diffuse da giornalisti incapaci

P.S. I vari direttori di rete dovrebbero anche chiedersi che utilità hanno le trasmissioni come quella andata in onda  su Rai 2, dove un esponente musulmano ed un ex-musulmano convertito al cristianesimo si scontrano, parlandosi addosso, in uno contrasto verbale, con toni accesi, che nulla spiega, nulla aggiunge, se non confusione ed irritazione da una parte e dall’altra, un pò come ha fatto il titolo di quel quotidiano che non citerò.

Che poi se metti un uno studio un musulmano ed un ex-musulmano convertito, che pensi di ottenere? Un dialogo pacato, un confronto civile fra opinioni opposte?

A questo proposito guarda Quando il terrore diventa chiacchiera di Aldo Grasso

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Aggiornamento del 29.11.2015

Integro il tutto con un estratto dell’intervista fatta da Vanity Fair a Marco Lombardi, esperto di terrorismo e crisis managment (gestione del rischio) alla Cattolica di Milano e responsabile del centro Its Time di Trieste.

Sono parole che secondo me smentiscono l’approccio di Ele di Siena; come spiega l’esperto la paura è comprensibile, ma non deve diventare panico e questo secondo me significa che per cercare di mantenere il controllo in certe situazioni è necessario essere il più preparati possibili, fermo restando che siamo civili e non militari addestrati.

Vero è che sarebbe sufficiente evitare la diffusione di notizie false, nate dal classico “l’ho letto su Internet”, neanche fosse la Bibbia dell’informazione e, non ultimo, non cavalcare la paura come ha fatto la donna che ha denunciato per terrorismo il muratore marocchino per evitare di pagargli il conto dei lavori.

controllo

In seconda battuta integro il tutto con questo specchietto che riassume i consigli Dell’Ufficio Nazionale per la lotta al terrorismo e la sicurezza del Regno Unito:

consigli

 

 

 

2 commenti su “Se i TG la smettessero di fare da cassa di risonanza ai terroristi…

  1. Poppea
    17 novembre 2015

    È quello che ho pensato io, più se ne parla più si gasano, lo stavo appunto dicendo ieri sera a mia madre, il problema che i giornalisti amano gli scoop anche se sono riferiti a delle disgrazie immani, ha fatto bene il fidanzato di valeria ha chiesto di non essere intervistato e lasciato in pace col suo dolore

  2. Bosch
    17 novembre 2015

    Vero, Paolo, onestamente disprezzo i giornalisti,gente che per fare ascolto, venderebbero anche la propria madre, facendo cosi’ non facciamo altro che il gioco dei terroristi, ma a quelli non glie ne frega niente……..

I commenti sono chiusi.

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