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Spiaggia libera: i diritti dei bagnanti

TurismoOgni anno la stessa storia: stabilimenti balneari che si impossessano della battigia costringendo i bagnanti che vogliono raggiungere la riva o semplicemente transitare a pagare un biglietto.

Si tratta di un vero e proprio abuso che non tiene conto del fatto che la spiaggia è un bene pubblico, appartiene al Demanio, anche se è data in concessione agli stabilimenti.

I titolari delle concessioni, dunque, devono “consentire il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”.

Per battigia (che è esclusa dalla concessione) si intende la striscia di sabbia di 5 metri su cui l’onda sbatte al suolo: in questa parte, dunque, è naturalmente consentito il transito, ma non possono essere collocati ombrelloni, sdraio e simili (anche per non intralciare eventuali operazioni di soccorso).

D’altra parte la legge riconosce ai bagnanti il diritto di fare il bagno in qualsiasi tratto di mare preferiscano anche in corrispondenza di uno stabilimento, così come il diritto di passare e raggiungere l’acqua per la via più breve.

Naturalmente se si usufruisce dei servizi del lido come docce e lettini è lecito che il gestore pretenda il pagamento.

Purtroppo non mancano i casi di gestori furbetti che tentano di far pagare anche ciò che non è dovuto: per denunciare le violazioni è possibile rivolgersi alla polizia municipale o alla capitaneria di porto.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori

Fonte: Spiaggia libera: i diritti dei bagnanti

Un commento su “Spiaggia libera: i diritti dei bagnanti

  1. Poppea
    18 luglio 2016

    È una cosa vecchia come il mondo, ci provano sempre, tanto tempo fa’ ero con un’amica praticamente a riva, con il sedere nell’acqua nella striscia antecedente lo stabilimento.

    Dopo un po’ arriva ilo bagnino dicendo che ce ne dovevamo andare, la mia amica stava per farlo, mentre io spiego che potevo stare, lui ha iniziato ad insistere ed io “mi manda cortesemente il proprietario che, nel caso sia dello stesso avviso, sarà mia premura informare mio zio, che è un sottufficiale della capitaneria di porto”

    Se n’è andato e il proprietario ancora lo stiamo aspettando, sapendo che aveva torto marcio.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2016 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Turismo con tag , , , , , , , , .
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