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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Intenso come un ricordo

di Jodi Picoultvenduto

Corbaccio – Pagg. 470 – € 9,90 

6271022

Trama: Sage Singer è una ragazza solitaria. Evita ogni contatto con il mondo, nasconde il proprio volto sfregiato in seguito a un incidente, si rifugia in una relazione clandestina perché le consente di non impegnarsi fino in fondo. Finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber.

Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è un filantropo benvoluto da tutti nella piccola comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare che sconvolgerà la ragazza.

Scioccata, confusa, Sage non acconsente ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell’anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio…

Come si può reagire quando si capisce che la persona che si ha di fronte incarna il male assoluto? È possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile?

Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un’ingiustizia?

E… qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta… o di giustizia?

Letto da: Paolo

Opinione personale: Il titolo originale del libro è Storyteller (contastorie, narratore) sarebbe più adatto di quello italiano.

Il libro mi è piaciuto, ma ho qualche perplessità sul finale, tuttavia al di là che è un parere decisamente soggettivo, resta il fatto che non posso approfondire per non rovinare la lettura.

Come struttura mi ricorda molto La scacchiera di Auschwitz, non solo perchè si svolge nello stesso campo di sterminio, ma anche in questo caso la narrazione si svolge con un’alternanza fra il passato ed il presente, con una prigioniera che usa una storia (da qui il titolo originale del libro 😉 ) per sopravvivere così come Emil Clément usava la scacchiera ed infine anche in questo caso c’è da prendere in considerazione il perdono.

Tornano utili le parole già scritte per l’altro libro:

Esco per un attimo dal libro ovvero mi rifaccio ad un’esperienza personale che mi ha segnato profondamente e come dicevo tempo fa, “Non perdono e non dimentico”.

E quindi possibile perdonare l’ex-capitano delle SS? E’ giusto? Non sarò io a darvi una risposta😉 leggete il libro.

In questo caso la richiesta fatta da Josef va oltre il perdono ed un’ulteriore sfida al lettore che dovrà chiedersi che avrebbe fatto lui nella medesima situazione.

Intenso come un ricordo per quel che mi riguarda è un ottimo libro e nella mia classifica personale, della quale tengo conto in caso di acquisti futuri, avrà un Buono, dato che il finale gli ha precluso l’Ottimo.

Consigliato, certo, ma non a tutti in quanto l’ingiustizia, la prevaricazione, la brutalità, tipiche del periodo, non sono adatte ai più sensibili.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 7 dicembre 2016 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , .
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