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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La notte ha la mia voce

Come può prendere parola il corpo di una donna che vive in sedia a rotelle?

Paralizzata a seguito di un incidente, la protagonista conosce in ospedale Giovanna, un incontro che la mette a tu per tu con le proprie inconfessabili paure ma anche con un’altra e diversa possibilità di affrontarle.

Suadente, decisa, piena di esuberanza, Giovanna sembra avanzare sulle miserie quotidiane con sensualità regale, come un felino.

Per questo l’io narrante la battezza Donna gatto, e dentro di sé la chiama così persino quando scopre che non cammina.

La Donna gatto diventa lo specchio rovesciato in cui guardarsi. Mentre lei spia il proprio corpo che non riconosce più, la Donna gatto continua ostinatamente a immaginare il mondo attraverso il desiderio, proprio e altrui.

Lavora di notte in una chat erotica, simulando con la voce il corpo che non possiede più.

Lo spazio chiuso delle linee telefoniche a pagamento, dove la protagonista trascorre una notte accanto alla sua amica, si rivela per lei l’unico in cui può ripercorrere la propria storia.

Una storia dove rifiuto e accettazione si confondono, dove ogni grazia può diventare condanna.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 aprile 2017 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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