in sintesi un articolo de Il Fatto Alimentare (interessante, consiglio la lettura integrale) che sarà di sicuro interesse per Rok
Arrostite in casa, con gli amici, o acquistate dai caldarrostai per mangiarle passeggiando: in questa stagione le castagne non possono mancare.
Il nostro Paese è sempre stato un importante esportatore, ma da un po’ di tempo la produzione è crollata: da 50.000 tonnellate all’anno nel periodo 2004-2008 a meno di 13.000 tonnellate nel 2014, anno di crisi profonda.
Ma cosa si trova nei negozi di ortofrutta e nei supermercati?
In teoria basta leggere il cartellino posizionato vicino al prezzo per rendersene conto. La legge infatti prevede l’indicazione della provenienza per l’ortofrutta fresca e le castagne sono comprese in questa categoria.
Di solito per questi frutti è indicata un’origine nazionale, però secondo gli addetti ai lavori i controlli sono scarsi e i dati relativi alle importazioni fanno pensare che in effetti sul mercato si debba trovare una buona quantità di castagne “straniere”, diversamente da quanto dichiarato in etichetta.
Per questo motivo i cultori di castagne e di marroni (la varietà di maggior pregio) ritengono più affidabili i mercati dei contadini, o le sagre di settore che si svolgono in molte località.
In queste realtà, tutti i produttori si conoscono e, se qualcuno tenta la truffa proponendo frutti diversi da quelli “locali”, viene facilmente individuato e allontanato per concorrenza sleale.
In Italia esistono 14 prodotti a denominazione di origine (Igp o Dop). Di solito però i sacchetti di castagne che troviamo al supermercato non riportano denominazioni di origine, anzi se osserviamo attentamente vediamo che spesso nello stesso sacchetto sono presenti frutti grandi e piccoli, chiari e scuri, alcuni si pelano facilmente altri no…
“La tutela di origine, con il marchio Dop o Igp – spiega Tatiana Castellotti del Crea – non è efficace in questo settore, perché le aziende sono piccole, spesso condotte da anziani, per i quali risulta faticoso e dispendioso seguire il disciplinare, e con scarso potere contrattuale nei confronti degli altri attori della filiera. Spesso quindi anche le castagne e i marroni Igp sono venduti al normale prezzo di mercato.”