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Vai in vacanza ai Caraibi, ma non investi nell’educazione scolastica di tuo figlio?

Questo post nasce da un racconto-sfogo di un’amica in merito all’Erogazione liberale per l’ampliamento dell’offerta formativa a.s. 2018/19.

Non avendo figli, tanto più in età scolastica, ho chiesto di che parlasse e mi ha spiegato che:

È una sorta di “offerta facoltativa” che le famiglie versano alla scuola (alle superiori), ma essendo “facoltativa” va da sè che non tutti i genitori la versano; nella classe di mio figlio ci sono 21 alunni e solo in 4 l’abbiamo versato, però gli altri 17 ne beneficiano ugualmente…

(In calce al post c’è il link che porta ad un articolo che spiega al meglio questo contributo)

Secondo me, nel momento in cui l’erogazione è facoltativa, non se ne esce.

Al di là di quei nuclei familiari in difficoltà economica per i quali tirare fuori 140 € diventa un problema di bilancio, ho notato che chi ha maggiori disponibilità spesso ha il braccino corto, tanto più se deve spendere per la collettività.

Sarebbe più logico prevedere un’erogazione che faccia riferimento al reddito familiare, in modo che ognuno possa contribuire con quello che si può permettere, perchè l’incidenza sul bilancio familiare dei 140 € è diversa se guadagni 1100 € al mese piuttosto che 2000.

Questa cosa mi fa arrabbiare, perchè questi genitori si giustificano dicendo che è lo Stato che dovrebbe dare più fondi alle scuole; bravi, hanno scoperto l’acqua calda! 

Ma se lo Stato non provvede? Facciamo affondare ulteriormente la scuola italiana?

Questa cosa mi ha fatto venire in mente quando un tot di anni fa, 😉 ero a militare al Car di Casale Monferrato, il caporalmaggiore responsabile della camerata è passato fra le brande con il cappello in mano a fare la colletta per raccogliere i soldi necessari ad acquistare i prodotti per la pulizia della camerata stessa.

L’ironia della cosa è che l’Esercito non ci dava il necessario per tenere pulito, ma nel contempo ci puniva se la camerata non era pulita. Tipico caso da Comma 22.

Passano i decenni, ma i soldi lo Stato continua a prenderli a mani basse ed a darli con il contagocce.

Torniamo a noi. Arriva poi una constatazione che poi è da dove nasce il titolo del post:

Ne ho sentite delle belle in questi anni, con 2 figli in due licei diversi; genitori che vanno ai Caraibi due volte l’anno e non danno 140 € per l’istruzione dei figli. 

E qui casca l’asino. D’altro canto saranno gli stessi che davanti alla TV si indignano per i rifiuti per le strade e poi se trovano un rifiuto per terra, fosse anche davanti alla loro porta, lo scostano con il piede, che già pago le tasse (speriamo sia vero) deve provvedere il comune a pulire.

D’altro canto vale sempre quanto già detto in un altro post…

Resta il fatto che, come dice un amico: Se puoi permetterti vacanze ai Caraibi, puoi anche tirare fuori 140 € per la miseria; poi quasi sicuramente ogni 2 anni spendono 1000 € di melafonino senza batter ciglio…

Leggo in un articolo che ” il contributo volontario scolastico è deliberato dal Consiglio di Istituto e serve per la copertura di specifici servizi come l’assicurazione obbligatoria degli alunni, costo pagelle e libretto di assenze, gite scolastiche, utilizzo di laboratori, ecc.”

Ora, posso essere d’accordo sul fatto che un contributo volontario possa servire ad offrire di più, che siano gite scolastiche o meglio ancora l’uso di laboratori o magari l’acquisto di attrezzature extra, però sono meno d’accordo che i contributi volontari servano per pagare i costi delle pagelle, l’assicurazione, ecc.

Detto questo, leggo anche che tale contributo, che ribadiamo essere volontario viene però richiesto dalle scuole come obbligatorio ai fini di iscrizione dell’alunno. Ed allora, al solito, non ci siamo…

Per approfondire, leggi questo articolo.

 

 

 

Un commento su “Vai in vacanza ai Caraibi, ma non investi nell’educazione scolastica di tuo figlio?

  1. IlPrincipeBrutto
    19 marzo 2018

    >>Sarebbe più logico prevedere un’erogazione che faccia riferimento al reddito familiare,
    .
    Sarebbe piu’ logico che le scuole fossero dotate dei fondi di cui hanno bisogno, senza chiederli alle famiglie degli studenti, visto che le medesime famiglie gia’ pagano le tasse.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

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