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Il licenziamento (in tronco) della direttrice di Altroconsumo non mi piace…

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Sono un socio storico di Altroconsumo, ma questa cosa del licenziamento in tronco del direttore non mi piace affatto, tanto più dopo aver letto le dichiarazioni in merito alle ragioni del licenziamento, peraltro non smentite dall’Editore.

Socio storico, ma nulla mi vieta di fare un passo indietro a sostegno della ex-direttrice, perchè non vorrei che le nuove strategie portino per l’appunto ad una minore indipendenza della rivista.

Già a suo tempo non avevo gradito molto la “commercializzazione” dei marchi Miglior Acquisto che ottengono i prodotti dopo i test, però la vicenda di Quattroruote dovrebbe insegnare qualcosa.

Leggi:  La credibilità di Quattroruote traballa?

Riviste che sono un punto di riferimento per i lettori si giocano la partita sulla credibilità ed attendibilità. Se i soci cominciano a dubitarne, come capita a me ora, potrebbe esserci un fuggi fuggi.

Leggo in un articolo de Il Fatto Quotidiano:

“Vogliono che si spingano alcuni servizi legati a partner dell’associazione. Ma io difendo l’autonomia della rivista, che nasce per dare ai consumatori un’informazione indipendente, un’arma con cui difendersi.

Le consulenze e le altre attività devono restare separate: solo così si garantisce la credibilità di tutto quello che facciamo”.

Per Rosanna Massarenti, da più di vent’anni direttrice del mensile Altroconsumo edito dall’omonima associazione dei consumatori, è così che si spiega il licenziamento in tronco che le è stato comunicato lunedì.

Contro il quale la redazione ha proclamato un giorno di sciopero per giovedì 15 marzo, mentre la giornalista si prepara a impugnare la decisione.

Fonte: Disabili.com

L’amministratore delegato mi ha consegnato una lettera di licenziamento con la motivazione che l’associazione ha deciso “nuove strategie del consumerismo digitale del futuro” e io non sarei adeguata a portarle avanti”.

La verità è che io ho respinto le richieste di modificare i pezzi o le copertine perché non in linea con quello che si fa negli altri settori dell’organizzazione”.

Ci sono stati vari episodi. Ad alcuni eventi si è deciso di non portare la rivista perché la copertina non era gradita. Ma io mi considero il garante del lettore: abbiamo 380.000 soci che ci leggono e credono ciecamente in quello che scriviamo”.

Al di là delle motivazioni del licenziamento, spenderei due parole in più per come è stato gestito.

Divergenze professionali possono esserci, anche con chi ha diretto per 24 anni (mica pochi) la rivista ed arrivando a 380.000 associati, però c’è modo e modo.

Non mi si dica che non si poteva concordare un’uscita morbida della Massarenti e, magari, consentendo alle parti di spiegarsi con gli abbonati che, come si legge anche sulla Pagina Fb della rivista, stanno dichiarando l’intenzione di dissociarsi.

Ormai l’Editore non può fare marcia indietro, perderebbe ulteriormente la faccia, però credo che pagheranno cara questa decisione.

Quelli che ragionano in termini di fatturato, poi perdono di vista le persone…

 


Testimonianze tratte dalla Pagina FB di Altroconsumo

Aggiornamento del 16 marzo 2018

Arriva su FB la replica di Altroconsumo:

L’avvicendamento alla direzione delle riviste dell’organizzazione segue una logica di cambiamento nei processi. Le decisioni di queste ore vogliono comunque marcare una continuità pur in un’ottica di innovazione.

Il nuovo direttore Alessandro Sessa, infatti, cresciuto professionalmente all’interno di Altroconsumo, ha diretto dal 2012 la redazione online portando il sito altroconsumo.it a 27 milioni di visite all’anno.

Continuiamo quindi a lavorare come sempre, con indipendenza, scientificità, autorevolezza. 

Altroconsumo non è il frutto di una sola persona, ma quello del lavoro di circa 300 persone tra giornalisti professionisti, ingegneri, analisti di mercato, nutrizionisti, analisti finanziari, giuristi, esperti di attività commerciali e consulenti.

Con impegno, tenacia e professionalità sono al servizio dei cittadini, tutti i giorni, per offrire il meglio del consumerismo in Italia e in Europa.

Speriamo con queste poche righe di aver contribuito a fare un po’ di chiarezza.  

Per quel che mi riguarda la risposta di Altroconsumo lascia un pò il tempo che trova, dato che non smentisce e non chiarisce le affermazioni dell’ex-direttore; e scrivo “ex” perchè diversamente da altri ritengo che sia impossibile che l’Editore faccia marcia indietro, anche di fronte alla minaccia di molti soci di disdire l’abbonamento.

Circa il nuovo direttore, che tra l’altro è persona cresciuta professionalmente in Altroconsumo, non c’è nessun pregiudizio, ci mancherebbe, per cui che resti o meno associato gli auguro un buon lavoro.

Resta il fatto che io non ho contestato il licenziamento in se’, finiscono i matrimoni dopo 20 anni, può anche capitare che si logori un rapporto di lavoro dopo 24 anni. Ma i modi?

Posso accettare un licenziamento in tronco solo se pescano il Direttore con le mani nel vasetto della marmellata, se mi capite, non per una divergenza di opinioni professionali.

Ribadisco quando già detto ovvero che era possibile agire con maggiore rispetto della Massarenti e del lavoro fatto in oltre 20 anni e che si riassume nella parte finale della sua dichiarazione al Fatto Quotidiano: “io mi considero il garante del lettore: abbiamo 380.000 soci che ci leggono e credono ciecamente in quello che scriviamo”.

E’ vero, i soci si sono fidati ciecamente di Altroconsumo al punto tale che si sono viste le forti reazioni alla notizia del licenziamento in tronco.

L’Editore ha tutto il diritto di affidare la direzione a chi ritiene più adatto, ma se hai argomenti validi in mano li fai valere, li puoi spiegare, senza mettere tutti di fronte al fatto compiuto.

Leggo infatti che  “Altroconsumo non è il frutto di una sola persona, ma quello del lavoro di circa 300 persone…”; vero, ma secondo me Altroconsumo è il frutto del lavoro di 300 persone + 380.000 soci paganti (e non paghiamo poco) che hanno contribuito con la loro fedeltà ed il pagamento della loro quota associativa a farli grandi.

E secondo me i modi (ripeto Altroconsumo: I MODI) con cui è stata trattata la Massarenti denotano una mancanza di rispetto verso di lei e verso altre 380.000 persone.

Soffro già della prevaricazione “del più forte” nella vita quotidiana, lavorativa e non, ma che paghi una quota annuale per farmi prendere a pesci in faccia, no, non ci sto.

Le decisioni prese con la pancia non sono mai un affare, resto una persona razionale, anche se arrabbiata, per cui mi prenderò i miei tempi, tuttavia ora come ora sono incline ad inviare una disdetta dall’abbonamento. Ed a quanto pare non sto scrivendo eresie…

Nell’articolo che il Fatto Alimentare dedica alla vicenda e che puoi leggere QUI, ho trovato fra i tanti un commento di Roberto C. che mi trova d’accordo e del quale estrapolo un paio di passaggi:

… Eppure quel mercato sembra aver contaminato le logiche associative, con iniziative di marketing spinto che francamente danno fastidio a chi ha un approccio tradizionale all’associazione e mal vede queste campagne di acquisizione di nuovi clienti che sono ai limiti del tollerabile e per nulla differenti da altro spamming o stalking telefonico da parte di improvvisati operatori.

E così tra smartphone e tablet da un euro si è consumata una deriva che forse qualcuno in cuor suo già temeva ma che non voleva accettare, forte di quei quasi trenta anni insieme che qualcosa pur dovevano significare.

Abbiamo diritto a una spiegazione: a una spiegazione piena e completa. Non una confessione e non una dichiarazione: una spiegazione. 

Il nuovo direttore è persona capace, attenta, preparata e lungimirante: un giornalista amabile e sensibile che saprà garantire la stessa indipendenza e terzietà rispetto a prima….saprà, certamente…ma potrà?

Ma quello che mi chiedo è: possibile che un CdA ritenga che un atto così drastico e importante passi in sordina e non abbia alcuna ripercussione sulla credibilità e sulla fiducia che quasi 400.000 persone ripongono nell’Associazione?

Il marketing che tanto perseguono e che tanto li attira possibile che gli abbia offuscato la vista a tal punto?

Ma noi soci aspettiamo una risposta…e che sia una spiegazione, non una dichiarazione.

Per quel che mi riguarda mi prendo qualche mese di tempo per vedere che piega prende la nuova Direzione, ma in ogni caso ho disdetto l’abbonamento a due riviste aggiuntive ovvero Salutest ed HiTest.

Era da tempo che pensavo di disdettare Salutest il cui costo mi sembra sproporzionato rispetto ai contenuti, tuttavia mi fermava la fedeltà assoluta ad AC; ora che la stessa vacilla, mi porto avanti ed utilizzo questa forma di protesta indiretta.

 

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