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Se i test danno risultati opposti, il consumatore si confonde…

Tempo fa nel post Quando le associazioni di consumatori si fanno la guerra…, avevo scritto in merito ai conflitti tra associazioni dei consumatori che, va da sè, danno vita innanzitutto a diverse correnti di pensiero fra i consumatori, che si schierano con l’una o con l’altra, e soprattutto creano una certa confusione in quanto non sai più a chi o cosa credere.

pensieri paroleQuesta confusione vanifica il mio ripetere che il consumatore informato FA la differenza. Ma diventa difficile informarsi su queste basi.

L’obiettività è importante per me, per cui pur essendo socio di Altroconsumo da moltissimi anni, diversamente da altri non mi schiero a prescindere, ma cerco di valutare bene i fatti e poi decidere di conseguenza.

Ed i fatti sembrano essere quelli che racconta Il Test nell’articolo Lo scivolone di Altroconsumo sull’olio; al di là della discordanza dei risultati dei test sull’olio, in pratica opposti, come socio Altroconsumo ho trovato fastidioso leggere questi appunti mossi dalla rivista:

[Altroconsumo] prova a dare qualche spiegazione ai suoi lettori.

Lo fa – come spesso accade sui giornali italiani – senza mai citare la nostra testata, parlando solo di un’inchiesta che “ha fatto rumore”.

Pace, è abitudine della carta stampata nostrana non menzionare mai il concorrente, anche quando lo si tira in causa.

Questo approccio di Altroconsumo lo avevo già notato in altre occasioni, tanto più che sugli stessi siti/riviste cui facevano riferimento negli articoli, Altroconsumo è sempre stato citato come fonte.

Sembra che il dare il giusto merito a qualcun altro di aver scritto una notizia oppure di aver fatto un botto con qualche test, sminuisca di fatto il lavoro di Altroconsumo, ma così non è.

olioIn seconda battuta la giustificazione data circa i risultati del test sull’olio è, come scrive il Test con un gioco di parole: abbastanza scivolosa.

Sono certo che quando si effettuano test su prodotti alimentari e quindi deperibili il rischio di trovare qualche prodotto non conforme magari per cattiva conservazione, tuttavia è oltremodo poco credibile che, secondo l’ipotesi di Altroconsumo, gli assaggiatori delle Dogane abbiamo trovato sul loro percorso così tanti prodotti difettosi.

Sempre nell’ottica di essere informato, anche se ricevo Altroconsumo ed altre riviste dell’associazione, in ogni caso leggo con frequenza giornaliera le notizie pubblicate su Il Fatto Alimentare, Il Test, Konsumer, Unc ed altre associazioni e, quando l’argomento di copertina è di pareticolare interesse, compro anche il Test, cosa che avevo fatto con l’inchiesta sull’olio.

Ed anch’io mi sono fatto delle domande dopo aver letto la successiva inchiesta di Altroconsumo che invece promuoveva 22 oli su 23. Una differenza nei risultati che non sta in piedi.

Per contro, anche se comprendo l’amarezza de Il Test, trovo che l’approccio alla questione avrebbe potuto essere limitata alla questione in sè, segnalando la cosa e ribadendo la correttezza dei test effettuati a cura, tra l’altro, del Laboratorio dell’Agenzia delle Dogane cosa questa che dovrebbe essere una garanzia assoluta.

Il Test specifica di non mettere in dubbio i risultati di Altroconsumo, ma nello stesso tempo evidenzia il fatto che Altroconsumo non ha l’abitudine di rivelare ai lettori … i nomi dei laboratori che utilizza e dunque c’è da fidarsi della sua parola.

Un’affermazione sibillina a mio parere. Se non metti in dubbio i risultati, allora non devi neanche instillare dubbi circa la parola di Altroconsumo.

A prescidere di chi abbia ragione per quanto riguarda i risultati dell’inchiesta sull’olio, concordo appieno con quanto scrive il Test in chiusura:

…quello che stupisce è che un’associazione dei consumatori, invece, di raccontare uno scandalo che ha avuto portata internazionale, di chiedere il rispetto della legge ai big (#dilloinitaliano: grandi) del settore, preferisca limitarsi al guardare al proprio orticello.

Da parte mia vivo nella grande utopia che queste associazioni dovrebbero fondersi in un’unico soggetto che usi le risorse comuni e le competenze specifiche per effettuare molti più test invece che replicare ognuno il lavoro dell’altro e poter quindi difendere al meglio i Consumatori.

Perchè il loro obiettivo finale dovrebbe essere quello di informare e difendere il Consumatore.

Oppure ci sono in ballo (anche) altri interessi?

Appunto…

Per completezza puoi leggere anche questo articolo di Konsumer.

 

 

 

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