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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Morte a Dublino

di Gerard O’Donovan

Newton Compton – Pagg. 378 – € 9,90 > Lo vendo ad € 3,00 + spese spedizione

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Trama: Siobhan Fallon, un’agguerrita e intraprendente giornalista, sta scrivendo un pezzo sull’ennesima vittima della crisi economica: Cormac Horgan, giovane immobiliarista che non ha retto al fallimento della sua azienda, si è buttato giù da un ponte e l’ha fatta finita.

Sembra una storia piatta, priva di mordente, ma all’improvviso viene fuori un dettaglio inquietante: Horgan aveva da poco ripreso a frequentare un’ex fidanzata e della ragazza, da quando lui è morto, si sono perse le tracce.

Siobhan, insospettita, si rivolge al detective Mike Mulcahy per chiedergli aiuto, e i due vengono catapultati in un mondo di bugie, tradimenti e inaspettate alleanze: c’è un legame tra il misterioso suicidio, la morte di un narcotrafficante ritiratosi in Spagna e la scomparsa di un grosso carico di cocaina al largo delle coste irlandesi.

Il terreno su cui Siobhan e Mulcahy si stanno inoltrando è irto di pericoli e il conto dei cadaveri è destinato ad aumentare…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Complessivamente la storia mi è piaciuta, si tratta di un’investigazione sul campo, ed il lettore indaga unitamente agli investigatori il che è stimolante.

Ad onor del vero devo dire di avere anticipato di qualche pagina alcune situazioni il che è strano ovvero l’autore ha “limitato” le capacità dei poliziotti a favore di qualche colpo di scena evitabile e, come detto, telefonato per il lettore più attento.

I personaggi principali hanno avuto un vissuto comune in un libro precedente ed anche se ci sono spesso dei riferimenti si ha l’impressione che scappi qualcosa per quanto riguarda il loro legame.

Sarebbe il caso di leggere anche il primo libro, ma ultimamente mi sono venuti a noia gli assassini seriali, che offrono una violenza eccessiva e brutale della quale faccio anche a meno. Scusate se sembro cinico, ma preferisco storie più classiche, con un paio di omicidi al massimo e tanto lavoro di indagine.

Il libro, nella mia classifica personale in alcuni punti ha sfiorato il Buono, ma complessivamente gli assegno un Medio, perchè anche questa volta non si esce dal clichè del poliziotto incapace di gestire i rapporti con le donne e dalla solita giornalista tanto determinata quanto imprudente. Ed insomma, quando la gente si caccia in pericolose situazioni evitabili, alla fine mi irrita.

Da parte mia lo consiglio, in ogni caso.

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