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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il libro di Mikychica: Giuda

 

Testi & foto di Mikychica.lettrice 

Gerusalemme, inverno 1959-60. Un ragazzo universitario di 25 anni, alle prese con una ricerca, che non riesce a concludere, intitolata “Gesù visto dagli ebrei”.

Questo libro parla del tradimento, non di un tradimento o del Tradimento di Giuda, ma di tanti tradimenti e a parlarcene è il protagonista Shemuel, il tradito.

Shemuel, infatti, è stato lasciato all’improvviso e senza una parola di spiegazione dalla fidanzata è stato lasciato senza mezzi dalla famiglia. Così si trova a fare compagnia a un anziano in cambio di vitto e alloggio e a casa di Wald conosce la nuora di lui Atalia donna di una certa età ma affascinante.

I tradimenti come dicevo sono tanti: traditore è stato considerato il nonno di Shemuel, traditore il padre di Atalia traditori i commilitoni del marito di Atalia per averlo lasciato in mano agli arabi, traditori gli arabi che lo hanno ucciso senza un barlume di pietà umana, ma traditori anche gli ebrei che occupano suolo arabo e così via, senza considerare che gli ebrei sono i traditori come popolo, i Giuda, quelli che hanno ucciso Gesù il cui sangue deve ricadere sui loro figli .

E tra queste pagine Oz affronta il tema politico dei rapporti arabo-israeliani dando a diversi personaggi, diversi punti di vista, ma mi pare ritenga per lo più che l’inasprimento dei rapporti non porti nulla di buono. E cerca di riabilitare Giuda, forse perchè non vuole l’etichetta di Giuda per il suo popolo.

Comunque quello che invade queste pagine è la Solitudine . E poi c’è lei Atalia una figura che si inserisce pian piano che mostra la sua indipendenza: la routine di Shemuel e il bisogno di conversazione di Wald non sembrano interessarle. Tuttavia acquista fin da subito un volto umano e realistico.

Lo stile dell’autore è razionale, ricco, pulito e incredibilmente originale una scrittura austera, cioè priva di fronzoli o leziosità, una scrittura che procede senza sforzi.

Mi sono persa tra la descrizione dei paesaggi di Gerusalemme, che ti toccano nel profondo: ” luce invernale, luce di pini e pietra”; “i neri cipressi oscillavano come in quieta devozione” e nel silenzio “si sentono quasi respirare le pietre”.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 22 luglio 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , .
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