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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: A bocce ferme

di Marco Malvaldi

Sellerio – Pagg. 223 – € 14,00

Trama: Ritornano Massimo e i vecchietti del BarLume in una storia che questa volta ruota attorno a un testamento. Il piccolo industriale Alberto Corradi alle sue ultime volontà ha aggiunto la confessione di avere ucciso il padre Camillo, da cui aveva ereditato la fabbrica di conserve e tutti i suoi averi.

Si tratta di un delitto avvenuto quarant’anni prima, rimasto senza colpevole.  La notizia di reato racchiusa nel testamento obbliga il notaio a informare la polizia, nella persona del vicequestore Alice Martelli, e il magistrato a bloccare la successione.

Alberto Corradi infatti, in quanto assassino, potrebbe essere escluso dall’eredità del padre, cosa che priverebbe di tutti i beni l’unico suo erede, il figlio Matteo, giovane rampante pronto a candidarsi alle elezioni sotto le bandiere azzurre.

I vecchietti del BarLume se lo ricordano bene quel delitto della fine degli anni Settanta: Camillo era un vero padrone, autoritario e dispotico; qualcuno arrivò a dire addirittura che se l’era cercata.

Per l’omicidio era stato incriminato il sindacalista Carmine Bonci, ma le prove non si trovarono e Bonci venne prosciolto. Pilade e i suoi amici tutto avrebbero potuto aspettarsi ma non che il colpevole potesse essere Alberto Corradi, all’epoca poco più che ventenne.

E allora sospettosi per natura e intriganti per vocazione, vogliono vederci più chiaro, ansiosi di riaprire quel vecchio caso di cui a Pineta, loro più di tutti, conservano memoria.

A un incuriosito Massimo e a una professionale Alice raccontano dei giorni del delitto, dei malumori degli operai, dei dubbi e delle paure, di tutti i personaggi che ruotavano attorno all’azienda di Camillo Corradi

Letto da: Paolo

Opinione personale: Tornano Massimo ed i vecchietti del Barlume e lo fanno al meglio, riscattando il precedente La battaglia navale del quale avevo scritto che “non credo sia il libro più riuscito della serie.”

E quindi si sorride e si ride e ci si appassiona alla storia che in ogni caso tocca nervi ancora scoperti dopo 50 anni e quindi gli assegno un Buono nella mia classifica personale.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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