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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La cattiva strada

Questa è la storia di un amore. Un amore indomabile, travolgente. E innanzitutto proibito. Quello che lega un ragazzo appena quattordicenne a una suora che di anni ne ha ventisei.

La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti e senza moralismi, da uno scrittore che all’epoca ha solo diciott’anni.

In questo romanzo dotato di una grazia quasi prodigiosa (e che inevitabilmente ci fa pensare a un altro romanzo, pressoché perfetto, opera di un adolescente: “Il diavolo in corpo” di Radiguet) percepiamo, tra Denis e suor Clotilde, una tensione erotica palpabile, bruciante: e ogni qualvolta ci sono loro due, soltanto loro due, la pagina è come illuminata.

Gli altri – genitori, autorità scolastiche, gerarchie ecclesiastiche – faranno tutto quanto è in loro potere per opporsi a quell’amore.

Ma non vi è migliore risposta dell’epigrafe apposta al libro dall’autore stesso: «Credi nel tuo Dio se puoi, ma credi soprattutto nella vita. Se la tua vita dimentica il tuo Dio, tieniti stretta la vita…».

Non è un caso che Emmanuel Carrère abbia definito Japrisot «un grande scrittore», «uno dei più originali del suo tempo».

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Questa voce è stata pubblicata il 6 dicembre 2018 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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