Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Mio splendido disastro

Testi & foto di Mikychica.lettrice 

Oggi vi parlo di una nuova scoperta #edithbruck scrittrice e poetessa ungherese. Nel 1944 lei e la sua famiglia vengono deportati ad Auschwitz. Lei e la sorella, sopravviveranno passando per vari campi di concentramento, Dachau, Cristianstandt, Bergen-Belsen, dove vengono liberate nel 1945.

Rimasta orfana a 12 anni si riunisce al fratello Peter e si trasferiscono in Cecoslovacchia. Edith si sposa e divorzia tre volte vive viaggiando e nel 1954 si stabilisce in Italia, dove conosce Montale, Ungaretti e stringe amicizia con #primolevi che la sollecita a ricordare la Shoah.

E così che Edith Bruck inizia la sua carriera da scrittrice adottando la lingua italiana che secondo l’autrice “le offre quel distacco emotivo che le consente di descrivere le sue esperienze nei campi di concentramento “.

La protagonista è Nina, ebrea, sposata con un marito con il quale non convive. Avrei voluto prendere a schiaffi la protagonista perché sottomessa al mondo maschilista che la circonda.

Ma alla fine arriverà la svolta e la presa di coscienza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 dicembre 2018 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: