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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se parcheggi in divieto di sosta consapevolmente, poi non ti lamentare…

Alcuni giorni fa su Twitter ho visto questa foto, corredata dalla dicitura: Un grande problema di Roma, sono i romani che ragionano come la Signora Simonetta.

L’ho poi inoltrata agli Amici e, non ultimo, l’ho postata su Instagram per fare un po’ di Educazione Progresso ed a mia volta ho messo un commento:

Il fatto che la signora si senta in diritto di inviare una lettera di protesta ad un giornale la dice lunga, così come che quest’ultimo la pubblichi senza una riga a corredo, che faccia capire che, come scriveva Michele Serra: “Manca del tutto la cognizione, cioè, che se un veicolo viene multato], in genere questo accade perchè il veicolo è in divieto di sosta. Esiste, cioè, un rapporto di causa ed effetto tra un’infrazione ed una punizione. 

Molti i commenti in linea con il mio sentire: “Se è vietato sostare…non si sosta ..No?”“Alla fine la colpa è dei vigili…” ne ho poi trovato uno al quale sono stato costretto a rispondere ed è iniziato un botta & risposta.

S.: Sono d’accordo però un tagliandino sul parabrezza potevano metterlo…. 

Io: Il tagliandino non e’ dovuto, soprattutto perchè era più che consapevole di essere in divieto. Errare e’ umano ma questa e’ storia diversa.

Purtroppo quest’ultimo commento è figlio della classica mentalità che si nasconde anche in chi non sembra averla, perchè si, dà torto alla signora, però c’è sempre un “però” ed infatti insiste.

S.: “ho capito che non è dovuto ma non fa male a nessuno avvertire”

Io: “In realta’ c’e’ gia’ il cartello con il divieto di sosta che ti “avvisa”. Se lo vedi e sosti ugualmente ti prendi i tuoi rischi. Punto.”

A corredo altri commenti degli Amici, stuzzicati da questo battibecco.

Miro: Questa cosa del “continuo a fare lo stesso reato finché non mi notificano il primo, poi casomai smetto”, proviamo a riportarla su cose più gravi, tipo una rapina od un omicidio. Qualcuno dirà che non è la stessa cosa ma è la stessa cosa. Da che livello in poi una cosa diventa seria? Chi lo decide?

Marina: Se c’è il cartello di divieto di sosta e parcheggi comunque metti in conto la multa, così come quando parcheggi sulle strisce blu senza mettere il grattino può succedere che prendi la multa oppure quando non prendi il biglietto per il tram perchè magari devi fare solo 2 fermate e sale il controllore a quella dopo.

Insomma se una cosa non si può fare non si fa, punto e basta. Il problema è che gli italiani fanno fatica a rispettare anche le regole più elementari, è un tratto “ genetico” ( parliamo della massa ovviamente).

Aggiungo un aneddoto personale: Anni fa mia mamma ha avuto un collasso ed abbiamo chiamato l’ambulanza ed appena sceso l’autista si è scusato del ritardo, ma non riuscivano a passare per un’auto in sosta nella via…

Ecco, quando si parla di divieti di sosta si vede solo la multa ma non si vedono mai gli effetti collaterali. Che sia bloccare un tram, un passo carraio, limitare il lavoro dei mezzi di soccorso, poco cambia. La regola dei “sono qui da 5 minuti” (ed invece sei lì da 5 ore) non fa testo.

Miro: Infatti il problema è che se c’è la norma si deve dare per scontato che non rispettarla abbia degli effetti collaterali che per la comunità possono essere gravi, anche se li per lì possono essere non percepibili.

E’ vero, c’è anche la norma messa lì tanto per fare cassa, allora ti mobiliti, se ne hai voglia, per cambiarla, ma intanto la rispetti.

Infine l’ultimo commento letto su Instagram, di Alessandra: Abbiamo del tutto perso la cultura alla civiltà o forse, come popolo, non l’abbiamo mai posseduta… ci stiamo autodistruggendo con il nostro aberrante qualunquismo.

Il termine “furbo” è diventato, per i più , sinonimo di “in gamba”, mentre “ corretto – preciso- giudizioso” è sinonimo di “ coglione”… e continuiamo a camminare sulle nostre macerie, a criticare l’avvicendarsi di questo o quel governo, continuiamo a guardare il dito che indica la luna e non la luna…

3 commenti su “Se parcheggi in divieto di sosta consapevolmente, poi non ti lamentare…

  1. IlPrincipeBrutto
    29 gennaio 2019

    >> Il problema è che gli italiani fanno fatica a rispettare anche le regole più elementari, è un tratto “ genetico” ( parliamo della massa ovviamente).
    .
    Di genetico pare ci sia anche la tendenza a sparare sentenze come quella sopra e al tempo stesso tirarsene fuori.
    .
    Una tendenza descritta con sintesi mirabile da @MarcoScanavacca con questa formula:
    .
    Tutti = Tutti -1
    .
    Sicuri si diventa, Ride Safe.

    • Paoblog
      29 gennaio 2019

      D’altro canto è un fatto che la massa (di italioti) si comporti in un certo modo, ad esempio parcheggiando consapevolmente in divieto di sosta per poi lamentarsi delle multe, e ad esempio, io no.

      Per cui mi tiro fuori da questi comportamenti generalizzati e discutibili.

  2. Paoblog
    29 gennaio 2019

    il “Tutti = Tutti – 1” è sicuramente applicabile quando ci sono comportamenti dove l’incoerenza la fa da padrone.

    Vedi quelli si indignano per la spazzatura buttata in giro e poi: https://paoblog.net/2016/01/29/incivili-58/

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